Il confronto tra Luparense e Brian Lignano si è chiuso lasciando in dote alla formazione di casa una prestazione di spessore, ma anche quel pizzico di rammarico tipico di chi sente di aver sfiorato un bottino più consistente. Al termine della contesa, l'allenatore Nicola Zanini ha analizzato l'andamento del match ponendo l'accento sulla crescita caratteriale e tecnica dei suoi calciatori, chiamati a rispondere presente in un periodo della stagione non privo di insidie.
L'episodio avvenuto proprio nei minuti di recupero, con un possibile calcio di rigore non assegnato ai rossoblù, avrebbe potuto cambiare il volto del risultato finale, ma il tecnico ha scelto di non soffermarsi eccessivamente sulla direzione arbitrale. Per Zanini, la priorità resta l'analisi del gioco espresso e la capacità dei suoi ragazzi di restare mentalmente dentro la partita dal primo all'ultimo istante.
«È un po’ antipatico parlare di episodi; preferisco parlare della bella prestazione della squadra in un momento non facile» ha esordito l'allenatore ai microfoni della stampa, cercando di spostare l'attenzione dalla moviola alla solidità mostrata dal gruppo. Nonostante le difficoltà del periodo, la Luparense ha interpretato la gara con una filosofia propositiva, cercando costantemente di imporre i propri ritmi.
Secondo la visione del mister, la squadra ha cercato la via del gol senza mai snaturarsi, affidandosi a una manovra ragionata e fluida che ha messo in difficoltà l'assetto difensivo degli avversari. La volontà di costruire calcio è stata evidente sin dai primi scambi, segno di una mentalità che comincia a radicarsi profondamente in ogni interprete sceso in campo.
«I ragazzi ci hanno provato sempre, sin dal primo minuto e sempre attraverso il gioco» ha sottolineato Zanini, elogiando l'impegno profuso ma aggiungendo una nota critica costruttiva. Per il tecnico, infatti, la qualità estetica del palleggio deve necessariamente tradursi in una maggiore incisività quando ci si avvicina alla porta avversaria per sbloccare i match più equilibrati.
«Non basta però essere belli: dobbiamo essere bellissimi, specie negli ultimi venti metri» ha proseguito l'allenatore, evidenziando come la mancanza di concretezza nell'ultimo passaggio o nella conclusione sia stata l'unico vero ostacolo verso la conquista dei tre punti. La ricerca della perfezione negli ultimi metri diventa dunque il prossimo step evolutivo per la formazione veneta.
Il valore del Brian Lignano, del resto, non era un mistero per lo staff tecnico della Luparense. La compagine ospite è stata descritta come un avversario di assoluto livello, capace di mettere in difficoltà chiunque, come dimostrato anche nelle precedenti uscite stagionali in cui aveva raccolto meno di quanto effettivamente prodotto sul rettangolo verde.
«Il Brian è un’ottima squadra, che domenica scorsa avrebbe meritato di vincere col Treviso. Li ho visti spesso all’opera e devo dire che la nostra interpretazione della gara è stata giusta» ha ammesso Zanini, riconoscendo i meriti dei rivali e confermando la bontà della preparazione tattica effettuata durante la settimana di allenamenti.
Nel finale di gara, la Luparense ha tentato il tutto per tutto per strappare l'intera posta in palio, dimostrando una condizione atletica e una fame di vittoria che lasciano ben sperare per il futuro prossimo del campionato. Anche se il gol della vittoria non è arrivato, le risposte ottenute sul piano dell'atteggiamento sono state considerate estremamente rassicuranti.
«Alla fine abbiamo cercato anche la vittoria, non l’abbiamo trovata ma la strada è quella giusta e cominciamo ad avere un’identità ben precisa» ha concluso Nicola Zanini, ribadendo la propria fiducia in un progetto tecnico che sta iniziando a mostrare i propri tratti distintivi in maniera sempre più marcata e riconoscibile per i tifosi.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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