Il clima in riva allo Stretto si fa sempre più rovente dopo l'avvicendamento ufficiale sulla panchina dell'Acr Messina. Vincenzo Feola è il prescelto per guidare la riscossa giallorossa, accolto allo stadio Franco Scoglio dai vertici societari rappresentati dal presidente Justin Davis e dal suo vice Morris Pagniello.
Nonostante l'arrivo del nuovo tecnico, la posizione di Pippo Romano resta un nodo burocratico ancora da sciogliere. L'ex allenatore e bandiera storica del Licata ha avuto un breve confronto con la dirigenza per discutere di una possibile risoluzione del contratto, ma l'accordo non è stato raggiunto.
«La società mi ha chiesto di valutare una risoluzione consensuale ma non abbiamo raggiunto l’intesa» ha spiegato Romano ai microfoni, visibilmente amareggiato per le modalità con cui si è concluso il suo rapporto lavorativo con il club peloritano.
L'amarezza del tecnico nasce soprattutto dalla tempistica della scelta societaria, che sembrava già segnata prima ancora del faccia a faccia definitivo. «Non hanno mai pensato di riaffidarmi la squadra anche perché il mio successore era già presente al campo» ha aggiunto l'ormai ex allenatore.
Romano rivendica con orgoglio il percorso compiuto in questi mesi, una scalata partita in condizioni estreme dopo una retrocessione dolorosa e un interregno societario segnato dall'incertezza e dalle disposizioni del Tribunale fallimentare.
«Dispiace congedarsi così, volevo lasciare salvando sul campo il Messina dopo mesi intensi e faticosi, anche mentalmente» ha confessato, sottolineando come la sfida accettata in estate fosse ai limiti del possibile per qualunque professionista del settore.
Il bilancio della sua gestione parla di un recupero prodigioso partendo da una pesante penalizzazione di quattordici punti. Una rincorsa che Romano ritiene non sia stata adeguatamente valutata dalla nuova proprietà guidata dal Racing City Group.
«Sono sereno, soddisfatto e orgoglioso per quanto fatto ma mi aspettavo più rispetto e un po’ di riconoscenza» ha tuonato il tecnico, ricordando che i 29 punti conquistati sono un bottino incredibile data la situazione di partenza della squadra.
Le difficoltà operative erano state enormi fin dal primo giorno di raduno, con una rosa costruita in appena una settimana e la totale assenza di una vera preparazione estiva, fondamentale per affrontare un campionato fisico come quello di quarta serie.
«Mi sono buttato all’inizio in una situazione difficile, tra la penalizzazione e l’incertezza assoluta sulla proprietà, che era contestata dall’ambiente» ha ricordato Romano, evidenziando il coraggio avuto nel non tirarsi indietro nel momento del bisogno.
Il rapporto con i nuovi proprietari non è mai decollato e le divergenze sulla visione tattica sono emerse chiaramente dopo le recenti battute d'arresto. La dirigenza cercava probabilmente uno stile di gioco più brillante, scontrandosi però con la realtà pragmatica della categoria.
«Dopo i risultati negativi con l’Athletic Palermo e la Sancataldese hanno optato per l’esonero. La nuova dirigenza si aspettava di fare ancora meglio ma in serie D è difficile vedere il calcio di Guardiola e lo spettacolo» ha risposto seccamente l'allenatore.
Secondo Romano, l'obiettivo prioritario doveva rimanere la concretezza dei risultati piuttosto che l'estetica, specialmente per una squadra che non poteva permettersi di perdere ulteriore terreno nella corsa salvezza per non compromettere definitivamente la rimonta.
L'addio del tecnico segue a ruota quello del direttore sportivo Giovanni Martello, una separazione che era già stata preannunciata da alcuni segnali di instabilità interna e dall'ingresso di nuove figure nell'organigramma tecnico e societario.
«Chiedevamo giocatori che poi non arrivavano e all’epoca c’era l’ipotesi di un approdo di Ninni Corda, quindi il direttore preferì dimettersi» ha svelato Romano, confermando come i cambiamenti radicali fossero ormai nell'aria nonostante le rassicurazioni iniziali.
La proprietà aveva garantito che non ci sarebbero stati scossoni, ma l'arrivo di Luca Evangelisti ha cambiato radicalmente gli scenari, portando a una serie di operazioni di mercato che hanno rivoluzionato la rosa con ben undici nuovi innesti.
Un pensiero finale è stato dedicato anche ad Alessandro Parisi, la cui brevissima esperienza alla guida della prima squadra è terminata quasi prima di iniziare, in un vortice di decisioni che Romano giudica forse troppo affrettate.
«Chi mette i soldi comanda ma c’è il rischio di compiere scelte impulsive, che non devono prevalere sul resto» ha avvertito il tecnico, rammaricato per l'epilogo vissuto dall'amico Alessandro dopo anni di lavoro nel settore giovanile.
L'augurio di Romano per il futuro del Messina e di Parisi resta comunque sincero: «Sperava di proseguire il mio lavoro e non si meritava questo epilogo. Ripartirà comunque dal vivaio, gli auguro il meglio» ha concluso, chiudendo una pagina intensa della storia giallorossa.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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