Casertana, Floro Flores: «Qui perchè ho voglia di dare una mano»

17.10.2019 08:30 di Maria Lopez   Vedi letture
Casertana, Floro Flores: «Qui perchè ho voglia di dare una mano»

In casa Casertana ha voluto chiarire la sua posizione e lanciare una sfida a sé stesso. Antonio Floro Flores è tornato per rialzarsi e provare a dire la sua: “In questi giorni ho ricevuto tantissime chiamate di persone e addetti ai lavori che mi chiedevano se avessi realmente deciso di lasciare il calcio. Non è assolutamente così. Non perché abbia bisogno dei soldi della Casertana. Anzi. Da oggi, finchè non metterò piede in campo, non voglio percepire lo stipendio. Non sto qua per soldi. Ma per cercare di dare una mano ad un gruppo speciale. Se fosse accaduto lo scorso anno, probabilmente avrei deciso di smettere, perché non c’erano i presupposti. Quest’anno percepisco tanta voglia di crescere e si è creata una struttura familiare, voglio continuare. Mi è tornata la voglia di giocare a calcio. Se sono andato a Udine a completare il mio percorso riabilitativo è perché voglio provare per l’ultima volta a rimettermi in piedi. Lo faccio per me. Vorrei dimostrare anche a Caserta quello che posso dare. Ci tengo. Con la società ci siamo dati un tempo massimo per far sì che questo accaduto. Un mese.Entro un mese deciderò definitivamente quale sarà il mio futuro. Dovessi accorgermi di non poter dare il mio contributo, sarei io ad alzare le braccia e a dire basta".

Un altro anno come quello passato non ci tengo assolutamente a passarlo. Per me e per la mia famiglia. Sono qui perché ho tanta voglia di dare una mano a questa società e a questi ragazzi. Lo scorso anno abbiamo vissuto un’annata difficile, ma le cose sono cambiate. Sin dal ritiro precampionato. Ho fatto due mesi e mezzo benissimo e pensavo di essermi lasciato tutto alle spalle. Il mister mi stava gestendo nel migliore dei modi. Poi abbiamo fatto un allenamento su un campo diverso dal solito e ho messo il piede in una buca rimediando un altro infortunio. Farò di tutto affinchè possa dare il mio contributo. E al presidente voglio far vedere quello che so fare e la voglia che ho. Mi è stata messa l’etichetta di quello venuto qui per soldi. Mi spiace tanto. Voglio fare le mie scuse ai tifosi. Quando dissi in un’intervista che a Caserta non c’era niente, non mi riferivo certo a loro. Sono io che devo dare a loro qualcosa e non certo loro a me. Mi sono sempre stati vicini e mi hanno sempre fatto sentire importante. Capisco le critiche che mi sono state fatte. Ho 36 anni e so che la gente si aspetta tanto da me. Ma se sono qui a cercare ancora la possibilità di dare la mia, è anche per chi come loro ha sempre aspettato le mie prestazioni. Il calciatore può passare, ma l’uomo rimane. In tutte le piazze sono stato mi ricordano bene e rispettano. E spero che accada anche qua. Per quello che metto in campo e per l’uomo che sono. Mi ha fatto piacere che ieri la squadra, al mio rientro, mi ha accolto con grande calore. Come un giocatore nuovo. E per me è stato importante. Ho 36 anni e ho tanta esperienza. Bastano due o tre allenamenti intensi per imboccare già la strada giusta. Il mio più grande rammarico è non giocare con questa squadra che si diverte. Vedo un presidente che ha voglia, un direttore e un allenatore che sanno la loro. Qualcosa è cambiato. Ci sono tutti i presupposti per fare bene. C’è una grande famiglia e una gestione diversa. Basti vedere Zito e D’Angelo che sono giocatori totalmente diversi”.