Il verdetto emesso dalle istituzioni calcistiche si è abbattuto come una vera e propria scure sul futuro sportivo della compagine ionica. A seguito delle gravissime vicende registrate al fischio finale della decisiva sfida valevole per gli spareggi nazionali del campionato di Eccellenza contro il Gladiator, il Giudice Sportivo ha diramato un provvedimento disciplinare dai contorni estremamente punitivi per il Taranto 2025 SSD.
Il club rossoblù si vedrà costretto a inaugurare il prossimo cammino agonistico con un pesante handicap di due punti di penalizzazione, da scontare direttamente nella classifica del torneo 2026/2027. La sanzione pecuniaria stabilita dagli organi di giustizia ammonta a ben 6.500 euro, ma la nota più dolente è rappresentata dall'inibizione totale del proprio impianto di gioco, la cui squalifica si protrarrà ufficialmente fino alla data del 15 novembre 2026.
Fino a quella scadenza autunnale, la squadra ionica dovrà obbligatoriamente disputare tutte le proprie sfide casalinghe rigorosamente a porte chiuse e su un rettangolo verde neutro. Il dispositivo ufficiale ha preso in esame l'intero svolgimento della gara disputata sul terreno dello stadio Italia di Massafra, riscontrando un lungo elenco di condotte illecite perpetrate sia durante che dopo i novanta minuti di gioco.
Nello specifico della prima frazione di gara, i sostenitori di fede rossoblù hanno introdotto e attivato quindici manufatti pirotecnici all'interno della propria porzione di gradinata, causandone anche il lancio di uno sul manto erboso. A questo si è sommato il getto di quattro contenitori di plastica parzialmente riempiti verso il campo, dinamiche che hanno configurato una prima violazione delle norme di sicurezza.
Gli scenari più critici si sono tuttavia palesati al termine delle ostilità sportive, quando una frangia di supporter ionici ha scardinato una chiusura di sicurezza per guadagnare l'accesso diretto al rettangolo di gara. Una volta completata l'invasione di campo, la folla ha inseguito un componente della medesima rosa del Taranto, colpendolo ripetutamente con violenza attraverso l'uso di calci.
Nel medesimo incartamento disciplinare viene pesantemente sanzionato il comportamento di un tesserato identificato nel ruolo di dirigente del club, ritenuto colpevole di una grave aggressione ai danni del quarto ufficiale di gara. L'uomo, dopo aver afferrato con vigore l'assistente arbitrale, ha tentato di colpirlo con una testata prima di sferrargli un violento schiaffo sul viso, provocandogli lesioni certificate da cinque giorni di prognosi medica.
A completare lo scenario di totale intemperanza ha concorso anche una fitta pioggia di circa quaranta bottigliette d'acqua piene o semipiene scagliate sul terreno dalle tribune. Nel computo complessivo della sanzione, l'organo giudicante ha pesato la gravità dei fatti, l'interruzione forzata dell'attività agonistica e lo stato di recidiva specifica in cui incorre la società pugliese.
Per il Taranto si profila adesso una gestione estiva assai complessa, segnata non solo dal dolore per la mancata promozione in Serie D ma anche dalla necessità di dover programmare una stagione intera partendo da un punteggio sotto zero. La dirigenza ha aperto internamente una fase di profonda riflessione per valutare la presentazione di eventuali ricorsi e per arginare le pesanti conseguenze economiche e di classifica che questo provvedimento comporterà inevitabilmente sull'annata 2026/2027.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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