La Paganese continua a correre in vetta alla classifica e lo fa con una prestazione che ha rasentato la perfezione su uno dei campi più complicati dell'intero girone. Al termine del successo ottenuto contro la Virtus Francavilla, il tecnico Raffaele Novelli ha analizzato la prova dei suoi uomini con la consueta profondità tattica, elogiando la capacità del gruppo di mantenere alta l'intensità e la voglia di aggredire l'avversario fin dai primi minuti di gioco.
Secondo l'allenatore azzurrostellato, la chiave del match è risieduta proprio nell'interpretazione mentale fornita dalla squadra, che non si è lasciata intimorire dal valore dei padroni di casa. «Questa era una sfida che andava affrontata con un'idea precisa e una grande forza nell'aggressione» ha spiegato il mister, ricordando come gli avversari arrivassero da una striscia di nove o dieci risultati utili consecutivi, segno evidente di un sistema di gioco consolidato e di una rosa capace di mettere in crisi chiunque.
Il tema dei numerosi giovani presenti in organico è stato un altro punto centrale della riflessione post-partita di Novelli, il quale ha voluto però ridimensionare il concetto di "giovane" applicato ai calciatori di vent'anni. Il tecnico ha infatti sottolineato come, a livello internazionale, i veri giovani siano quelli che debuttano a sedici o diciassette anni, mentre a ventuno si dovrebbe già possedere una maturità calcistica definita.
«A volte siamo noi che consideriamo giovani anche i ragazzi di venticinque anni, ma nel calcio moderno bisogna avere una consapevolezza diversa» ha affermato l’allenatore della Paganese, precisando che la linea verde rappresenta una ricchezza e una fonte inesauribile di energia, a patto di avere la pazienza necessaria per aspettare la loro crescita e fornire loro un'idea di gioco forte in cui credere fermamente.
La corsa verso il primato resta appassionante in un campionato che il tecnico definisce come uno dei più competitivi d'Italia, con formazioni attrezzate in ogni zona della graduatoria. Nonostante la posizione di vertice, l'attenzione di Novelli resta focalizzata esclusivamente sul lavoro quotidiano e sulla costruzione della settimana, evitando di farsi condizionare dai calcoli aritmetici o dalle pressioni esterne legate al risultato finale.
«Se iniziamo a perdere quella spensieratezza e quel piacere di giocare per caricarci di ansie e tensioni, finiremo per avere serie difficoltà» ha ammonito il mister, ribadendo che la continuità di rendimento passa attraverso la fedeltà alla propria identità calcistica. Per l'allenatore, l'obiettivo è mantenere sempre vivo l'entusiasmo e il coraggio di provare a fare la partita, indipendentemente dal nome dell'avversario che si ha di fronte.
Il tecnico ha concluso la sua analisi con una sorta di manifesto della sua filosofia sportiva, volta a valorizzare il coraggio e la coerenza tattica sopra ogni altra cosa. «Dico sempre che bisogna arrivare in fondo pronti a morire in piedi con le proprie idee» ha dichiarato con fermezza, aggiungendo che se l'avversario si dimostra più bravo bisogna accettarlo, ma senza mai rinunciare a proporre il proprio gioco e a combattere con l'entusiasmo che ha caratterizzato finora il cammino della sua capolista.
Questa mentalità sbarazzina e allo stesso tempo matura sembra essere il vero segreto della Paganese di quest'anno, una squadra che gioca con il piglio della grande pur avendo molti volti nuovi. La capacità di restare umili e concentrati sul processo di crescita, piuttosto che sulla sola classifica, rappresenta la garanzia migliore per affrontare le prossime battaglie di un girone che non concede pause e che richiede una tempra morale non comune per restare ai vertici.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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