Nel calcio italiano professionistico, molti giocatori hanno scritto pagine indimenticabili grazie al loro talento e alla capacità di emozionare i tifosi. Alcuni, però, nonostante le gesta eroiche e i traguardi raggiunti, sono finiti nel dimenticatoio, non per mancanza di qualità, ma per sfortuna o scelte sbagliate nel momento cruciale della carriera. Tra questi, spicca la figura di Marcello Prima, bomber di razza che tra gli anni ’70 e ’90 ha dominato la Serie C con oltre 300 gol in 500 presenze, infiammando le tifoserie da nord a sud con i suoi gol e le sue giocate.
Un bomber atipico
Nato a Carovigno (BR) il 29 novembre 1957, Marcello Prima era un attaccante fuori dagli schemi: alto 1,97 metri, rapido, dotato di un fiuto del gol eccezionale e di una tecnica raffinata per un giocatore della sua stazza. Era in grado di segnare sia di testa che con entrambi i piedi, una rarità per un giocatore della sua epoca. Non a caso, venne soprannominato il "Van Basten della Serie C".
Il suo sogno, come quello di ogni giovane calciatore, era approdare in Serie A. Ci andò vicino nel 1986, quando l’Inter lo trattò insieme a Garlini, ma alla fine la società milanese preferì puntare sull’attaccante di Stezzano, lasciando Prima a continuare la sua avventura nei campionati minori.
Dagli esordi al professionismo
Prima iniziò a farsi notare nel Carovigno, la squadra del suo paese, dove in un campionato di Promozione segnò 23 gol, attirando l’attenzione degli osservatori. Il suo talento non passò inosservato a Giovanni Manzari, direttore sportivo del Monopoli, che lo portò in Serie C2. Nel suo primo anno tra i professionisti, Prima realizzò 16 gol, contribuendo in modo decisivo alla salvezza della squadra. La sua prestazione convinse il Cosenza, allora in Serie C1, ad acquistarlo, ma l’esperienza in Calabria non fu delle migliori: solo 5 gol in 28 presenze.
Il trionfo con il Barletta e il Siracusa
Nel 1981, il Barletta di Michele Roggio lo ingaggiò per costruire una squadra competitiva. Sotto la guida di Gianni Corelli, Prima si rivelò fondamentale per la promozione in Serie C1: 12 gol in 34 partite e un campionato vinto con 7 punti di vantaggio sul Cosenza. L’anno successivo, però, giocò solo 4 partite prima di trasferirsi al Siracusa in uno scambio con Andrea Telesio.
Con gli aretusei, Prima ritrovò la vena realizzativa: 14 gol in 28 presenze nella prima stagione e 8 gol in 29 partite nella seconda, nonostante i cambi tecnici in panchina. Nonostante gli ottimi numeri, la promozione sfuggì al Siracusa per soli 3 punti.
La consacrazione alla Juve Stabia
Nel 1983-84, Prima si trasferì alla Juve Stabia, dove divenne subito un idolo. Al debutto, segnò una rete spettacolare contro la Reggina, e in una partita contro il Napoli (con Ferrario e Bruscolotti in difesa) fece impazzire gli avversari. Nel suo primo anno, vinse la classifica marcatori con 20 gol, eguagliando il record di Chiarella del Nola. In due stagioni con i gialloblù, realizzò 35 gol in 56 presenze, conquistando anche la ribalta nazionale grazie a una striscia di 8 giornate consecutive con gol, record che all’epoca apparteneva solo a Ezio Pascutti.
Un episodio curioso risale al 1994, quando segnò una rete senza scarpa contro la Turris, confermando il suo istinto da vero bomber.
Gli ultimi successi e il ritiro
Dopo l’esperienza a Giarre (dove contribuì alla promozione in Serie C1 con 10 gol), Prima passò al Brindisi e alla Torres Sassari, senza però ripetere le prestazioni precedenti. Nel 1992, approdò alla Carrarese, dove ritrovò la forma migliore sotto la guida di Gigi Simone, futuro allenatore dell’Inter. Con Simone, Prima ottenne la promozione in Serie C1 e ricordò l’allenatore come una figura carismatica, competente e umana, capace di valorizzare al massimo i suoi giocatori.
Prima chiuse la carriera a 40 anni, giocando come allenatore-giocatore nel Messina e nell’Ostuni, continuando a segnare gol anche negli ultimi anni.
L’eredità di un bomber dimenticato
Marcello Prima ha vinto tre campionati (con Barletta, Giarre e Carrarese), lasciando un segno indelebile nella Serie C degli anni ’70 e ’80. Nonostante non abbia mai giocato in Serie A, la sua carriera è stata quella di un vero bomber, capace di emozionare e di scrivere pagine importanti del calcio italiano minore.
Autore: Anna Laura Giannini
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