Il girone I di Serie D sta regalando emozioni inaspettate in questo avvio di stagione. Tra le sorprese più liete c’è il Savoia, che guida attualmente la classifica con un punto di vantaggio sulla inseguitrici, tra cui la Nissa, sua avversaria diretta per la prossima giornata.
Se i biancoscudati, forse anche un po' inattesi, stanno comandando il gruppo, la Nissa è una di quelle formazioni che partiva con i favori dei pronostici, rendendo l'imminente scontro al vertice un appuntamento imperdibile.
Per analizzare il momento d’oro del club di Torre Annunziata, la sfida contro i siciliani e le dinamiche societarie, la redazione di Notiziariocalcio.com ha intervistato Nino Avitabile, giornalista sempre molto attento alle vicende del club campano. Dalle ambizioni societarie al ritorno in uno Stadio Giraud ritrovato, l'analisi del cronista è a tutto tondo.
«Le ambizioni precampionato da parte della società c'erano tutte, e questo non solo quest’anno, ma anche nella stagione passata. La classifica attuale sembra essere soddisfacente, ma in realtà ci mancano dei punti: alla prima giornata non ci è stato concesso un rigore evidentissimo, e quei due punti sarebbero stati fondamentali. È chiaro che quando sei primo devi vedere il bicchiere mezzo pieno, e valutare come la squadra ha affrontato avversari forti come la Reggina e il Castrumfavara, una squadra che, secondo me, saprà dire la sua, anche se deve ritrovarsi dopo queste ultime brutte gare. In particolare, Cadili ha fatto una super prestazione domenica scorsa, riuscendo a limitare gli attacchi ospiti».
Sulla proposta tattica del tecnico, il giornalista esprime la sua preferenza, pur riconoscendo i meriti dell’ultima soluzione adottata:
«Io preferirei un Savoia schierato con il 4-4-2, con un’altra punta vicina a Favetta. Tuttavia, domenica scorsa il mister mi ha sorpreso, perché i due sottopunta hanno fatto un grandissimo lavoro e creato diversi grattacapi agli avversari. Si è sentita, poi, la mancanza di Pio Schiavi, un calciatore molto veloce che mette in grande difficoltà gli avversari. Con la Nissa sarà in panchina, è tornato ad allenarsi in settimana, così come Francesco Umbaca, che ha ripreso gli allenamenti in campo, ma per il suo rientro è ancora presto».
Domenica prossima ci sarà il big match in trasferta contro la Nissa.
«Domenica sarà un’altra bella gara. La Nissa è una squadra attrezzata per il vertice della classifica, ci divide solo un punto, e andremo a giocare in casa loro. Nelle ultime cinque partite abbiamo avuto praticamente lo stesso percorso, sono due squadre che al momento si equivalgono, e sarà il primo vero scontro al vertice del campionato».
Parliamo ora dei calciatori che meglio si stanno comportando.
«Chi sta letteralmente "spaccando" le partite quando entra è Munoz. Il mister lo lascia libero di spaziare su tutto il fronte offensivo, anche se Favetta fa comunque un grande lavoro in attacco. A centrocampo, Ledesma ha preso bene in mano le chiavi, sta dettando ottimamente i ritmi, aiutato da un ritrovato Matiss Sellaf, che non aveva finito benissimo la scorsa stagione.
In difesa faccio i nomi di tutti e tre i titolari: Forte, per la grande presenza fisica; Cadili, un grande marcatore; e Checa, il calciatore che dà ordine al reparto difensivo. Spendo una parola anche per De Lorenzo, calciatore criticato a inizio anno per una sola disattenzione, ma ora si fa trovare sempre pronto. Con la Reggina, negli ultimi quindici minuti, è stato provvidenziale. Confesso un mio peccato veniale: sono super tifoso di Pio Schiavi, salta l'uomo con una disinvoltura incredibile. Quando hai sulla fascia un giocatore del genere, qualcosa succede sempre. Ma la vera forza di questa squadra è il gruppo. Si vede, si percepisce fin dall'inizio. Tutti si aiutano l'uno con l'altro. Gli "anziani" aiutano i giovani, che si mettono a disposizione della squadra. E poi la società. È super organizzata e strutturata ad un livello professionistico».
Come sta vivendo la piazza di Torre Annunziata quest'annata?
«Domenica scorsa ho provato una sensazione che non provavo da tempo, mi sono anche confrontato con un collega. Quando sono uscito dallo stadio, era da qualche anno che non scendevo quelle scale un gradino alla volta perché c'erano tantissimi tifosi, ragazzini e adulti, con le bandiere. La città non aspettava altro che riappropriarsi dello Stadio Giraud. C'è bisogno che i tifosi tornino allo stadio, e lo stanno facendo: la Curva sta facendo il suo.
Ad inizio anno c'era ancora un po' di scetticismo, ma solo perché giocavamo lontano da casa: il Savoia che gioca al Giraud è un'altra squadra rispetto a quella che era costretta a giocare altrove. Dobbiamo ringraziare Cardito per averci ospitato per due anni, ma il campo era davvero in cattive condizioni. Quando, invece, sali le scale del Giraud... il brivido è completamente diverso, e in Serie D, soprattutto per i giovani, fa la differenza».
Proprio riguardo allo Stadio Giraud, la società ha sollevato la questione in merito ai lavori in corso.
«Ci saranno degli sviluppi e mi auguro che siano in senso positivo. Si attende la seconda fase dei lavori e la definitiva agibilità del campo. Gli spogliatoi vanno ultimati con la palestra; la sala stampa è agibile solo in parte; il settore Distinti non è ancora utilizzabile e bisogna fare i lavori alla curva destinata agli ospiti, che momentaneamente vanno in Tribuna. Ma in caso di Serie C una soluzione del genere è impensabile.
Il sindaco finora ha mantenuto gli impegni, ci sono stati scambi di reciproche raccomandazioni positive con il presidente, e credo che alla fine torneremo ad avere lo stadio di un tempo. Vado in giro per i campi da quarant'anni e strutture come il Giraud ce ne sono poche... Quando sento dire che il Giraud è inagibile mi viene da ridere; a volte bisogna attraversare stradine strette o passare tra i palazzi per entrare in alcuni stadi».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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