Dopo una goleada da 15-0 contro l'Ariano Irpino, il tecnico della Nocerina, Salvatore Campilongo, ha preferito sorvolare sul risultato, concentrandosi piuttosto sugli aspetti più profondi della prestazione e sulla costruzione del gruppo. Le sue parole, rilasciate al termine dell'amichevole, hanno dipinto un quadro di onestà e pragmatismo, tipico di chi sa che il vero lavoro è appena iniziato.
Per Campilongo, l'ampio divario nel punteggio è stato solo un dettaglio marginale. La sua attenzione è rivolta alla coesione e alla comprensione reciproca tra i giocatori. «Il risultato non conta niente. Quello che conta è che i ragazzi comincino a conoscersi, che troviamo le affinità giuste e iniziamo a capire chi può dare cosa, in quale ruolo», ha chiarito il mister, delineando la sua filosofia. Un approccio diretto che punta alla costruzione di una squadra ben oliata, dove ogni elemento sappia esattamente quale contributo portare.
La rosa della Nocerina è stata quasi completamente rinnovata, e questo implica un percorso di amalgama lungo e complesso. Tuttavia, i primi segnali sono incoraggianti. «Oggi abbiamo fatto un buon test. Non mi interessano i gol, mi interessa vedere miglioramenti. E qualcosa si è visto. Stiamo lavorando tanto, i carichi si sentono, ma l’atteggiamento mi è piaciuto», ha aggiunto Campilongo, apprezzando la disponibilità e la grinta mostrate dai suoi. Ha ammesso una partenza con minore intensità nei primi quindici minuti, ma non ne ha fatto un dramma, giustificandola con il fattore orario e la fatica accumulata. «Giocare di mattina non è semplice, e c’è un po’ di stanchezza. Però anche i giovani hanno fatto tante cose buone. Sono soddisfatto», ha dichiarato, esprimendo soddisfazione anche per l'apporto dei più giovani.
Riguardo all'assenza di Bogné e Fraraccio, Campilongo ha fornito una spiegazione semplice e diretta: «Scelta legata ai carichi di lavoro. Nulla di preoccupante. Preferiamo non rischiare nulla in questa fase». Un approccio cautelativo, volto a prevenire infortuni in un momento così delicato della preparazione.
Sulla condizione fisica generale della squadra, il tecnico è stato realista. «Siamo ancora ai primi giorni. Alcuni, come Giannone, vengono da mesi senza partite. Diop l’anno scorso era fuori rosa. È normale che ci sia chi parte un po’ più piano e chi va in condizione prima, soprattutto in base alla struttura fisica. Ma vedo impegno da parte di tutti», ha osservato, riconoscendo le diverse condizioni di partenza dei suoi atleti ma elogiando l'impegno collettivo.
Inevitabilmente, l'intervista ha toccato il tema del girone in cui la Nocerina verrà inserita. Campilongo, con l'esperienza di chi ha già affrontato diverse realtà (l'anno scorso era nel girone H), ha minimizzato l'impatto della designazione. «L’anno scorso eravamo nel girone H e ce la siamo giocata. Se sarà il G o l’I cambia poco: non esistono gironi facili», ha affermato. Tuttavia, non ha nascosto una preferenza dettata dal cuore e dalla volontà di un calcio più "giocato". «Però se devo scegliere col cuore, dico girone G. È un girone più tecnico, si gioca di più a calcio», ha rivelato.
La sua scelta, però, va oltre il mero aspetto tecnico e si lega a un profondo desiderio di riabbracciare i tifosi. «E soprattutto — ha detto con un filo di amarezza — ci permetterebbe di riportare i tifosi allo stadio. L’anno scorso siamo stati penalizzati, non li abbiamo mai avuti con noi. E una tifoseria così, calda e passionale, merita di vivere le partite da vicino». Un appello sentito, che sottolinea l'importanza del dodicesimo uomo per una piazza come Nocera.
Infine, una curiosità sulla maglia numero 9 e su chi, a oggi, Campilongo vedrebbe meglio indossarla. Il tecnico ha sorriso, ponderando le opzioni. «Diop ha bisogno di minutaggio, di partite. Até anche», ha detto, indicando due attaccanti ancora in cerca della condizione ideale. La sua scelta è ricaduta su un giocatore che ha già dimostrato la sua prontezza: «Rossi invece ha una condizione già più avanti, l’anno scorso ha giocato tanto. E si vede: quando arriva la palla in area, sa farsi rispettare». Una dichiarazione che evidenzia la fiducia nel fiuto del gol di Rossi e nella sua capacità di essere decisivo negli spazi stretti.
Cosa ne pensi delle prime impressioni di mister Campilongo sulla Nocerina? Quale girone pensi sia il più adatto per i molossi e l'importanza dei tifosi allo stadio?
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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