Il successo interno del Martina contro il Manfredonia, maturato con un pirotecnico 4-3, ha lasciato in dote al tecnico Giuseppe Laterza sentimenti contrastanti, divisi tra l'entusiasmo per una frazione di gioco rasente la perfezione e il timore per una gestione della ripresa che ha rischiato di compromettere tutto il lavoro svolto.
L'allenatore dei biancazzurri ha esordito analizzando con estrema soddisfazione l'approccio iniziale dei suoi uomini, sottolineando come la squadra sia stata protagonista di una delle migliori prestazioni corali dall'inizio del campionato.
«Abbiamo fatto uno dei primi tempi migliori della stagione» ha dichiarato con orgoglio il mister in sala stampa, evidenziando la costante propensione della compagine pugliese a spingersi in avanti per aggredire il match.
Secondo l'analisi di Laterza, il Martina è sceso in campo con la giusta cattiveria agonistica, applicando una pressione asfissiante sui portatori di palla avversari e abbinando al dinamismo una notevole qualità nelle giocate palla a terra.
Il vantaggio lampo ha spianato la strada a una serie di manovre avvolgenti che hanno portato alla realizzazione di tre reti di pregevole fattura. «Siamo andati in vantaggio subito, poi abbiamo fatto tre grandi gol, uno più bello dell’altro, con tantissimi altre grandi occasioni» ha ricordato l'allenatore.
Tuttavia, il rientro dagli spogliatoi ha presentato una squadra irriconoscibile, quasi intimorita dal proprio stesso vantaggio e intenzionata a specchiarsi troppo nel risultato acquisito invece di continuare a macinare gioco come fatto in precedenza.
Il tecnico non ha nascosto il disappunto per l'atteggiamento dei suoi: «Siamo usciti nel secondo tempo con l’idea di gestire questo risultato, ma invece abbiamo sbagliato completamente tutto».
Questa metamorfosi tattica e mentale ha snaturato le caratteristiche principali del Martina, che per natura e disposizione deve mantenere il baricentro alto. «La nostra è una squadra che deve sempre pressare in avanti» ha ribadito con fermezza Laterza.
Il tentativo di amministrare la gara si è rivelato un boomerang pericoloso, portando al primo gol del Manfredonia che ha improvvisamente riaperto i giochi e minato le certezze dei padroni di casa.
A quel punto, dalla panchina si è cercato di correre ai ripari per ritrovare l'assetto ideale e restituire la mentalità aggressiva alla squadra, ma l'impatto dei nuovi entrati non ha sortito gli effetti sperati dal tecnico.
In un gesto di grande onestà intellettuale, l'allenatore si è addossato le colpe della flessione: «Mi prendo la responsabilità di aver sbagliato i cambi. Alla fine i cambi che ho fatto non hanno prodotto quello che serviva».
Invece di accorciare sui riferimenti avversari, il Martina si è abbassato pericolosamente, permettendo agli ospiti di trovare la seconda marcatura su una disattenzione difensiva in area di rigore, figlia di un anticipo fallito.
Il momento di massima tensione è arrivato con il terzo gol del Manfredonia, scaturito da un episodio che ha fatto infuriare Laterza per la mancanza di malizia dei suoi difensori. «Nel terzo gol abbiamo regalato un rigore troppo ingenuo con l’avversario di spalle» ha commentato amaramente.
Questo calo di tensione collettivo serve da monito per il futuro, ricordando che nel girone H di Serie D ogni distrazione può costare carissima, come già accaduto in passato in sfide dominate ma non chiuse.
«Questa è la dimostrazione che in questo campionato non devi mai dare nulla per scontato» ha spiegato il mister, citando il precedente contro l'Acerrana dove, nonostante l'assenza di tiri subiti, era arrivato solo un pareggio.
Nonostante le sofferenze finali, resta la gioia per una vittoria che consolida la classifica e premia il volume di gioco espresso nella prima metà di gara. «Bravissimi poi ad andare a riprendere questa partita. 3 punti meritati per quello che abbiamo prodotto nel primo tempo» ha concluso il tecnico.
L'analisi di Laterza chiude però con una nota di realismo su un difetto strutturale che va corretto immediatamente: «Il secondo tempo mi e ci deve servire da lezione per quello che è il proseguio. La chiave negativa della nostra partita è che al minimo errore subiamo sempre gol».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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