Il Campobasso deve fare i conti con la seconda battuta d’arresto nel giro di tre turni, un risultato amaro maturato sul campo del Gubbio che rallenta la corsa dei molisani. Nonostante il punteggio negativo, l'ambiente rossoblù cerca di mantenere l'equilibrio, evitando drammi eccessivi e guardando con lucidità a quanto accaduto sul rettangolo verde.
In un momento in cui l'amarezza per il risultato potrebbe prendere il sopravvento, è stato il direttore sportivo Giuseppe Figliomeni a presentarsi davanti ai microfoni per fare il punto della situazione. Il dirigente ha scelto di metterci la faccia proprio nel momento della sconfitta, seguendo una consuetudine personale che lo vede intervenire soprattutto quando le cose non vanno per il verso giusto.
«Succede. È successo anche a Pineto: un episodio non è girato bene perché abbiamo avuto tante occasioni nel primo tempo, anche se è stata una partita brutta» ha esordito il ds, sottolineando come la prestazione non sia stata del tutto da buttare, nonostante le difficoltà incontrate. Per Figliomeni, il percorso intrapreso dalla squadra resta in linea con le aspettative iniziali della società.
Il calendario serrato del campionato non permette soste prolungate e impone un recupero immediato delle energie, sia sotto l'aspetto atletico che quello psicologico. Il direttore non ha nascosto un pizzico di delusione per come è maturato il risultato in terra umbra, ribadendo però la sua assoluta onestà intellettuale nell'analizzare l'andamento del match.
«Dispiace perché credo che non meritassimo la sconfitta. Sono molto obiettivo e onesto nel valutare le partite» ha proseguito il dirigente, spiegando la sua scelta di parlare pubblicamente proprio oggi. «Mi piacciono le responsabilità, mi piace parlare quando le cose non vanno. Veniamo da un momento importante, stiamo facendo un ottimo cammino».
La difesa del gruppo è stata totale, con un riferimento specifico agli errori dei singoli che possono capitare nell'arco di una stagione. Figliomeni ha voluto scagionare chi ha commesso delle sbavature decisive, ricordando come il calcio sia fatto di momenti e che un singolo inciampo non può cancellare quanto di buono costruito fino a questo punto.
«Oggi non mi sento di dire nulla ai ragazzi: alla fine Celesia ha fatto grandi partite, oggi purtroppo è capitato a lui di sbagliare – capita a ogni calciatore» ha puntualizzato, rimarcando come il Gubbio non abbia prodotto una mole di gioco tale da schiacciare i rossoblù o da impensierire seriamente la retroguardia con conclusioni continue.
Al contrario, il Campobasso ha avuto le sue fiammate, specialmente nella prima frazione di gara, dove i portieri sono stati protagonisti. «Noi abbiamo avuto due occasioni nel primo tempo, una con Magnaghi e una con Salines, dove il portiere è stato bravissimo» ha ricordato il ds, rendendo comunque merito alla tenacia mostrata dagli avversari di giornata.
Guardando alla gestione della rosa e alle recenti operazioni di mercato, Figliomeni ha spiegato che l'obiettivo era quello di fornire allo staff tecnico alternative valide per cambiare l'inerzia delle gare. Un tema caldo resta il rendimento degli attaccanti, spesso finiti nel mirino della critica per la scarsa incisività sotto porta in alcune circostanze.
«Sento tanti commenti su Magnaghi: ognuno è libero di dire quello che crede. Oggi se abbiamo perso non è colpa di Magnaghi, che forse è stato uno di quelli che ha tirato in porta» ha affermato con fermezza il direttore sportivo, assumendosi personalmente il peso delle scelte fatte in fase di costruzione della squadra durante le finestre di trattative.
«Se non farà gol vorrà dire che sarà colpa mia, che l’ho scelto io. Si va avanti, si lavora, vediamo cosa succede» ha aggiunto, rinnovando la stima nei confronti di un gruppo che fino a poco tempo fa occupava le zone nobilissime della graduatoria. «Ieri eravamo quinti in classifica, oggi se perdiamo mi prendo io la colpa. Tutto sommato sono contentissimo di questa squadra».
Infine, uno sguardo alla lotta al vertice, dove il ds vede un duello interessante tra realtà diverse. Da una parte la solidità dell'Arezzo, dall'altra la freschezza del Ravenna. «Vedo l’Arezzo in questo momento superiore sotto l’aspetto del temperamento: è molto più cinica come squadra, riesce a ottenere risultati» ha spiegato Figliomeni analizzando le pretendenti alla vittoria finale.
Un elogio è andato anche alla sorpresa Ravenna, guidata da un tecnico che il ds conosce molto bene. «Si è trovata lì sapendoci fare. Io ho giocato insieme a Marchionni, l’ho avuto come compagno di squadra: è un allenatore bravo che è riuscito a inculcare una buona mentalità». Nonostante i meriti dei romagnoli, però, il suo pronostico resta orientato verso la Toscana.
«Il Ravenna si sta trovando lì attraverso il lavoro e credo che possa insidiare l’Arezzo. Alla fine però vedo l’Arezzo che la spunterà: la vedo più squadra» ha concluso il dirigente, chiudendo l'analisi con una visione chiara sulle gerarchie del torneo, mentre il Campobasso si prepara a tornare subito al lavoro per riscattare il passo falso.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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