Una giornata che resterà impressa come una delle più dolorose nella storia del calcio brindisino. Al "Miramare" di Manfredonia si è consumato l'ultimo atto di una stagione maledetta, con il Brindisi che ha visto sfumare nei minuti di recupero la permanenza in categoria, condannandosi alla seconda retrocessione consecutiva che lo spedisce direttamente in Eccellenza.
Un primo tempo illusorio
La formazione biancazzurra aveva approcciato la sfida con il piglio giusto, consapevole dell'importanza capitale dell'incontro. L'avvio è stato travolgente, con gli ospiti capaci di indirizzare immediatamente la partita sui binari più favorevoli. Il vantaggio è arrivato grazie a Rajkovic, attaccante serbo che ha sbloccato il risultato portando avanti i suoi. Il Brindisi, galvanizzato dal gol, ha continuato a spingere trovando anche il raddoppio con Hernaiz, che ha fatto esplodere di gioia il settore ospiti.
Il primo tempo è stato un monologo brindisino, con la squadra in totale controllo della situazione e il Manfredonia apparentemente incapace di reagire. Le prospettive di salvezza si facevano sempre più concrete per gli uomini in maglia biancazzurra, che vedevano avvicinarsi il traguardo della permanenza in categoria.
La svolta fatale
Il destino, però, aveva in serbo un drammatico cambio di copione. Al 43° minuto del secondo tempo, in un momento in cui la vittoria sembrava ormai in cassaforte, si è verificato l'episodio che ha cambiato radicalmente l'inerzia della partita. Rajkovic, fino a quel momento protagonista in positivo, ha perso completamente la testa colpendo con una gomitata al volto Sepe a gioco fermo.
Un gesto sconsiderato che non è sfuggito all'assistente dell'arbitro, il quale ha richiamato l'attenzione del direttore di gara. Dopo una breve consultazione, è arrivato l'inevitabile cartellino rosso per l'ex attaccante della Reggina, che ha lasciato i compagni in inferiorità numerica proprio nel momento decisivo della stagione.
L'assedio del Manfredonia
Con l'uomo in più, i padroni di casa hanno immediatamente intensificato la pressione offensiva. Poco dopo l'inizio della seconda frazione, Carbonaro ha accorciato le distanze siglando l'1-2 che ha riacceso le speranze dei sipontini e fatto tremare il Brindisi.
Nonostante lo svantaggio numerico, i biancazzurri hanno provato con tutte le forze a resistere, difendendo con determinazione il prezioso vantaggio che avrebbe significato salvezza. Una resistenza eroica che sembrava poter premiare gli sforzi della squadra ospite, ormai a un passo dal traguardo.
Il dramma finale
Quando mancavano solo pochi istanti al triplice fischio, con il cronometro che segnava il 92° minuto, è arrivata la beffa finale. Dellino, probabilmente stremato dalla fatica, ha perso un pallone sanguinoso a centrocampo, regalando un'ultima possibilità al Manfredonia. Un'opportunità che i padroni di casa non si sono lasciati sfuggire: a firmare il definitivo 2-2 è stato proprio Caputo, calciatore di origini brindisine, in una crudele ironia del destino.
Il gol del pareggio ha rappresentato una pugnalata al cuore per i tifosi biancazzurri, consapevoli che quel punto non sarebbe bastato per evitare la retrocessione diretta. Il fischio finale dell'arbitro ha sancito una delle pagine più tristi nella storia del club pugliese, con la seconda retrocessione consecutiva che lo condanna all'Eccellenza.
Una discesa agli inferi
Per il Brindisi Football Club si tratta di un vero e proprio tracollo sportivo. Dopo aver lasciato la Serie C solo un anno fa, i biancazzurri si trovano ora a dover affrontare la dura realtà dell'Eccellenza, un campionato regionale che rappresenta un ulteriore passo indietro nel percorso del club.
Una doppia retrocessione che lascia l'amaro in bocca, specialmente considerando come si è materializzata: con una vittoria sfumata nei minuti di recupero, dopo aver dominato gran parte dell'incontro ed essere stati in vantaggio di due reti. Una ferita che farà male a lungo nell'ambiente brindisino, chiamato ora a una profonda riflessione per programmare una risalita che si preannuncia lunga e difficoltosa.
La delusione è palpabile tra i tifosi, che vedono la loro amata squadra precipitare in una categoria che non rispecchia certamente la storia e le ambizioni di una piazza importante come quella di Brindisi. Resta solo da capire come la società intenderà ripartire dopo questo doloroso epilogo, con la consapevolezza che sarà necessario un progetto solido per ricostruire dalle macerie di questa stagione catastrofica.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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