Il tecnico della Virtus Verona, Gigi Fresco, ha analizzato con la consueta schiettezza il momento delicato vissuto dalla sua squadra in vista del proibitivo confronto con l’Union Brescia. L'allenatore veneto ha voluto iniziare la sua riflessione affrontando il tema spinoso delle decisioni arbitrali che hanno condizionato pesantemente il cammino dei rossoblù in questa stagione.
«Non voglio dare alibi a nessuno, né ai giocatori né a me stesso: dobbiamo essere più forti anche degli errori arbitrali» ha esordito il mister, pur sottolineando come alcune sviste a sfavore siano state certificate persino dagli organi competenti, portando a un computo di punti mancanti davvero significativo per la classifica.
Fresco ha quantificato il peso di questi episodi in modo netto: «Credo nella buona fede dei direttori di gara e alcuni errori a nostro sfavore sono stati riconosciuti anche dalle istituzioni. Parlo di almeno dodici punti persi». Tuttavia, il tecnico ha promesso che questo sarà l’ultimo accenno polemico, preferendo concentrarsi sulla missione salvezza.
«Detto questo, sarà l’ultima volta che ne parlo: ora pensiamo solo a fare il meglio possibile per salvarci. Se ci riusciremo, il nostro merito sarà doppio» ha chiosato l'allenatore, spostando l'attenzione sulla prestazione offerta contro la Giana Erminio, un match che ha lasciato segnali contrastanti ma anche qualche certezza.
Analizzando l'ultima sconfitta, il tecnico ha ammesso la superiorità tattica degli avversari in certe fasi della gara: «La Giana, dopo il Trento, è forse la squadra che ci ha messo più in difficoltà e quindi va dato merito anche a loro. I primi dieci minuti sono stati equilibrati, poi dopo il gol siamo andati in crisi».
Fresco ha fatto autocritica anche sulle scelte tattiche iniziali, ipotizzando che la variazione del sistema di gioco possa aver destabilizzato i suoi ragazzi: «Forse anche il cambio di modulo ci ha tolto qualche certezza: volevamo andare uomo su uomo, ma così li abbiamo messi a loro agio».
Nonostante l'inferiorità numerica, la reazione della Virtus è stata apprezzata dalla guida tecnica: «Dopo l’espulsione, dieci contro undici contro una squadra forte come questa, siamo stati comunque bravi a restare in partita e a provare a riequilibrarla, concedendo poco» ha osservato con orgoglio il mister.
Un punto cruciale della conferenza ha riguardato il futuro dello stesso Fresco, che ha ammesso di aver riflettuto profondamente sulla propria posizione, senza però cedere alla tentazione di abbandonare il timone in un momento così complesso per la società di Borgo Venezia.
«All’auto-esonero ci ho pensato, ma noi abbiamo sempre giocato alla pari degli avversari, tante volte anche meglio. Non ho visto una vera crisi» ha confessato il tecnico, spiegando come un addio sarebbe stato recepito negativamente da tutto l'ambiente che lo circonda.
La scelta di restare è dettata anche da un senso di responsabilità verso i propri collaboratori: «Andando via metterei in difficoltà anche il mio staff, che è molto bravo e lasciare mi sembrerebbe quasi un gesto da vigliacco» ha dichiarato con fermezza, confermando la sua fiducia incrollabile nel gruppo.
Fresco guarda al futuro con ottimismo, convinto che la squadra abbia le doti tecniche per evitare la retrocessione, anche qualora si dovesse passare attraverso le forche caudine degli spareggi: «Sono fiducioso che possiamo salvarci direttamente rimontando».
Anche nella prospettiva meno rosea, l'allenatore non perde la calma: «E anche nella peggiore delle ipotesi, un eventuale play-out andata e ritorno dà modo alla squadra più forte di emergere. Va vissuto come un’opportunità, e sono convinto che noi siamo più forti di molte delle squadre che potremmo incontrare».
Il calendario ora mette la Virtus Verona di fronte a una serie di impegni sulla carta proibitivi contro le corazzate del girone, un trittico di partite che inizierà con la sfida all’Union Brescia per poi proseguire con il Lecco e il temibile Lanerossi Vicenza.
«Nel trittico con Union Brescia, Lecco e Vicenza proveremo a fare risultato. Non possiamo cercare scuse quando affrontiamo le prime della classe» ha intimato Fresco, richiamando i suoi giocatori a una soglia di attenzione altissima per colmare il gap tecnico con le big.
Il tecnico chiede coraggio e abnegazione ai suoi uomini per cercare di muovere la classifica anche nei campi più difficili della categoria: «Dobbiamo giocare al massimo, stare attenti a ogni situazione, fare punti e continuare a crescere come squadra».
La speranza finale di Gigi Fresco è legata anche al recupero di alcune pedine fondamentali per il reparto avanzato, nella speranza di ritrovare quella pericolosità offensiva necessaria per la risalita: «Spero di riavere Cernigoi fin da subito» ha concluso il mister rossoblù.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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