Salvatore Burrai, uno dei colpi di mercato più importanti nella storia della Dolomiti Bellunesi, si è presentato ufficialmente in una conferenza a Pian Longhi. Il centrocampista originario di Sassari, che ha già mostrato il suo valore in campo con un assist perfetto per Saccani nell'amichevole contro il Conegliano, ha spiegato le ragioni che lo hanno spinto a scegliere la squadra veneta.
«Il progetto e il profondo desiderio della società di portarmi qui hanno fatto la differenza», ha spiegato il 38enne ex capitano del Mantova. Burrai ha manifestato il suo entusiasmo per questa nuova avventura, dichiarandosi pronto a mettersi al lavoro. «Sono contento e non vedo l’ora di cominciare».
Nonostante provenga da un campionato di Serie B, Burrai ha mostrato grande umiltà e consapevolezza. «Il livello è alto pure in C», ha affermato. Il centrocampista ha sempre amato le sfide e vede in questa nuova esperienza un’occasione per crescere, pur portando la sua notevole esperienza.
«Personalmente, le sfide mi sono sempre piaciute. E questa è indubbiamente una bella sfida, inserita in una cornice ambiziosa. Qui trovo idee e organizzazione: con i piedi per terra, proveremo a dare il meglio. Porto la mia esperienza e il mio entusiasmo: anche per me, questo snodo rappresenta un’opportunità di crescita, in cui ho molto da imparare».
Il calciatore ha rivelato che la trattativa è iniziata circa due mesi fa. «Mi sono incontrato con il direttore sportivo, Jacopo Giugliarelli, e con il direttore dell’area tecnica, Simone Bertagno, ai quali ho specificato di aver rifiutato qualsiasi altra destinazione che non fosse la Dolomiti Bellunesi, qualora fossi andato via da Mantova». Nonostante l’affetto per il suo ex club, il desiderio di rimettersi in gioco ha avuto la meglio.
«Non lo nego: è stato difficile lasciare Mantova, un luogo in cui ho trascorso due anni stupendi e intrecciato dei rapporti personali molto importanti. Ma la voglia di giocare e di dimostrare il mio valore ha prevalso su tutto». Ha poi aggiunto di conoscere bene il territorio, avendo giocato per sette anni a Pordenone, e di esserne sempre stato affascinato.
La soddisfazione è palpabile anche tra i dirigenti. Il direttore sportivo Jacopo Giugliarelli ha espresso la sua gioia per la conclusione dell'affare. «Il primo obiettivo che ci siamo posti era legato al rispetto del senso di responsabilità, unito a una serie di valori da trasferire in campo, affinché la Dolomiti Bellunesi potesse consolidarsi in questa categoria. In che modo? Attraverso atleti e persone di spessore, come Salvatore Burrai».
Giugliarelli ha ringraziato la proprietà per aver reso possibile quella che ha definito «un piccolo sogno, che sembrava irrealizzabile, quando abbiamo iniziato a parlarne». Ha anche ringraziato Burrai per aver creduto nel progetto, sperando che la sua presenza sia solo l'inizio di una serie di sviluppi positivi per la società.
Anche il presidente Paolo De Cian ha scherzato sull’importanza dell'acquisto, paragonandolo a quello di Giacomo Marangon, che portò a una promozione in due anni. «Scherzi a parte, Salvatore è un valore aggiunto, all’interno di una rosa molto giovane. Lo è anche come uomo», ha detto. Thomas Cossalter, compagno di squadra di Burrai, ha manifestato il suo entusiasmo: «Per quanto mi riguarda, è un orgoglio condividere lo spogliatoio e il campo con un giocatore come Burrai. Garantirà esperienza e aiuterà ognuno di noi a crescere e a esprimerci meglio».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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