Si chiude un capitolo lungo due decenni nella storia del Campodarsego Calcio. Il presidente Daniele Pagin ha reso pubblica, attraverso una lettera aperta indirizzata a tifosi, famiglie e all'intera comunità sportiva, la decisione della società di abbandonare definitivamente il campo parrocchiale "San Daniele" di Reschigliano, sede che dal luglio 2006 aveva ospitato le attività del club.

Nel documento, Pagin non nasconde l'amarezza per un epilogo che definisce carico di significato umano prima ancora che sportivo. Il presidente descrive la vicenda come "un distacco doloroso" e parla apertamente di "una ferita umana profonda, causata da incomprensioni, modalità non condivise e, purtroppo, da una totale mancanza di riconoscimento per il lavoro e i sacrifici portati avanti in ben due decenni".

Nella lettera, il presidente ricostruisce nel dettaglio le tappe che hanno condotto alla separazione. Il primo momento di tensione risalirebbe a novembre, in occasione di un incontro istituzionale che Pagin definisce gestito "con modalità scorrette e prive del dovuto rispetto" nei confronti suoi e della storia rappresentata dal club. Di fronte a quello che ha percepito come un atteggiamento poco attento a vent'anni di gestione autonoma delle strutture — sempre, a suo dire, messe a disposizione dell'intera comunità — la società avrebbe scelto in quel momento la linea del silenzio, riscontrando comunque "una totale mancanza di sensibilità e di reale interesse nel trovare un accordo".

Il clima di tensione avrebbe poi trovato conferma a dicembre, quando è arrivata la disdetta formale per l'utilizzo del centro sportivo parrocchiale. Una comunicazione che il Campodarsego, come sottolinea Pagin, ha scelto di accettare senza polemiche pubbliche, "per rispetto del ruolo ricoperto e anche per la grande famiglia di ex presidenti, figure storiche e collaboratori che hanno orbitato intorno a quel campo".

L'ultimo tentativo di ricomposizione risalirebbe a metà maggio, quando la dirigenza, con l'avvicinarsi della programmazione della nuova stagione, avrebbe provato una mediazione estrema, confidando che i tempi tecnici lo consentissero ancora. La risposta, arrivata dopo alcuni giorni di attesa, è stata però negativa e definitiva, chiudendo di fatto ogni possibilità di rientro a Reschigliano.

Nonostante la delusione per come si è conclusa l'esperienza sul campo di Reschigliano, Pagin ha voluto rassicurare tifosi e famiglie sulla continuità del progetto sportivo ed educativo della società, in particolare per quanto riguarda il settore giovanile. Il club, si legge nella lettera, è già al lavoro per trasferire quello che il presidente chiama il "Modello Reschigliano" — inteso come l'insieme di valori, gestione responsabile e attenzione ai giovani che ha caratterizzato l'esperienza degli ultimi vent'anni — su due nuove strutture: il campo di Sant'Andrea e lo stadio "Gabbiano".

"I muri cambiano, ma i valori restano", scrive Pagin, sintetizzando così lo spirito con cui la società intende affrontare questa fase di transizione.

Il messaggio si chiude con un ringraziamento rivolto a collaboratori e volontari, indicati dal presidente come artefici della continuità della missione sportiva del club: "È grazie a voi se la missione calcistica ed educativa del Campodarsego continuerà altrove, mantenendo intatto lo spirito pulito e appassionato di sempre. Grazie per la vostra fiducia e per essere sempre al nostro fianco. Il futuro dei nostri ragazzi continua".

Con questa lettera, dunque, si chiude ufficialmente l'era di Reschigliano per il Campodarsego Calcio, mentre la società guarda già alle prossime tappe della propria storia, pronta a ricostruire altrove la propria identità sportiva.

Sezione: Serie D / Data: Mer 08 luglio 2026 alle 18:00
Autore: Davide Guardabascio
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