Il Guidonia Montecelio sta attraversando un periodo di grande splendore sportivo, come confermato dai dieci punti ottenuti nelle ultime quattro gare, che hanno spinto la squadra al quinto posto in classifica. A commentare questo momento d'oro è stato il direttore generale Fabrizio Lucchesi, intervenuto nel corso della trasmissione radiofonica A Tutta C sulle frequenze di TMW Radio.
Lucchesi ha espresso una soddisfazione che va oltre il mero dato numerico. "Sì, stiamo attraversando un buon momento, non solo per i risultati ma anche per le prestazioni. Siamo in una fase di crescita, di sviluppo." Nonostante l’ottima posizione in graduatoria, il dirigente mantiene un profilo basso e ribadisce con forza l’obiettivo primario del club: "Più punti mettiamo in cascina, meglio è, perché l’obiettivo resta quello della salvezza." La visione societaria è chiara: costruire passo dopo passo. "Abbiamo investito anche sullo stadio e c’è un processo di crescita generale, ma la priorità è consolidare la permanenza in categoria."
La tentazione di guardare alle zone alte della classifica, con 20 punti raccolti dopo sole 12 giornate, è forte, ma Lucchesi predica cautela estrema. "No, no, calma. Venti punti sono la metà di quelli che servono per salvarsi. Intanto ci portiamo avanti, poi se rimane tempo per divertirsi, tanto meglio." Il DG ha messo in guardia contro l'eccesso di ambizione prematura: "Il Guidonia è una società solida, ambiziosa, che vuole crescere gradualmente, senza vertigini. Sai, se cominci a guardare troppo in su, poi ti gira la testa!" La filosofia è dunque quella dei "piedi per terra": "Dobbiamo crescere e consolidarci. Lo ripeto spesso, ma la verità è che tutto il gruppo – giocatori, staff e società – è mentalizzato su questo obiettivo."
Riguardo al prossimo appuntamento con la finestra di mercato di gennaio, Lucchesi frena qualsiasi ipotesi immediata di rinforzi. "Ne parleremo più avanti. Adesso dobbiamo solo fare più punti possibile da qui a Natale, per arrivarci sereni in classifica e metterci al riparo da brutte sorprese. Poi tireremo le somme." Per il momento, il focus è tutto sul campo, considerando che mancano ancora diverse partite al giro di boa. "È ancora presto: mancano 7-8 partite, praticamente metà girone. Viviamo domenica dopo domenica, e a gennaio faremo le valutazioni del caso."
La prossima giornata vedrà il Guidonia impegnato in casa contro il Pontedera. Una sfida tutt'altro che semplice per Lucchesi. "Una partita insidiosa, complicata. Menichini, che conosco da 40 anni e che è anche un ex nostro, è un allenatore capace e molto organizzato. Troveremo un avversario tosto, che verrà per fare punti." Il DG ha poi individuato un tratto distintivo, quasi un paradosso, della sua squadra: "Abbiamo un pregio e un difetto: o vinciamo o perdiamo, non abbiamo ancora trovato la grande stabilità."
Nonostante ciò, i progressi sono innegabili. "Però sono soddisfatto: da quattro settimane non prendiamo gol, e questo è un segnale di equilibrio che cercavamo da tempo." Un dato che si riflette nella statistica della retroguardia, la seconda meno perforata del campionato con soli sette gol subiti. "Sì, i numeri sono buoni: seconda difesa e sei vittorie. Per una squadra che punta alla salvezza è tanta roba."
Il tallone d'Achille resta la fase offensiva: "Il problema è che segniamo poco, ma in questa categoria chi fa gol di solito primeggia." La soluzione, tuttavia, non può essere ristretta ai soli attaccanti. "Dobbiamo migliorare nella fase offensiva: non è solo una questione di attaccanti, ma di squadra, di come li mettiamo in condizione di segnare. C’è ancora tanto lavoro da fare, e la sola strada è continuare a lavorare."
Parlando delle rivali, Lucchesi ha speso parole di elogio per l'Arezzo, capolista e reduce da una goleada, ma anche l'unica squadra ad essere stata battuta proprio dal Guidonia. "L’Arezzo è sicuramente tra le favorite, insieme a squadre come Ascoli, Ravenna e attenzione anche alla Ternana, che sta risalendo." La corsa promozione è però lunga e imprevedibile. "Il campionato è lungo: ci sono alti e bassi, e chi saprà gestire meglio i momenti difficili farà la differenza. Oggi è presto per parlare di favorita assoluta. In un torneo così equilibrato puoi vincere o perdere con chiunque. Alla fine prevarrà chi, nei momenti complicati, avrà la forza di restare in piedi."
Riguardo alla formula dei playoff, il dirigente ha espresso dubbi sulla sua pura meritocrazia. "Mah, direi di no in senso stretto. Il playoff non premia sempre la squadra che ha fatto meglio durante l’anno, ma serve a mantenere vivo l’interesse fino alla fine, evitando partite 'inutili' o regalate. È un sistema che tiene il campionato acceso." Lucchesi ha citato il noto svantaggio per le seconde classificate, spesso costrette a una lunga sosta: "Chi arriva secondo spesso resta fermo un mese e perde ritmo, mentre chi arriva quarto o quinto magari arriva più fresco e vince. Ma alla fine, nella maggior parte dei casi, sale chi lo merita davvero."
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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