La sconfitta nei playoff contro il Martina segna non solo la fine della corsa del Nardò verso il sogno promozione, ma sembra anche sancire la chiusura di un ciclo tecnico ed emotivo. Mister Fabio De Sanzo, visibilmente scosso e avvolto da una palpabile malinconia, ha parlato ai microfoni al termine della gara, mettendo da parte l'analisi tattica per dare spazio ai sentimenti. «Esula dal nostro percorso fatto, a prescindere dall'espulsione che ci ha condizionati, anche oggi abbiamo dato il massimo. Siamo arrivati a un epilogo di un campionato importante, un campionato di uomini che ci porta nel cuore della gente. A questo punto è inutile parlare di calcio o di nient'altro».
Le parole dell'allenatore neretino suonano come un congedo profondo, intriso di gratitudine verso una piazza che lo ha accolto e sostenuto durante tutto il suo percorso in Puglia. «Mi preme soltanto un grande saluto a tutti quanti, alla città, ai tifosi, alla mia squadra e al mio staff. Ormai si è arrivati a una conclusione e si deve pensare al futuro. Io mi auguro che il futuro ci riservi cose importanti per tutti e mi auguro che al Nardò si possa continuare a sognare. Lascerò un pezzo di cuore qui, spero di aver lasciato un po' un pezzettino di me in questa situazione e che negli anni io possa ritornare a ricevere un applauso».
Nonostante l'amarezza per l'eliminazione, De Sanzo ha voluto tributare il giusto merito ai suoi collaboratori e alla dirigenza che gli ha affidato la guida della squadra in questi anni. «Voglio ringraziare la società, il direttore Corallo, il direttore Toma e il mio staff. Ringrazio Alessio Antico per la possibilità di avermi fatto allenare in questa grande piazza. L'importante è andare avanti con tanta umiltà e tanto sacrificio, capendo il lavoro che si è svolto in questi due anni. Quando non hai la sensazione che si possa andare avanti, un po' di rammarico ti viene perché ho amato questa città e questi colori».
L'analisi del tecnico si sposta poi sulla necessità di una riflessione collettiva per il bene del club, lasciando intendere che le strade tra lui e il Nardò potrebbero effettivamente dividersi a breve. «Bisogna guardare la realtà e la realtà dice che adesso la società deve fermarsi un attimo a ragionare e riflettere. Tutti quanti abbiamo bisogno di prenderci del tempo per il futuro, ognuno per le rispettive famiglie e per le rispettive ambizioni. Tante volte le cose finiscono, spero solo di aver lasciato un buon ricordo umano oltre che professionale».
In merito alla sfida sul campo, il mister ha comunque elogiato lo spirito dei suoi calciatori, capaci di lottare con orgoglio nonostante l'inferiorità numerica che ha pesato sul risultato finale. «È stata una grande partita di cuore. Faccio i complimenti all'avversario perché è una squadra fortissima, ma i miei ragazzi, anche oggi in dieci, hanno dimostrato di saperci stare e di esserseli meritati questi playoff. Non colgo l'amarezza dell'eliminazione perché dobbiamo essere fieri di quello che abbiamo fatto. Il rammarico semmai è per altre situazioni particolari che mi dispiacciono veramente tanto».
Il legame tra De Sanzo e lo spogliatoio appare inscindibile, con un lascito che va oltre i semplici schemi di gioco o i risultati ottenuti sul rettangolo verde. «Cosa porteranno i ragazzi di me? Forse un po' di umanità, un po' di umiltà e la voglia di attaccamento al proprio lavoro. Non so se sono stato bravo o meno, ma di sicuro rimarrà un affetto particolare. Quando ti trovi in una grossa piazza è difficile dare l'addio e cambiare situazioni perché si creano legami forti, ma alla fine il calcio rimane il calcio, il lavoro rimane il lavoro, ma il cuore rimane il cuore».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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