Nel mondo della Serie C, la voce di Vinicio Espinal, nuovo tecnico della Giana Erminio, si è elevata dagli studi di TMW Radio durante la trasmissione "A Tutta C". A pochi giorni dal suo insediamento, avvenuto lo scorso 24 giugno, l'allenatore ha condiviso le prime impressioni su una realtà che ha già iniziato a conquistarlo. Il ritiro estivo procede a pieno ritmo, e la coesione all'interno del gruppo è palpabile. «Si procede bene in questo ritiro. Siamo una società che oltre al risultato calcistico mette davanti l'umanità, la sportività e il sentimento e, nonostante si fosse cambiato tanto, da subito c'è stato un clima bellissimo, nel quale stiamo lavorando bene per cercare di fare una bella stagione», ha raccontato Espinal, sottolineando come la filosofia del club vada ben oltre il rettangolo di gioco.
Nonostante le ambizioni e il desiderio di "una bella stagione", il tecnico mantiene i piedi per terra, fissando obiettivi chiari e realistici. Dopo un campionato precedente che ha visto la squadra protagonista, le aspettative potrebbero essere alte, ma Espinal preferisce procedere per gradi. «L'obiettivo principale è quello di conservare la categoria: quello che è stato fatto l'anno scorso è stato un percorso bellissimo da parte di tutti, che dura da anni, noi ora dobbiamo ripartire. Ci sono stati tanti cambiamenti, e ribadisco che l'obiettivo principale è sempre quello del mantenimento della categoria, poi cercheremo, a raggiungimento di quello, di sperare in qualcos'altro. Ma prima è doveroso tenere i piedi per terra e pensare al primo step», ha dichiarato, ribadendo l’importanza della stabilità in una stagione di profondo rinnovamento.
L'arrivo di Espinal alla guida della Giana Erminio segna, di fatto, un “anno zero” per la società. Ma cosa ha spinto l'allenatore ad accettare questa sfida? La risposta è duplice. Da un lato, l'opportunità di compiere il grande salto dalla Serie D al calcio professionistico, un'occasione non scontata. Dall'altro, una profonda sintonia con la dirigenza, in particolare con il mister Cesare Albè e con gli altri membri della società, Colombo e Manzi. «È stato naturale accettare», ha affermato, sottolineando come l'intesa umana e professionale sia stata decisiva.
Un altro elemento distintivo della Giana è la sua rosa giovane, una caratteristica con cui Espinal ha una grande familiarità grazie alle sue precedenti esperienze, tra cui quella con la Primavera della Lazio e i campionati di Serie D. L'allenatore ha subito messo in chiaro il suo punto di vista: «a onor del vero, a 19 nel calcio non si è più così tanto giovani, e questo pensiero lo condivido con Albè, ma al netto di ciò, l'entusiasmo che c'è in un ragazzo, quell'energia che può dare e che va incanalata, è importante in una squadra». Secondo Espinal, la chiave per lavorare con i giovani è un approccio aperto e comunicativo, lontano dai vecchi schemi: «l'approccio oggi è differente, i ragazzi sono cambiati, serve un approccio un po' più aperto e meno convenzionale... bisogna essere aperti e capire le esigenze e comunicare tanto, perché oggi i ragazzi hanno bisogno di comunicare e quindi di esprimersi». Questo approccio, unito a un ridotto divario generazionale, può rappresentare un vantaggio inestimabile, come lo stesso allenatore ammette, tra il serio e il faceto, di dover stare attento a non essere "cringe".
Fondamentale in questo contesto è il ruolo di due veterani e simboli del club: Daniele Pinto e Andrea Marotta. Espinal non ha nascosto la sua ammirazione per la professionalità e l'impegno che i due trasmettono. «Quello che ho trovato è una cosa bellissima che esprime il valore di questa società e questo è quello che sono loro, danno un valore aggiunto al club, lavorando sodo e dando importanza alle cose piccole, allo stare insieme, creano gruppo», ha spiegato. E la loro influenza va ben oltre l'aspetto emotivo: «si dovrebbe vedere come si allenano: sono rimasto scioccato! E parlano i numeri, quando Pinto finisce di allenarsi il gps scoppia, lo devi buttare, lo fonde. Danno un esempio che non è solo dal punto di vista emotivo e di persona, perché questi sono giocatori ancora».
Ma la figura che più di tutte ha segnato e continua a influenzare il percorso della Giana Erminio è senza dubbio Cesare Albè. Vinicio Espinal, pur conoscendone solo "la leggenda", ne ha scoperto una persona di rara intelligenza e profondità, non intaccata dai successi sportivi. «È rimasto fedele a sé stesso, nonostante abbia fatto secondo me un miracolo sportivo che continua nel tempo e che ha tramandato nel tempo», ha dichiarato Espinal, esprimendo gratitudine per l'opportunità di conoscere una persona che lo arricchisce quotidianamente.
Guardando al futuro, il tecnico si aspetta un campionato molto equilibrato nel girone A, dove "la continuità è sicuramente importante in un percorso". Non ha potuto fare a meno di commentare, con una punta di amarezza, la situazione della Triestina, che rischia di destabilizzare il campionato. «A me dispiace, però ci sono sempre più di queste situazioni, serve un po' più di serietà nel controllo», ha detto Espinal, sottolineando i danni che queste incertezze provocano non solo alle società e ai tifosi, ma all'intero movimento calcistico.
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