Il verdetto dello stadio "Bonolis" lascia un retrogusto amaro in bocca all'UniPomezia, uscita sconfitta per 2-1 dalla sfida contro il Teramo nonostante una prestazione di spessore. Al termine dell'incontro, il tecnico Andrea Casciotti ha analizzato il momento della sua squadra con grande onestà intellettuale, evidenziando un paradosso che sta accompagnando i laziali nelle ultime uscite: tanta qualità nel gioco, ma una preoccupante sterilità in termini di classifica.

L'allenatore ha esordito mettendo a nudo il limite principale mostrato dai suoi in questa fase della stagione: «Nelle ultime trasferte abbiamo raccolto tanti complimenti ma pochi punti, è un copione che si ripete». Pur riconoscendo che la squadra si trova all'interno di un processo di evoluzione, Casciotti non ha nascosto il desiderio di vedere un pragmatismo maggiore, anche a costo di sacrificare l'estetica: «Prendo tanto di buono dalla partita di oggi anche se si preferisce giocare un filo peggio ma portando a casa dei punti. Nel nostro percorso di crescita dobbiamo passare da giornate come queste per vedere gli errori commessi e cercare di non ripeterli».

La cronaca del match ha visto l'UniPomezia passare in vantaggio, per poi subire il ritorno prepotente dei padroni di casa. «Loro hanno avuto una grossa reazione dopo lo svantaggio soprattutto nella parte centrale del primo tempo», ha spiegato il mister, rammaricandosi per l'avvio della ripresa che ha cambiato l'inerzia del confronto. «Il gol subito dopo pochi minuti scombina un po’ i piani, il fattore tempo poteva diventare un nostro alleato. Raccolgo anche l’ultima mezz’ora in cui abbiamo provato a pareggiarla, si vedeva che il Teramo aveva speso tanto. Il calcio è fatto di episodi, loro sono stati bravi a farli girare a loro favore».

Il problema, secondo Casciotti, risiede nella scarsa lucidità durante la fase di rifinitura, un difetto che si sta protraendo ormai da diverse settimane: «Nelle ultime 5/6 partite ci siamo ritrovati ad arrivare negli ultimi 20 metri e sbagliare il tocco, il passaggio, la conclusione, ci manca cinismo, dobbiamo crescere sotto questo punto di vista».

Infine, il tecnico dell'UniPomezia ha reso omaggio alla cornice di pubblico di Teramo, riconoscendo l'impatto che l'ambiente abruzzese ha avuto sulla gara. «Questo stadio fa la differenza, il pubblico a ridosso del campo si sente, senti un pubblico che è caldo», ha ammesso con sportività, chiudendo con un elogio alla tifoseria organizzata locale: «Per non parlare della curva, non appartiene a questa categoria».

Sezione: Serie D / Data: Mar 06 gennaio 2026 alle 15:30
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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