A poche ore dal ventesimo anniversario della vittoria iridata conquistata in Germania nel 2006, Alessandro Nesta ha fatto ritorno al Centro Tecnico Federale di Coverciano, luogo che custodisce un doppio legame con la sua carriera: quello del giocatore che vi si allenò in vista della conquista della quarta stella, e quello, più recente, dell'allenatore che proprio in quelle aule ha completato il proprio percorso di formazione tecnica.

Questa volta, però, l'ex difensore non si è presentato come corsista, bensì come relatore. Attualmente alla guida dell'Avellino, Nesta è stato chiamato a tenere una lezione nell'ambito del corso UEFA A, il penultimo gradino del percorso abilitante per gli allenatori, confrontandosi direttamente con la platea degli iscritti alla Scuola Allenatori.

Ad aprire il proprio intervento, il tecnico ha voluto raccontare il punto di partenza della propria carriera in panchina, un'esperienza lontana dai riflettori del calcio italiano: "Sono qui – ha sottolineato il neo tecnico dell'Avellino in apertura di intervento, davanti alla platea dei corsisti – per condividere il mio pensiero e ciò che ho fatto nella mia esperienza da mister. Ho iniziato a Miami nella seconda serie americana: è lì che ho dovuto cambiare la mia mentalità, da giocatore ad allenatore".

Un passaggio, quello dagli Stati Uniti al campionato italiano, che Nesta ha indicato come momento di svolta personale, il punto in cui si è compiuta la trasformazione da protagonista in campo a stratega in panchina.

Nel corso della lezione, l'ex difensore ha poi affrontato temi più tecnici, portando come esempio concreto la preparazione di un incontro di Serie A. Attraverso questo caso pratico, Nesta ha illustrato agli allievi il proprio metodo di lavoro nella fase di studio e organizzazione della gara, dando vita a un confronto diretto e continuo con i corsisti presenti in aula.

La coincidenza delle date non è passata inosservata: la visita di Nesta a Coverciano è avvenuta infatti alla vigilia del ventennale di quel 9 luglio 2006, giorno in cui la Nazionale italiana si laureò campione del mondo in Germania, conquistando il quarto titolo mondiale della propria storia. Proprio a Coverciano, del resto, l'allora difensore azzurro aveva vissuto la fase di preparazione che precedette quell'impresa, rendendo il ritorno al Centro Tecnico Federale carico di un significato che unisce due momenti distanti ma strettamente legati della sua carriera: quello del calciatore protagonista di un trionfo storico e quello dell'allenatore oggi impegnato a trasmettere la propria esperienza alle nuove generazioni di tecnici.

Sezione: Attualità / Data: Mer 08 luglio 2026 alle 15:15
Autore: Massimo Poerio
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