Il Taranto ha ritrovato ieri, allo Iacovone, la vittoria battendo di misura il Team Altamura. Una gara in chiaroscuro però per i rossoblù che dopo un avvio deciso alla distanza sono sembrati in difficoltà.
Ad analizzare il match, come riportano i colleghi di blunote.it, il tecnico Nicola Ragno: «Più che fisicamente, siamo calati mentalmente: avevamo il timore di commettere un errore che potesse compromettere la partita e quindi il risultato, come accaduto in precedenza con Brindisi, Sorrento e Foggia. Nei primi dieci minuti la squadra mi è piaciuta molto, ma è chiaro che quando devi vincere a tutti i costi cerchi di mantenere il risultato. Se il Taranto si trovasse in testa alla classifica, probabilmente avremmo assistito a un altro tipo di partita. La necessità di portare a casa il successo a tutti i costi potrebbe aver condizionato i ragazzi ai quali bisogna tributare solo elogi. Dopo due sconfitte casalinghe è normale essere un po' più contratti: come ho detto in settimana, con la Team Altamura ci interessava solo la vittoria, stop. Dobbiamo capire, e lo ripeto dall'inizio della stagione, che questo è un campionato diverso dal solito, non esistono squadre materasso pertanto si può soffrire con ogni avversario. Fino a dicembre assisteremo a questa alternanza in vetta alla classifica, dopo di che con il mercato chi avrà la possibilità di spendere per acquistare qualità può spingere. L'abbraccio in panchina dopo il gol? Questo è un gruppo sano, che ha sofferto molto per le tre sconfitte. Vi faccio un esempio: Ferrara è un ragazzo di vent'anni, da lui ti aspetti che solchi la fascia per tutto il match non che lasci la partita per crampi. Cosa vuol dire? Che ha speso tante energie nervose perché è uno che sente molto la pressione. Team Altamura? È una squadra di categoria, ma di grande qualità che nel corso della stagione riuscirà a risollevarsi nonostante abbia accumulato tre sconfitte di fila. Ho un solo rammarico: non aver messo al sicuro il risultato nel primo tempo. Se avessimo chiuso la prima frazione in vantaggio di due gol, probabilmente avremmo giocato la ripresa con più tranquillità. D'Agostino? Non è ancora al top, ma deve giocare per mettere minuti nelle gambe. Per questo è stato utilizzato a sprazzi, non sono mica un pazzo a tenere fuori un calciatore così importante che ha nelle corde venti gol a stagione. Genchi? L'ho visto un po' nervoso e dato che avevo necessità di infoltire il centrocampo perché stavamo soffrendo un po' troppo, ho deciso di sostituirlo. Ammetto che in questo momento non stiamo esprimendo un buon calcio e me ne assumo le responsabilità, ma sono convinto che quando saremo al massimo della condizione il bel gioco sarà una conseguenza».
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