Scoprì il calciatore a letto con la moglie e lo decapitò: condannato a 42 anni

21.03.2024 23:15 di Davide Guardabascio   vedi letture
Scoprì il calciatore a letto con la moglie e lo decapitò: condannato a 42 anni

La lunga e scioccante vicenda che ha segnato l'omicidio di Daniel Correa Freitas nel 2018 ha finalmente raggiunto una conclusione giudiziaria, con l'assassino confesso Edison Luiz Brittes Junior condannato a 42 anni e 5 mesi di carcere. L'omicidio, caratterizzato da una ferocia senza precedenti che ha sconvolto l'opinione pubblica brasiliana, è stato alimentato da un dramma privato di tradimento, poiché Correa era coinvolto sentimentalmente con la moglie di Brittes.

Daniel, allora 24enne e centrocampista del Sao Bento con un passato nelle giovanili del Cruzeiro, è stato trovato morto il 27 ottobre 2018, il suo corpo parzialmente decapitato e mutilato, su una strada rurale nei pressi di Curitiba. Le indagini della polizia hanno rivelato che Correa è stato ucciso da Brittes dopo essere stato sorpreso a letto con la moglie Cristiana. Prima dell'omicidio, il calciatore aveva inviato messaggi e foto a un amico che lo ritraevano insieme alla donna mentre dormiva accanto a lui.

Brittes, un imprenditore brasiliano, è stato riconosciuto colpevole di omicidio qualificato, occultamento di cadavere, frode procedurale, corruzione di minori e coercizione allo svolgimento del processo. Dopo un iniziale tentativo di negare l'omicidio, Brittes ha confessato di aver agito per difendere l'onore della moglie, giustificando il suo comportamento con la "disperazione" della famiglia.

Gli eventi hanno avuto luogo dopo una festa per il 18esimo compleanno della figlia di Brittes, Allana, la sera del 26 ottobre 2018, a cui aveva partecipato anche Daniel. La festa si è poi spostata a casa dei Brittes, dove si è consumata la tragedia. Brittes ha dichiarato di aver trovato Correa sopra sua moglie e di aver reagito come avrebbe fatto qualsiasi uomo per difendere la propria famiglia.

Tuttavia, le indagini hanno dimostrato che non c'è stata alcuna prova di tentativo di stupro da parte di Correa nei confronti di Cristiana. Inoltre, è emerso che la versione fornita da Cristiana e da sua figlia Allana agli inquirenti era falsa, e che Correa non era in grado di difendersi poiché ubriaco al momento dell'aggressione.

Secondo la polizia, Brittes ha agito con l'aiuto di complici, minacciandoli in seguito affinché non parlassero. Il processo ha visto sette imputati, ma solo Brittes è stato condannato per l'omicidio di Correa. La moglie di Brittes, Cristiana, è stata condannata a 6 mesi di reclusione per altri reati, mentre la figlia Allana a 6 anni. Gli altri imputati sono stati assolti.

La sentenza rappresenta un passo verso la giustizia per Daniel Correa Freitas e la sua famiglia, anche se nulla potrà mai riportarlo in vita o lenire il dolore dei suoi cari.