Apos, salvezza griffata mister Bissacco: "Ho 74 anni ma non smetto..."

Prima Categoria Lombardia
 di Ermanno Marino  articolo letto 107 volte
Fonte: la provincia pavese
Apos, salvezza griffata mister Bissacco: "Ho 74 anni ma non smetto..."

L'ennesima perla luccicante da incastonare in una carriera nobile e prestigiosa, ben lontana dalla sua conclusione. Carlo Bissacco, decano dei tecnici del nostro calcio, si gode l'ultima pagina del suo ricco album di allori, scritta domenica pomeriggio sul campo della Volante Roncaro.

L'Apos del guru Bissacco aveva una sola possibilità di salvarsi nel ritorno dei playout: serviva una vittoria con due gol di scarto dopo il ko per 2-1 nel match d'andata. Un'impresa complicata, ma il tecnico stradellino ci credeva fortemente e i fatti gli hanno dato ragione. «Noi siamo questi, abbiamo vinto 3-2 a Garlasco, dopo essere stati sotto due volte, col Real Torre, ci servivano i tre punti e li abbiamo ottenuti. Conosco bene questi ragazzi, ed ero sicuro che al completo, potevamo farcela. All'andata col Roncaro, avevo tre giocatori con 40 di febbre al sabato sera... Li ho recuperati tutti e tre per la partita di Roncaro e voglio fare un plauso speciale a Cassinera, che era in vacanza a Budapest, ma ha voluto anticipare il suo viaggio di ritorno per esserci a Roncaro, è questo lo spirito dell'Apos, prima di tutto qui c'è un gruppo di amici. Domenica siamo stati perfetti, e la nostra vittoria (0-2, con doppietta di Buzzi) poteva anche essere più rotonda». Nella sua personale hit parade delle vittorie, Bissacco inserisce questa salvezza con l'Apos nei primissimi posti: «La metto al secondo posto, dopo lo spareggio vinto a Vercelli con la Biellese per andare in C1. Qui all'Apos, tutti ci davano per morti dopo la sconfitta in casa con il Basiglio ultimo in classifica, ma siamo risorti...», sorride il “Bis”, subentrato a Popi Castellazzi nel rush finale del campionato. L'orgoglio dell'esperto timoniere stradellino nasce dall'aver costruito questo gruppo molto coeso: «Ricordo bene quando siamo partiti dalla Terza Categoria, e buona parte di quel gruppo oggi è ancora qui all'Apos. Sono ragazzi meravigliosi, che danno l'anima per questa squadra, senza percepire un centesimo. Sono dell'idea che nel calcio di questo livello, conta di più l'unione del gruppo e la voglia di far bene. Mi ha gratificato molto vedere anche alcuni ragazzi giovani giocare con personalità, come Delio e Dalil. Mi permetto di dare un consiglio agli allenatori più giovani di me. A un ragazzo giovane, gli va concesso di sbagliare. Per avere un giudizio attendibile su un giovane gli va data la possibilità di giocare tre-quattro partite consecutive, solo cosi può esprimere le sue doti. Non mi piacciono quelli che tolgono un giovane dopo un errore o dopo una partita negativa, bisogna tener conto anche dell'aspetto emotivo del ragazzo. Quella di domenica è stata una giornata emozionante, mi sentivo felice come un ragazzino. Un sentito ringraziamento lo voglio fare anche a Riccardo Brambilla, il mister della juniores dell'Apos che mi ha aiutato tantissimo. Ho ancora una grande passione per questo sport e fino a quando la salute mi assiste, io non mollo».