L'Orvietana ha centrato la salvezza in Serie D superando il Poggibonsi nel play-out disputato domenica. Un traguardo raggiunto con fatica, che corona una stagione travagliata ma conclusa nel segno della tenacia e della coesione di squadra.
A fotografare il percorso compiuto dal club umbro è il direttore sportivo Severino Capretti, che nel post-partita ha offerto un'analisi lucida e articolata dell'annata. "La partita di oggi rappresenta un po' la nostra stagione", ha dichiarato. "Diciamo che ci siamo presi la salvezza soffrendo ma non mollando mai un centimetro".
Una sintesi efficace di un campionato che ha richiesto un cambio in panchina nel corso dell'anno e che ha messo a dura prova il gruppo. L'obiettivo della salvezza diretta, dopo il nuovo assetto tecnico, era diventato la priorità assoluta, ma la giovane età della rosa ha rappresentato un fattore ricorrente nelle difficoltà incontrate. Come ha spiegato lo stesso Capretti, "una rosa molto giovane spesso si ritrova a non avere costanza di rendimento, non per qualità tecniche ma caratteriali".
In questo contesto, il lavoro svolto dal tecnico Pascali e dal suo staff ha assunto un ruolo determinante. "Mister Pascali ed il suo staff hanno lavorato molto, moltissimo sul campo per dare una identità alla squadra", ha sottolineato il direttore sportivo. Un'identità che alla fine ha permesso al gruppo di compattarsi nei momenti decisivi: "I ragazzi si sono fatti trascinare ed è questa una delle cose più importanti, perché si è remati tutti verso una direzione."
Tra gli aspetti che Capretti ha evidenziato con maggiore soddisfazione figura l'esordio in prima squadra di sei giocatori del 2008 provenienti dal vivaio societario. Un segnale che guarda al futuro e che, secondo il dirigente, ha fornito indicazioni confortanti sulla qualità del settore giovanile: i giovani talenti "hanno dimostrato di stare in categoria."
Sul piano del mercato, una delle mosse rivelatesi più incisive è stata la reintegrazione di Panattoni, riportato in biancorosso nell'ultima finestra disponibile. La sua presenza ha ricomposto la coppia offensiva con Caon, con effetti immediati sull'umore e sulla resa della squadra. "Riportare Panattoni ad Orvieto nell'ultim'ora di mercato è stato importante, riformare la coppia offensiva con Caon ha dato slancio e convinzione", ha affermato Capretti, aggiungendo che "in quel momento eravamo presenti e questo messaggio è passato".
Per il direttore sportivo quella conquistata domenica rappresenta la seconda salvezza in tre stagioni alla guida del settore tecnico dell'Orvietana, dopo la brillante cavalcata nei play-off dello scorso campionato. Un impegno totale, che Capretti ha descritto senza mezzi termini: "In questa mia terza stagione in D qui a Orvieto ho lasciato tutto me stesso per centrare la seconda salvezza". Centrale, in questo percorso, il rapporto con la proprietà. Il presidente Biagioli viene indicato come una figura capace di trasmettere una risorsa fondamentale nel calcio come in qualsiasi ambiente ad alta pressione: "Avere un presidente come Biagioli ti fa lasciare tutto ogni giorno, perché lui è uno che ti dà una cosa importantissima: la fiducia".
Ora, dopo la tensione degli spareggi, è tempo di staccare la spina. Capretti ha annunciato una pausa di circa dieci giorni prima di sedersi nuovamente a ragionare sul futuro del club. Quanto alle voci di mercato che circolano intorno ad alcuni elementi della rosa, il dirigente ha preferito mantenere la riserva: "Le voci di mercato? Mi fanno piacere, ma tra dieci giorni valuteremo il futuro".
L'Orvietana riparte dunque dalla Serie D, con la consapevolezza di aver superato una stagione complicata e con la volontà dichiarata di costruire qualcosa di più solido nella prossima annata.
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