La Pianese si conferma ancora una volta la vera bestia nera del Livorno in questa stagione. Dopo il successo ottenuto all'andata tra le mura amiche di Piancastagnaio, la formazione amiatina è riuscita nell'impresa di espugnare anche lo stadio Armando Picchi, imponendosi con un due a uno che lascia molto amaro in bocca all'ambiente amaranto. La sensazione prevalente al termine dei novanta minuti è stata quella di una squadra, quella labronica, arrivata all'appuntamento con le pile decisamente scariche, pagando dazio ai ritmi serrati di un calendario che ha imposto tre impegni ufficiali nell'arco di soli sette giorni.
Nel post-partita, l'allenatore Roberto Venturato si è presentato in sala stampa per analizzare una sconfitta che brucia, non solo per il risultato in sé, ma anche per la gestione di alcuni episodi chiave che avrebbero potuto cambiare radicalmente il volto della domenica. Il tecnico veneto ha posto l'accento in particolare su una rete negata a Di Carmine, che a suo avviso avrebbe dovuto essere convalidata e che avrebbe permesso al Livorno di uscire dal campo con un punto prezioso, fondamentale per il morale e per la classifica in un momento di evidente appannamento fisico.
«Il gol nostro era buono, dispiace ce lo abbiano annullato. Aldilà dei nostri errori fatti nel primo tempo eravamo riusciti a recuperarla. Per cosa si è visto nel secondo tempo il pareggio ce lo meritavamo e quindi dispiace perdere in questo modo» ha esordito Venturato, mettendo subito in chiaro che, nonostante le sbavature difensive, la reazione della squadra nella seconda parte di gara avrebbe legittimato un esito diverso. Il rammarico è tanto, poiché la rimonta sembrava essersi concretizzata prima dell'intervento arbitrale che ha gelato lo stadio.
Le criticità maggiori del Livorno sono emerse durante la prima frazione di gioco, dove la Pianese ha saputo sfruttare al meglio le praterie concesse dai padroni di casa. Gli ospiti hanno colpito per due volte agendo di rimessa, approfittando di una squadra labronica tatticamente troppo sbilanciata e poco lucida nella lettura delle transizioni avversarie. L'analisi del tecnico si è soffermata proprio su questo squilibrio strutturale che ha agevolato il compito degli avversari.
«Non siamo una squadra abituata a giocare tre partite in una settimana, anche dal punto di vista psicologico. Nel primo tempo abbiamo fatto degli errori, le mezzali per esempio erano spesso troppo alte. Abbiamo subito troppi contropiedi, però non abbiamo concesso tantissimo e soprattutto alla fine eravamo riusciti anche a pareggiarla» ha spiegato Venturato, riconducendo la mancanza di equilibrio anche a un fattore di stanchezza mentale che ha impedito ai suoi giocatori di mantenere le giuste distanze tra i reparti.
Sotto la lente d'ingrandimento della critica è finita anche la prova individuale di Mawete, apparso in netta difficoltà nel contenere le folate offensive della Pianese e poco propositivo in fase di possesso. Tuttavia, fedele alla sua filosofia di valorizzazione del gruppo e dei singoli, Venturato ha scelto di fare da scudo al proprio giocatore, sottolineando come le giornate negative siano tappe obbligate per chiunque stia cercando di affermarsi a certi livelli.
«Non ha fatto una buona prestazione, ma è giovane e bisogna avere pazienza con questo tipo di giocatore. Ha qualità e capacità e deve passare dagli errori per poter migliorare» ha affermato l'allenatore amaranto, ribadendo la necessità di attendere la maturazione dei profili più verdi della rosa senza lasciarsi condizionare da un singolo passaggio a vuoto. Il percorso di crescita, secondo il mister, non può prescindere da momenti di difficoltà che fungono da lezione per il futuro.
La sconfitta casalinga obbliga ora il Livorno a una riflessione profonda su come gestire le energie in vista dei prossimi impegni, cercando di ritrovare quella solidità difensiva che è mancata al Picchi. Nonostante il peso degli errori commessi, la convinzione di Venturato resta quella di una squadra che, al netto degli episodi sfavorevoli e del gol annullato, ha comunque dimostrato di avere il carattere necessario per lottare fino all'ultimo secondo di gioco.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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