A pochi giorni dalla proroga della gestione del polo calcistico di Pian di Poma e dalla consegna delle chiavi dei nuovi spogliatoi, completamente ristrutturati grazie ai fondi del PNRR, la Sanremese ha intrapreso un nuovo contenzioso legale. Il club, infatti, ha presentato un ulteriore ricorso al TAR Liguria contro il Comune di Sanremo.
Al centro della disputa, ancora una volta, l'ambizioso progetto Arena Sanremo, l'iniziativa milionaria promossa dal presidente Alessandro Masu per trasformare il vecchio stadio comunale di San Martino in un'arena multifunzionale, idonea a ospitare sia eventi sportivi che spettacoli, come riportato da riviera24.it.
La società biancazzurra non ha accettato la seconda bocciatura consecutiva da parte della giunta comunale, che lo scorso 29 aprile ha respinto il Doc.F.a.p. bis presentato dal patron Masu. Le motivazioni addotte dal Comune riguardano diverse carenze progettuali: parcheggi inadeguati, assenza di uno studio sull'impatto acustico, criticità sul piano economico-finanziario e dubbi sulla convenienza di concedere una concessione di ben 99 anni per un progetto i cui investitori non sono chiaramente identificati.
Nel ricorso, firmato dallo Studio Gallenca di Torino, la Sanremese contesta la legittimità dell'intera procedura amministrativa e accusa l'amministrazione Mager di aver omesso passaggi fondamentali, come la convocazione della conferenza dei servizi, prevista dal cosiddetto "Decreto Stadi". Il club sostiene che l'ente locale avrebbe preso decisioni "in autonomia", senza consentire alcun contraddittorio tecnico o possibilità di apportare modifiche al progetto depositato.
Questa situazione non è nuova. La Sanremese aveva già impugnato una precedente bocciatura del progetto Arena davanti al Consiglio di Stato, dopo che il TAR Liguria aveva respinto la versione iniziale del piano, quella che prevedeva un investimento da 130 milioni di euro. Quell'ipotesi era stata poi "ridimensionata" – seppur per modo di dire – a un investimento comunque superiore ai 70 milioni. Nonostante la variazione dei budget, le criticità riscontrate dai tecnici incaricati di esaminare le due proposte sono rimaste sorprendentemente simili.
La coincidenza temporale tra la presentazione del ricorso, datata 30 giugno, e la proroga tecnica concessa alla Sanremese per la gestione dell'impianto di Pian di Poma fino a giugno 2026 non è passata inosservata. Questo provvedimento, firmato dalla dirigente comunale del settore Turismo Rita Cuffini e dal funzionario Claudio Foti, è stato motivato dalla necessità di non interrompere un servizio pubblico rilevante, e si è reso possibile nonostante l'interesse manifestato da un'altra società sportiva, la Virtus Sanremo.
Mentre per Pian di Poma il Comune ha accordato alla Sanremese lo slittamento delle scadenze di un anno, ben diversa è stata la strategia adottata per lo stadio comunale di San Martino. Per questo secondo impianto sportivo cittadino, Palazzo Bellevue ha optato per la massima trasparenza e competitività, annunciando un bando pubblico con procedura aperta. Il tutto è stato formalizzato con la determinazione dirigenziale n. 2865 del 26 giugno, a firma della dirigente del settore Gare e Contratti Linda Peruggi.
Il bando prevede la concessione quinquennale della gestione dello stadio, inclusi spogliatoi e pertinenze, con un'eventuale proroga di un anno. Il valore stimato della concessione per i cinque anni è di 524.500 euro, cifra che può salire fino a 629.400 euro in caso di proroga tecnica. Il canone annuo minimo richiesto per partecipare è di 5 mila euro, soggetto a rialzo in sede di offerta. Possono candidarsi soggetti singoli o associati, purché in possesso di esperienza documentata nella gestione di impianti sportivi simili per almeno tre anni nell'ultimo decennio. Tra i requisiti specifici richiesti figurano l'iscrizione alla Camera di Commercio e ad albi CONI o federazioni sportive, oltre alla presenza di un direttore tecnico con laurea in Scienze Motorie o diploma ISEF. Il criterio di aggiudicazione sarà quello dell'offerta economicamente più vantaggiosa, valutata sulla base di punteggi tecnici ed economici. Il termine per presentare le offerte è fissato alle ore 8:55 del 15 luglio.
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