La sala stampa di Monza restituisce l'immagine di un Raffaele Biancolino visibilmente contrariato, diviso tra l'orgoglio per una prestazione di spessore e il rammarico per un risultato che punisce l'Avellino oltre i propri demeriti. Il tecnico dei lupi ha analizzato con durezza l'episodio che ha deciso la sfida, una disattenzione collettiva che ha vanificato quanto di buono costruito fino a pochi istanti dal termine.
«È davvero un peccato perché, dopo aver disputato una sfida di buon livello, ci troviamo a commentare una sconfitta figlia di un'ingenuità; in quella specifica circostanza del gol non avremmo mai dovuto forzare l'uscita» ha spiegato l'allenatore, puntando il dito su un errore tattico che è costato carissimo.
Riguardo agli episodi arbitrali che hanno caratterizzato il finale, Biancolino ha preferito non cercare alibi, sottolineando piuttosto lo spessore tecnico della compagine brianzola: «Sul rigore concesso non ho certezze, ma il valore del Monza è sotto gli occhi di tutti, basta osservare la qualità degli elementi che sono subentrati dalla panchina».
Il tecnico si è poi soffermato sulle prestazioni individuali, promuovendo l'impegno di Le Borgne e chiedendo qualcosa in più a Pandolfi: «Sono molto soddisfatto del lavoro settimanale e della gara di Andrea. Pandolfi ha fatto bene, ma da lui mi aspetto una maggiore capacità di lottare, di proteggere il pallone e di tenere bassa la linea difensiva avversaria».
Un capitolo a parte è stato dedicato alla straordinaria cornice di pubblico, con oltre duemila sostenitori irpini che hanno invaso Monza: «La tifoseria rappresenta l'unica vera nota lieta insieme alla prova complessiva della squadra; è gente che macina chilometri per dimostrare l'attaccamento alla maglia e per questa categoria sono un lusso, meritano solo complimenti».
Nonostante gli elogi ai tifosi, resta aperta la ferita per una fase offensiva che fatica a concretizzare l'enorme mole di gioco prodotta: «Diciamo spesso le stesse cose, creiamo tanto ma non riusciamo a sbloccare il risultato con continuità, nonostante con il potenziale tecnico a nostra disposizione basterebbe davvero un soffio per segnare».
Biancolino non ha nascosto la sua delusione nei confronti di chi è subentrato a partita in corso, pretendendo un atteggiamento diverso da parte dei giocatori più esperti della rosa: «Mi aspetto costantemente qualcosa di più da chi entra, specialmente per il nome che portano e per la conoscenza che hanno di questo campionato».
«Sono profondamente amareggiato perché parliamo di atleti di spessore che hanno il dovere di dare un contributo superiore a questa squadra» ha rincarato la dose l'allenatore, evidenziando come la gestione del vantaggio sia venuta meno proprio nel momento di massima pressione degli avversari.
Il mister ha però voluto precisare che non c'è stata la volontà di abbassarsi troppo dopo la rete dell'uno a zero: «Il nostro intento era quello di continuare a giocare il pallone, ma è emersa la forza di una corazzata costruita per le posizioni di vertice, una squadra che dispone di giocatori di categoria superiore».
Rispetto alla gara d'andata, il volto della sfida è cambiato radicalmente, con un Monza molto più pericoloso, anche se Biancolino difende i suoi: «Bisogna vedere di quali conclusioni parliamo; di occasioni reali ne abbiamo concesse poche e forse avremmo potuto fare meglio noi nelle nostre ripartenze».
Sulla questione della dipendenza da Biasci e sull'andamento generale del torneo, il tecnico è apparso piuttosto sferzante nei confronti dello spogliatoio: «Questa situazione mi fa rabbia. Io posso fornire indicazioni fino a un certo punto, poi la responsabilità passa nelle mani del calciatore».
«Deve essere la coscienza dei singoli a far capire loro se è il caso di lavorare di più o molto di più per uscire da questo momento» ha aggiunto Biancolino, richiamando tutti all'ordine e alla professionalità necessaria per onorare gli obiettivi stagionali prefissati.
Infine, un commento sul calciomercato appena concluso, un argomento che il tecnico preferisce archiviare rapidamente per non creare inutili distrazioni: «Quello che è stato fatto è ormai alle spalle; discutere se si potesse fare di più o di meno sarebbe irrispettoso verso i ragazzi che ho in rosa».
«Adesso l'unico pensiero deve essere rivolto al campo e al raggiungimento del nostro traguardo» ha concluso l'allenatore dei biancoverdi, ribadendo la necessità di trasformare i complimenti in punti pesanti già a partire dalla prossima giornata di campionato.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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