Dalle stelle al fango. La Mariano Keller è passata nel giro di un giorno dall’essere esempio ed orgoglio nazionale, con una delle scuole calcio più apprezzate del panorama italiano, all’essere uno degli emblemi di tutto quanto non funziona non solo nel calcio ma nel paese (CLICCA QUI). Quando basta rifarsi il look, infilarsi una giacca, abbinarvi una bella cravatta, et voilà ecco che per tutti sei una brava persona. Ed ancora una volta il profilo tracciato dagli inquirenti rende agghiacciante la scena. Ed allora sale quasi la rabbia perchè ancora una volta ci avevamo creduto. Avevamo creduto che ci potesse essere qualcosa di pulito, qualcosa da coltivare tutti insieme per il futuro di ogni nazione: i ragazzi. Quante volte si è premiata l’azione sociale della scuola calcio della Mariano Keller? Probabilmente tante volte quante quelle in cui si diceva, come spesso accade per le opere di questo genere, che si allontanavano i ragazzi dalla strada e quindi dai tentacoli della malavita. E poi gli inquirenti affermano che addirittura il centro sportivo era un luogo riservato agli incontri tra la famiglia Righi, in particolare Salvatore Righi, e gli esponenti del clan Contini. Agghiacciante.
Profilo criminale – La storia nasce a Napoli circa trent’anni fa quando la famiglia Righi gestisce una piccolissima friggitoria in via Foria chiamata “Frijenno Magnanno”. Proprio qui ha inizio la cronaca giudiziaria con l’inchiesta sul sequestro del gioielliere Luigi Presta rilasciato dopo il pagamento di un riscatto di un miliardo e settecento milioni di lire. Sequestro organizzato dalla Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo. Per gli inquirenti che si occupano dell’indagine una buona parte dei soldi di quel pagamento sono stati riciclati da Ciro Righi ed altri suoi familiari, tra cui i figli Luigi e Salvatore, che vengono arrestati nel maggio del 1983 ed in seguito condannati a sei anni di reclusione. L’altro fratello Antonio viene arrestato, invece, nel 1998 come “mente logistica del clan Contini”. L’ascesa della famiglia Righi comincia però quando Salvatore, l’attuale patron della Mariano Keller, scontata la pena si trasferisce in quel di Roma. Da lì parte la riscossa con l’apertura di una serie di Pizzerie che, attraverso un sistema raffinato e complicato di scatole cinesi, negli anni cambiano denominazione passando dall’iniziale “Pizza Ciro” a “Ciro e Ciro” fino ad arrivare ad una sfilza di nuovi marchi tra cui “Sugo”. Salvatore viene considerato dagli inquirenti in queste operazioni il perno economico e la mente della famiglia. Alla fine si conteranno circa 73 locali aperti in 15 anni nei posti più esclusivi e suggestivi di Roma. Secondo la tesi della magistratura grazie a questo sistema la famiglia Righi riciclava fiumi di denaro e per questo ad essi è contestato il concorso esterno al clan camorristico Contini nonché la direzione di un’autonoma associazione a delinquere finalizzata al reinvestimento di proventi criminali delle attività di tale organizzazione in molteplici società commerciali. E tra gli investimenti maggiormente riusciti c’è proprio la Mariano Keller, una scuola calcio che sarebbe nata proprio grazie ai soldi frutto del lavoro malavitoso di Salvatore Righi e della sua famiglia. Dalla ricostruzione dei carabinieri è venuta fuori anche l’accusa di frode sportiva che ha portato ad addomesticare la gara tra Real Marcianise e Gallipoli, gara che risultò poi decisiva per la promozione dei salentini in Serie B (CLICCA QUI).
Non solo Contini – Il rapporto stretto con il clan Contini non ha impedito ai Righi di diventare punto di riferimento nella Capitale per altri gruppi camorristici. Gli inquirenti hanno rilevato il rapporto di Antonio Righi con il clan Mazzarella, operante nella zona di Mercato-Santa Lucia a Napoli, per cui ha svolto attività di riciclaggio e supporto logistico per conto di Oreste Fido e Salvatore Zazo, quest’ultimo reggente del gruppo di Paolo Ottaviano. Così come è stata anche rilevata la vicinanza di Ivano Righi, figlio di Salvatore, con il clan degli scissionisti di Secondigliano a Napoli, associazione malavitosa che a tutt’oggi controlla le importazioni di Cocaina dalla Spagna.
Autore: Marco Pompeo / Twitter: @Marco_Pompeo
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