La Pro Patria si avvia, non senza affanno, verso il perfezionamento dell'iscrizione al prossimo campionato di Serie D, con termine ultimo fissato per venerdì. La svolta arriva dopo l'incontro convocato lunedì a Palazzo Gilardoni, sede del Comune, che ha riunito le parti in causa nella vicenda societaria che da settimane tiene con il fiato sospeso l'ambiente bustocco: da un lato Giancarlo Travagin, attuale proprietario di maggioranza del club, dall'altro Christian Moroni, segretario della società biancoblù.

Un'intesa raggiunta grazie a un intervento della politica locale che, pur non essendo formalmente dovuto, si è rivelato in questo frangente particolarmente opportuno. Il rischio di una mancata iscrizione avrebbe infatti rappresentato un esito clamoroso e autolesionista per la città, tanto più in un anno segnato dalle elezioni amministrative e dal percorso che punta a rendere Busto Arsizio co-capoluogo di Provincia.

La tensione accumulata nelle ultime settimane dalla tifoseria bustocca ha toccato punte di forte esasperazione, culminate in episodi di contestazione, non privi di eccessi, che hanno scandito il clima attorno alla squadra e al suo massimo dirigente.

Se l'emergenza legata all'iscrizione sembra dunque avviata a soluzione, dopo quella che viene descritta come una cessione societaria sconsiderata su cui molto ci sarebbe ancora da chiarire, resta invece apertissimo il capitolo relativo alle prospettive future del club. Sia dagli ambienti di Palazzo Gilardoni sia dalla sede della società in via Ca' Bianca trapelano tuttavia segnali di cauto ottimismo.

In una fase così delicata, in cui si è forse dato fin troppo spazio a ogni voce e a ogni posizione, il riserbo appare oggi la strada più prudente. Ed è proprio nel silenzio che continua a farsi strada, tra i sostenitori biancoblù, il nome di Luca Bassi, considerato una possibile chiave di volta per il futuro del club. Tra l'attuale assetto proprietario, che vede una quota consolidata del 49%, e il restante 51%, si sarebbero registrati contatti rilevanti, capaci potenzialmente di diradare le incertezze che ancora gravano sullo stadio "Carlo Speroni" e di tracciare un percorso che, al momento, resta in larga parte da definire.

Al di là delle questioni proprietarie, la Pro Patria dovrà fare i conti anche con il tempo perduto in queste settimane di incertezza, in particolare sul fronte del settore giovanile. Il clima di instabilità ha infatti eroso un patrimonio costruito negli anni, quello stesso che aveva permesso alla formazione Primavera del club di conquistare importanti affermazioni a livello nazionale. Ricostruire quel percorso richiederà impegno e tempestività, ma a Busto Arsizio, città che non ha mai fatto mancare operosità e dedizione, questa prospettiva non sembra destare particolare timore.

La vicenda, seguita nei suoi sviluppi dalle cronache di Malpensa24, che ha per prima documentato sia il vertice d'emergenza in Comune sia le tensioni registrate allo stadio "Speroni", proseguirà nei prossimi giorni con l'attenzione rivolta soprattutto alla scadenza di venerdì e agli sviluppi societari legati al possibile ingresso di nuove figure nell'assetto del club.

Sezione: Serie D / Data: Mer 08 luglio 2026 alle 22:00
Autore: Chiara Motta
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