La gestione De Laurentiis del Bari calcio entra nel suo settimo anno, un'epoca contrassegnata da traguardi sportivi significativi ma anche da un'instabilità tecnica che rappresenta il vero tallone d'Achille del progetto pugliese. Dal primo luglio scorso, la società biancorossa ha inaugurato la sua settima stagione sotto la guida della famiglia proprietaria anche del Napoli, un percorso iniziato dalle macerie del fallimento che aveva colpito il club.
Il bilancio sportivo parla chiaro: il ritorno immediato tra i professionisti e la promozione in Serie B nell'estate del 2022 testimoniano la solidità economica e organizzativa portata dalla proprietà napoletana. I tifosi baresi hanno potuto festeggiare il ritorno nella cadetteria nazionale dopo anni difficili, ritrovando entusiasmo e prospettive concrete di crescita.
Tuttavia, esiste un aspetto problematico nella conduzione tecnica della squadra che emerge con evidenza dai numeri. Dal momento in cui Luigi De Laurentiis ha assunto la presidenza del club, soltanto in tre occasioni la stagione si è chiusa con il medesimo allenatore che l'aveva iniziata. Un dato che fotografa un approccio gestionale caratterizzato da cambiamenti frequenti e, spesso, poco prevedibili.
Le uniche annate di continuità si registrano nella stagione 2018/2019, quando i Galletti militavano in Serie D sotto la guida di Giovanni Cornacchini, e nel biennio compreso tra il 2021 e il 2023, periodo in cui Michele Mignani ha potuto completare due stagioni consecutive alla guida tecnica della formazione biancorossa.
Per il resto, lo stadio San Nicola ha visto avvicendarsi una serie impressionante di tecnici, ciascuno chiamato a imprimere la propria filosofia di gioco in un ambiente evidentemente poco propenso alla pazienza e alla costruzione graduale. Tra i nomi che hanno seduto sulla panchina del Bari figurano Vincenzo Vivarini, attualmente vicino a un ritorno in città, e Gaetano Auteri, protagonista di una vicenda singolare essendo stato prima esonerato e successivamente richiamato nel corso della stessa stagione.
L'elenco prosegue con Massimo Carrera, Pasquale Marino, Giuseppe Iachini, Federico Giampaolo, Moreno Longo e, ultimo in ordine cronologico, Fabio Caserta, recentemente sollevato dall'incarico. Un valzer di tecnici che, se da un lato testimonia la volontà della proprietà di reagire prontamente alle difficoltà, dall'altro solleva interrogativi sulla strategia di lungo periodo.
Il conteggio finale restituisce un quadro eloquente: sette anni di gestione De Laurentiis hanno prodotto dieci allenatori diversi, numero destinato a salire a undici con l'arrivo del prossimo tecnico, la cui identità è attualmente oggetto di speculazione nell'ambiente calcistico pugliese.
Questa rotazione accelerata sulla panchina rappresenta un elemento distintivo della gestione barese, soprattutto se confrontata con i parametri della continuità tecnica che molti club adottano come filosofia gestionale. La domanda che sorge spontanea riguarda l'impatto di tale approccio sui risultati sportivi e sulla costruzione di un'identità di gioco riconoscibile.
Da una parte, l'intervento rapido in situazioni critiche può essere interpretato come segno di ambizione e rifiuto della mediocrità. Dall'altra, la mancanza di continuità impedisce spesso ai progetti tecnici di maturare e consolidarsi, privando squadra e tifoseria di quella stabilità che generalmente costituisce il terreno fertile per successi duraturi.
La situazione attuale vede dunque il Bari nuovamente alla ricerca di una guida tecnica, con la dirigenza chiamata a individuare il profilo capace di invertire una tendenza che ha caratterizzato l'intera era De Laurentiis. L'auspicio dell'ambiente biancorosso è che il prossimo allenatore possa rappresentare finalmente l'eccezione alla regola, costruendo un progetto capace di durare oltre la singola stagione e di accompagnare il club verso obiettivi sportivi ambiziosi con la necessaria continuità.
Il ritorno di Vivarini, qualora si concretizzasse, potrebbe rappresentare una scelta di familiarità con l'ambiente e con le dinamiche del club, ma servirà verificare se questa volta le condizioni saranno diverse rispetto al passato. La sfida per la dirigenza biancorossa resta quella di coniugare l'esigenza di risultati immediati con la costruzione di un progetto sostenibile nel tempo, superando quella logica del cambiamento perpetuo che finora ha caratterizzato l'avventura pugliese della famiglia De Laurentiis.
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