Il successo ottenuto contro l’Inter U23 non ha portato soltanto tre punti vitali nella bacheca della Triestina, ma ha anche offerto al tecnico Marino l'occasione per dare sfogo a un’amarezza accumulata durante l'ultima settimana. Le parole dell'allenatore nel post-partita sono state un mix di orgoglio e difesa serrata del proprio spogliatoio, mirate a rispedire al mittente i giudizi pesanti piovuti sulla squadra dopo le recenti prestazioni meno brillanti.
«Personalmente non avevo alcun bisogno di ricevere segnali da questo gruppo, poiché la risposta dovevate averla voi, considerando i commenti pessimi e ingenerosi scritti nei confronti dei miei calciatori nei giorni scorsi» ha esordito il mister con tono fermo. Per Marino, l’atmosfera che circonda il club dovrebbe essere di sostegno e non di ostilità, specialmente per proteggere i nuovi arrivati che si sono trovati immersi in un clima non semplice.
Il tecnico ha puntato il dito contro una certa narrazione mediatica, accusata di cercare il sensazionalismo a scapito della verità sportiva: «Ho avuto modo di leggere riflessioni davvero sgradevoli su ragazzi appena giunti a Trieste; noto con dispiacere che nei momenti bui si scatena una caccia al like attraverso articoli feroci, mentre quando i risultati arrivano si tende a sminuire ogni merito».
Secondo l'allenatore alabardato, il lavoro svolto durante questa complicata annata va oltre l'ordinario e meriterebbe un'analisi più equilibrata da parte di critica e tifoseria. «Credo che ciò che stiamo realizzando quest'anno sia qualcosa di fuori dal comune; servirebbe maggiore obiettività, perché la gara odierna ha dimostrato molto, proprio come era successo in precedenza nella sfida contro il Lumezzane» ha proseguito il mister.
Marino non nasconde che una squadra giovane possa incappare in giornate sottotono, ma non accetta che venga messa in discussione la professionalità dei suoi uomini: «Può capitare di affrontare un impegno con il ritmo sbagliato, ma garantisco che da parte nostra non mancherà mai il rispetto per questi colori, che significa lottare e onorare la maglia su ogni campo, indipendentemente dal valore degli avversari».
L'amarezza del tecnico nasce dalla percezione che la squadra sia stata data per spacciata troppo in fretta, ignorando le difficoltà oggettive vissute durante l'intera stagione. «Dire che questo gruppo ha mollato o che è stato umiliato è un errore; ognuno dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza prima di sentenziare. Vorrei vedere affetto attorno a questi giovani, non perché sia un atto dovuto, ma perché stanno andando davvero oltre i propri limiti».
«La storia è chiara: sfido qualunque altra formazione a trovarsi nella nostra situazione dopo tutto quello che è successo in settimana e durante l’anno, eppure siamo ancora qui a combattere su ogni pallone» ha rivendicato Marino, sottolineando come la stima e l’affetto dovrebbero essere le uniche risposte possibili di fronte a un gruppo che non si arrende nonostante le avversità.
Dal punto di vista tecnico, l'allenatore ha ribadito la sua totale fiducia nel valore della rosa, citando alcuni elementi come simboli di un collettivo che non ha nulla da invidiare alle prime della classe. «Abbiamo una squadra di livello: i miei centrocampisti centrali sono fortissimi e non li scambierei con nessuno, potrebbero giocare tranquillamente nelle zone alte della classifica, così come calciatori del calibro di D’Urso, Anzolin o Silvestri».
Il vero ostacolo, secondo l'analisi del mister, risiede nella gestione psicologica dei momenti favorevoli: «Il limite principale è la continuità; quando questa squadra vince tende a sentirsi troppo bella, e questo non deve accadere. È un aspetto su cui devo lavorare io stesso, perché dopo Lumezzane ho trasmesso troppa calma, mentre questi ragazzi devono sempre mantenere altissima la soglia dell'attenzione».
Passando alla disamina tattica del match contro i nerazzurri, Marino ha evidenziato come il piano partita sia stato rispettato con precisione chirurgica dai suoi giocatori. «Avevamo studiato con attenzione come aggredire gli spazi e come pressare le loro ripartenze; volevamo anche essere pericolosi sui calci piazzati a sfavore, mantenendo tre elementi offensivi pronti a ribaltare il fronte del gioco in un istante».
In vista del prossimo impegno contro il Renate, però, si profila un'emergenza in difesa a causa delle condizioni di un perno del reparto arretrato. «Purtroppo dovremo valutare Silvestri, che ha riportato un risentimento muscolare; conoscendo Tommy so che farebbe di tutto per esserci, ma per mercoledì la vedo molto complicata. Sono imprevisti del mestiere, ma ho piena fiducia in chi lo sostituirà».
Proprio la profondità della rosa e la qualità dei rincalzi sembrano dare serenità al tecnico in vista del turno infrasettimanale: «Abbiamo alternative valide, come Kosijer che oggi è entrato benissimo in partita. Tommaso ha un peso specifico evidente sul terreno di gioco, ma so che chiunque verrà chiamato in causa darà il cento per cento per non farlo rimpiangere».
L'obiettivo finale resta la permanenza in categoria, un traguardo che Marino insegue con una determinazione che rasenta l'ossessione, incurante delle critiche esterne o di chi non crede nell'impresa. «La mia visione è semplice: in una crisi simile, l'unica meta è la salvezza. Anche se il mondo esterno nutre dubbi, io e i miei ragazzi ci crederemo fino all'ultimo respiro, finché la matematica non ci condannerà».
«È inevitabile che una squadra così giovane possa commettere qualche passo falso, ma dobbiamo cercare di limitare le sbavature per rendere la vita difficile a qualunque avversario» ha concluso il tecnico della Triestina. «Potrò anche passare per folle e accettare di essere deriso, ma il nostro obiettivo primario resta salvarci e faremo i conti solo alla fine, certi di aver dato tutto ciò che avevamo in corpo».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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