L'ex Toschi: «Reggina, non valeva la pena prendere un altro tecnico ora»

29.02.2024 22:30 di Anna Laura Giannini   vedi letture
Fonte: Gazzetta del Sud
L'ex Toschi: «Reggina, non valeva la pena prendere un altro tecnico ora»

Tra coloro che domenica seguiranno il match della Reggina contro il Ragusa (ore 14:30 al “Granillo”) ci sarà l’ex attaccante Giovannino Toschi, toscano di Porcari (Lucca): «Vedrò l’incontro in streaming perché ho sempre nel cuore i colori amaranto».

Dal 1967 al 1970 ha giocato in riva allo Stretto siglando 20 reti. Lucchese, Mantova, Torino, Cesena, Foggia, Novara e Viareggio le altre squadre in cui ha militato. Qual è la sua opinione sull’attuale proprietà? «Il giudizio al momento resta sospeso. Staremo a vedere cosa riuscirà a combinare in vista della stagione 2024-2025. Reggio merita palcoscenici ambiziosi e non può rimanere a lungo nell’inferno dei dilettanti. Come primo step servirà intervenire sul mercato prendendo elementi di categoria, a cominciare da un centravanti. Senza una punta adeguata diventerà complicato lottare per la promozione diretta».

Ci sarebbe anche la possibilità del ripescaggio. «Me lo auguro. Riabbracciare il professionismo con un anno di anticipo consentirebbe al patron Ballarino di avere maggiori risorse da investire nella campagna acquisti. La serie D è un campionato mediocre ed è triste che la Reggina sia entrata in questo tunnel. Commessi diversi errori la scorsa estate e più penalizzati sono stati i tifosi».

Si è deciso di proseguire con Trocini. Decisione saggia? «Non valeva la pena prendere un altro tecnico. Al netto del ko di Sant’Agata di Militello, LFA è ancora quarta. In Italia c’è poca pazienza con gli allenatori. Trocini avrà commesso alcuni errori, ma è un professionista serio che conosce la categoria».

Le quattro giornate inflitte a Rosseti come se le spiega? «Trovo siano eccessive, anche se non doveva protestare in maniera così plateale. Mi dicono sia stato rimproverato dal direttore generale, seccato con lui. Al danno si è aggiunta la beffa».

Maestrelli, Segato e Galbiati. Con chi ha avuto maggior feeling? «Con Maestrelli e Segato. Conservo un buon ricordo anche di mister Galbiati. Ammetto di aver vissuto tre stagioni intense con a fianco compagni come Franco Causio e Nedo Sonetti».

Il prossimo luglio porterà anche a Reggio il suo libro “Un piccolo grande bomber che segnava solo gol importanti”. Conferma? «Se ne stanno interessando gli amici Tonino Raffa e Franco Iacopino. L’evento si dovrebbe tenere al circolo tennis “Polimeni”. In Toscana ci sono già state alcune presentazioni e tra gli invitati è intervenuto Luciano Castellini, mio compagno ai tempi del Toro. Incontri moderati dal giornalista Tonino Raffa. Non vedo l’ora di ritornate in una città che mi ha dato tanto, anche per ricordare il presidentissimo Oreste Granillo. Con Segato sfiorammo la Serie A. Il vecchio Comunale era sempre gremito e ricordo che abitavamo in uno stabile nel quartiere di Spirito Santo».