Acr Messina, Obbedio non fa drammi: "Vedo passi in avanti"

09.09.2019 13:00 di Francesco Pizzoccheri   Vedi letture
Fonte: Messina nel Pallone
Acr Messina, Obbedio non fa drammi: "Vedo passi in avanti"

Un passo avanti, ma non abbastanza. Dopo la sfuriata nel post Troina, è più sereno Antonio Obbedio negli spogliatoi del Franco Scoglio, nonostante la sconfitta per 1-2 del Messina contro l'Acireale: "Brucia perché oggi sarebbe stato più giusto il pareggio - esordisce il ds giallorosso -, sopratutto per quanto fatto fino all'espulsione di Fragapane. Poi in dieci, contro una squadra brevilinea e che palleggia bene, non era semplice. Mi è piaciuta comunque la reazione della squadra, non è stata veemente ma abbiamo cercato di pareggiare e penso all'occasione di Crucitti nel finale o al palo di Orlando. Non so quale sia il vostro giudizio ma vado forse controcorrente rispetto a quanto visto dalla tribuna".

Il Messina perde subendo due reti, una all'inizio e una alla fine del pimo tempo: "I minuti sono indifferenti, le partite finiscono quando l'arbitro fischia. Il primo gol è arrivato a marcature stabilite, nel secondo il difensore ha un attimo di sbandamento; cerco però i lati positivi e rispetto a Troina abbiamo fatto passi avanti anche come gioco, sopratutto in parità numerica". Nota positiva l'esordio, con gol, di Cristiani: "Non giocava da cinque o sei mesi ed è uscito per non rischiare che si facesse male; Bruno è nella stessa situazione, siamo una squadra assemblata in corso d'opera perché è stato un mercato difficoltoso nella costruzione. È ovvio - sottolinea Obbedio - che i giocatori con più spessore prima siano in attesa di categorie migliori e poi accettano di venire a Messina per giocare una Serie D di un certo livello. Se fossimo stati il Bari dello scorso anno al 15 luglio avremmo avuto un'altra rosa ma siamo ancora in fase di costruzione, non siamo finiti".

Il calendario però corre e il Messina è ancora a quota 0: "Non mi aspettavo tre sconfitte consecutive, contando anche la Coppa; se faccio un'analisi attenta però devo pensare anche alle difficoltà, l'allenatore schiera i calciatori, ma ad andare in campo e a dover fare la differenza sono loro". La panchina del tecnico non è però a rischio: "È l'ultimo dei responsabili, deve trasmettere il propio credo a una squadra totalmente nuova e non è facile. Abbiamo preso tanti under di categoria diversa e ci vogliono tempo e pazienza, perché senza quest'ultima andiamo in confusione".