La marcia di avvicinamento verso la prossima stagione agonistica si preannuncia densa di ostacoli per la Triestina, chiamata a superare una vera e propria corsa contro il tempo nel corso di questo mese di giugno. Come analizzato dettagliatamente sulle colonne del quotidiano Il Piccolo, l'iter per l'iscrizione ufficiale al campionato rappresenta storicamente un momento di verdetto cruciale per le sorti del club alabardato.

La complessa situazione attuale affonda le proprie radici in una pesante eredità gestionale, originata dalle note vicissitudini che hanno fatto seguito alla scomparsa del presidente Biasin e alla successiva retrocessione sul campo. Nonostante l'ingresso della nuova governance guidata da Beppe D'Aniello e l'apporto dirigenziale di Marco Margiotta, l'intero apparato societario si trova a dover fare i conti con gli effetti di un vuoto operativo durato svariati mesi.

La ricostruzione storica evidenzia come i passaggi di mano avvenuti a partire dall'estate scorsa, con il coinvolgimento di figure come Rosenzweig, Rothstein e Centner, abbiano generato una fase di transizione farraginosa e priva di una reale programmazione. Le problematiche finanziarie si sono accumulate nel corso degli ultimi tre esercizi, lasciando sul tavolo una situazione debitoria complessiva che ha superato la quota di trenta milioni di euro.

Nonostante i massicci interventi di ricapitalizzazione e le sponsorizzazioni apportate dal gruppo Dogecoin per una cifra stimata tra i sette e gli otto milioni di euro, il bilancio evidenzia ancora pendenze significative. La gestione corrente dell'ultima annata ha fatto registrare costi per almeno quattro milioni di euro, lasciando scoperti ulteriori debiti e circa tre milioni di crediti residui.

A complicare in maniera netta il quadro burocratico concorre la presenza di un pegno sulle quote del club a favore della Freeport Football LLC, come rilevabile dalle visure camerali ufficiali. Inoltre, l'intera operatività bancaria del sodalizio risulta fortemente penalizzata da un provvedimento di sequestro che grava sui conti correnti, rendendo necessario lo sblocco di almeno un istituto per poter procedere al saldo delle spettanze dei tesserati.

Sul fronte giudiziario, l'ambiente è scosso da un'articolata inchiesta della Procura della Repubblica che si sviluppa su due distinti filoni investigativi, legati rispettivamente ad accuse di riciclaggio e alle fideiussioni presentate per i canoni arretrati dello stadio Rocco. In merito a quest'ultimo aspetto, la convenzione annuale stipulata con il Comune prevede un esborso da 240 mila euro le cui prime rate risulterebbero non saldate, sollevando perplessità sulla reale disponibilità dell'impianto cittadino.

Sezione: Serie D / Data: Lun 15 giugno 2026 alle 18:10
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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