La Nazionale Under 21 italiana conquista una vittoria convincente contro l'Armenia, imponendosi 5-1 allo stadio Giovanni Zini di Cremona davanti a 2500 spettatori. Una prestazione a due facce quella degli Azzurrini, che hanno dovuto attendere la ripresa per scardinare la resistenza degli avversari e mettere in cassaforte tre punti fondamentali nella corsa alla qualificazione per gli Europei di Albania e Serbia 2027.
La squadra guidata da Silvio Baldini, schierata con lo stesso undici visto contro la Svezia, ha faticato enormemente nei primi quarantacinque minuti. Con Palmisani tra i pali, alla sua seconda presenza consecutiva da titolare, e Camarda riferimento offensivo supportato da Cherubini e Koleosho, l'Italia ha dovuto fare i conti con un avversario chiuso e organizzato. L'Armenia ha difeso con ordine, mantenendo un blocco compatto e concedendo pochissimi spazi alla manovra azzurra.
Il predominio territoriale della Nazionale non si è tradotto in occasioni pericolose per lunghi tratti. Al quarto d'ora, un retropassaggio impreciso di Marianucci ha rischiato di rivelarsi fatale: Eloyan si è ritrovato a tu per tu con Palmisani, ma il suo tiro col sinistro è terminato a lato.
La prima vera chance per l'Italia è arrivata al 21': sugli sviluppi di un calcio d'angolo battuto da Cherubini, Ndour ha colpito di testa superando il portiere Matinyan, ma il pallone si è stampato sul palo. Quattro minuti dopo, nuovo episodio chiave: Ndour, anticipando Bandikian in area, ha conquistato un calcio di rigore. Dal dischetto, però, è stato lo stesso centrocampista a farsi ipnotizzare da Matinyan, che ha neutralizzato la conclusione. Il primo tempo si è chiuso sullo 0-0, con gli Azzurrini in evidente difficoltà nel trovare varchi nella retroguardia armena.
L'intervallo ha portato consiglio e, soprattutto, cambi decisivi. Baldini ha sostituito Marianucci e Ndour inserendo Guarino e Dagasso, centrocampista del Pescara destinato a diventare il vero protagonista della serata. Al 58', Pisilli ha confezionato l'assist perfetto per Dagasso che, presentatosi solo davanti a Matinyan, ha sbloccato il risultato con freddezza chirurgica.
Il vantaggio ha modificato radicalmente l'inerzia dell'incontro. L'Armenia, costretta ad alzare il baricentro, ha inevitabilmente lasciato spazi che l'Italia ha sfruttato con lucidità. Al 62' è arrivato il raddoppio: ancora Dagasso si è reso protagonista con un recupero palla a centrocampo che ha innescato la ripartenza di Bartesaghi. Il laterale ha servito un assist perfetto per Camarda, che a porta vuota non ha sbagliato.
L'attaccante ha replicato al 71', questa volta di testa su ennesimo passaggio vincente di Dagasso, firmando la sua doppietta personale e portando l'Italia sul 3-0. Il risultato era ormai acquisito, ma la Nazionale non si è accontentata. Al 75', dopo una penetrazione di Pisilli che ha creato scompiglio nella difesa armena, Seydou Fini ha depositato in rete un comodo tap-in per il 4-0.
Nel finale, l'Armenia ha trovato la rete della bandiera con Vardanyan, entrato dalla panchina e abile a capitalizzare un'incertezza di Palmisani. L'Italia ha però dovuto affrontare anche un episodio negativo: all'85' Fortini, subentrato poco prima a Palestra, è stato espulso per doppia ammonizione. In pieno recupero, al 92', Jeff Ekhator ha chiuso definitivamente i conti con un preciso diagonale che ha fissato il punteggio sul 5-1.
A fine gara, il commissario tecnico Silvio Baldini ha analizzato la prestazione ai microfoni della Rai con il suo consueto pragmatismo: "Queste partite sembrano quelle del giovedì, in cui la squadra non ha voglia, è stanca. Poi nel secondo tempo, facendo qualche cambio, c'è lo spirito giusto e finisce così. Per fortuna, perché oggi partite facili non ce ne sono più, le brutte figure si possono fare, il calcio è fatto di tante insidie. Abbiamo buttato via un tempo, ma sono cose normali, l'importante è portare a casa la partita, nel secondo tempo siamo stati bravi a concretizzare".
Guardando già alla prossima sfida, quella del 14 novembre a Stettino contro la Polonia, Baldini ha mostrato ottimismo: "La prossima partita è più facile dal punto di vista mentale, i ragazzi sanno che è lo scontro diretto e che bisogna assolutamente vincere, non avranno questo approccio". Interrogato sui cambi decisivi operati nell'intervallo, il tecnico ha mantenuto la sua proverbiale umiltà: "Sono stato bravo a scegliere i cambi? Sono un po' allergico ai complimenti, perché sono come sonniferi. Li ricevi e ti adagi. A me piace rimanere sulla corda: in questo sport essere bravi vuol dire aver ottenuto il risultato finale".
Anche Matteo Dagasso, protagonista assoluto della serata, ha commentato la vittoria: "Baldini lo conosco bene, sicuramente non sarà soddisfatto del primo tempo ma siamo stati bravi a rimanere in partita e a vincere. Cosa ci ha detto negli spogliatoi? Il mister sa sempre toccare le corde giuste. Con molta calma ci ha detto di rimanere in partita e di continuare a giocare e fare quello che sappiamo. Infatti, il secondo tempo è andata bene. Siamo riusciti a fare tanti gol e dobbiamo continuare a lavorare".
Con questa vittoria, l'Italia mantiene la vetta del girone di qualificazione, rispondendo colpo su colpo alla Polonia che ha travolto la Svezia per 6-0 in trasferta. Gli Azzurrini occupano il primo posto in coabitazione con i polacchi, cedendo solo per una differenza reti complessiva meno favorevole: +10 contro +15.
Lo scontro diretto del 14 novembre a Stettino, in terra polacca, assumerà quindi un'importanza capitale per la qualificazione diretta agli Europei di Albania e Serbia 2027. Sarà una partita che varrà molto del futuro di questa generazione, chiamata a confermare sul campo le proprie ambizioni e la crescita mostrata in questo percorso.
La prestazione contro l'Armenia ha messo in evidenza sia i limiti che le potenzialità di questa Nazionale: la capacità di reazione dopo un primo tempo opaco, la profondità della rosa a disposizione di Baldini e l'importanza dei cambi tattici. Ma ha anche sottolineato quanto sia fondamentale approcciare ogni partita con la giusta determinazione fin dal primo minuto, aspetto su cui il gruppo dovrà lavorare in vista delle sfide decisive che attendono gli Azzurrini.
Italia - Armenia 5-1
Italia (4-3-3): Palmisani; Palestra (76’ Fortini), Marianucci (dal 45’ Guarino), Mane, Bartesaghi; Pisilli, Lipani, Ndour (dal 45’ Dagasso); Cherubini (dal 72’ Fini), Camarda (dal 72’ Ekhator), Koleosho. A disp.: Mascardi, Idrissi, Faticanti, Berti. All. Baldini
Armenia (4-4-2): Matinyan; Tarloyan, Manukyan, A. Hakobyan, Bandikian; K. Hovhannisyan (dal 68’ Askaryan), N. Hovhannisyan (dal 68’ Afyan), Sargsyan (dal 75’ Ayvazyan), D. Hakobyan (dal 68’ Vardanyan); M. Hakobyan, Eloyan (dall’11’st Garibyan). A disp.: Ghazaryan, Avetisyan, Sukiasyan, Tsarukya. All. Guylbudaghyants
Arbitro: Gal Levi (Israele); Assistenti: Yossi Babayoff (Israele), Lioz Edi (Israele); Quarto ufficiale: Nael Odeh (Israele)
Reti: 58’ Dagasso (I), 62’ e 71’ Camarda (I), 75’ Fini (I), 77’ Vardanyan (A), 92’ Ekhator (I)
Note: al 25’ Ndour (I) sbaglia un calcio di rigore; ammoniti Sargsyan (A), M. Hakobyan (A), Marianucci (I); espulso Fortini (I) per somma di ammonizioni (83’ e 85’)
Autore: Redazione NotiziarioCalcio.com / Twitter: @NotiziarioC
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