La nona sinfonia della Pianese risuona nello storico scenario dell'Ardenza, dove le zebrette sono riuscite a imporsi per due a uno contro il Livorno al termine di una prova di grande maturità tattica. Con questo successo esterno, la formazione di Piancastagnaio sale a quota 37 punti, consolidando una classifica che sorride sempre di più e confermando la capacità del gruppo di saper accelerare nei momenti decisivi, senza però perdere la lucidità necessaria per amministrare il vantaggio nelle fasi più concitate del match.
Nel dopo gara, l'allenatore Alessandro Birindelli ha faticato a contenere l'orgoglio per la prestazione dei suoi uomini, mettendo in risalto la caratura morale di uno spogliatoio che sta andando oltre ogni più rosea aspettativa. Secondo il tecnico, il segreto di questo percorso risiede nella dedizione assoluta che ogni singolo elemento mette a disposizione della causa comune, facilitando notevolmente il compito di chi deve guidare la squadra dalla panchina.
«Siamo un gruppo importante, fatto di grandi valori umani, come ricordo sempre. Per lo staff e per l’allenatore diventa tutto più difficile se non si ha a disposizione un gruppo di ragazzi disponibili, dediti al lavoro quotidiano e con la voglia costante di migliorarsi. Ho finito le parole, perché il nostro obiettivo è quello di rimanere in categoria e, piano piano, lo stiamo raggiungendo con entusiasmo, determinazione e grande soddisfazione» ha ammesso Birindelli, visibilmente soddisfatto per aver espugnato un campo così nobile.
Il mister ha poi voluto contestualizzare questo trionfo ricordando altre tappe gloriose della stagione, come il successo ottenuto a Perugia, sottolineando come queste imprese siano destinate a restare indelebili nella memoria dei calciatori. «Vincere in stadi importanti, come è successo a Perugia, è qualcosa che questi ragazzi si porteranno dietro e ricorderanno nel tempo» ha aggiunto il tecnico, che non ha mai smesso di credere nella bontà del lavoro svolto, nemmeno quando i risultati non sono stati favorevoli.
Analizzando i recenti passi falsi contro Vis Pesaro e Arezzo, Birindelli ha ribadito che la fiducia non è mai venuta meno poiché, al netto di qualche sbavatura dei singoli, la squadra aveva sempre espresso un calcio di livello. Il vero timore dell'allenatore era legato esclusivamente alla tenuta psicologica del gruppo e al possibile smarrimento di quella scintilla emotiva che sta spingendo la Pianese verso la salvezza anticipata.
«Anche nelle due sconfitte, dopo averle analizzate, al di là di qualche errore individuale, la prestazione della squadra c’era sempre stata. Non mi preoccupava tanto il risultato, quanto il rischio di perdere quell’entusiasmo che ci ha portato fin qui» ha spiegato l'allenatore, evidenziando come le ultime due vittorie abbiano agito da perfetto ricostituente per i suoi calciatori, attesi ora da un tour de force che non concede pause.
Il calendario mette infatti la Pianese di fronte a un impegno ravvicinato contro il Guidonia, previsto per il prossimo venerdì. Una programmazione che Birindelli non ha esitato a definire quasi paradossale per le tempistiche di recupero concesse agli atleti. «Queste due vittorie hanno ricaricato le pile dei ragazzi anche perché venerdì ci aspetta un’altra partita fondamentale in casa contro il Guidonia. Giocare dopo appena due giorni e mezzo è quasi un’assurdità, quindi oggi era normale soffrire. Ma anche nella sofferenza la squadra ha dimostrato ancora una volta di essere grande» ha rimarcato il tecnico.
Sulla stessa lunghezza d'onda si è sintonizzato Emiliano Filippis, protagonista tra i pali di una gara attenta e coraggiosa. Il portiere ha sottolineato la bellezza del contesto in cui è maturato il risultato, lodando il calore della tifoseria labronica e la capacità della Pianese di resistere all'assedio finale dei padroni di casa dopo un primo tempo giocato su ritmi altissimi.
«Vincere in questo stadio è bellissimo: c’è un’atmosfera incredibile, con tanti tifosi. Noi ci portiamo a casa tre punti importanti e penso che la squadra abbia dato tutto quello che aveva. Nel primo tempo abbiamo fatto molto bene, nel secondo ci siamo un po’ abbassati, cercando di difendere nel miglior modo possibile, e alla fine sono arrivati questi tre punti» ha commentato l'estremo difensore, già proiettato verso la prossima battaglia agonistica tra le mura amiche.
Filippis ha concluso il suo intervento ponendo l'accento sul processo di maturazione collettiva e individuale che sta caratterizzando l'annata della Pianese. Per il portiere, la crescita costante è il frutto naturale del lavoro svolto sul campo di allenamento, dove nessuno si risparmia mai. «Siamo cresciuti sia come collettivo sia a livello individuale e penso che i risultati parlino chiaro. Lavoriamo ogni giorno per questo ed è il naturale sviluppo di una squadra che dà sempre il cento per cento in allenamento e in partita, cercando di raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati all’inizio. Tutto quello che viene in più lo prendiamo volentieri» ha terminato il calciatore bianconero.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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