Il presidente dell'Ascoli, Bernardino Passeri, ha scelto le colonne del settimanale dispaccio per esprimere un pensiero articolato e diretto, analizzando il momento attuale della squadra bianconera e lanciando un messaggio potente ai tifosi e, soprattutto, ai suoi giocatori. La comunicazione ha preso spunto da un augurio speciale, trasformandosi in una lucida riflessione sulla mentalità e la crescita del club.
"Ciao Alice, mi dispiace non averti regalato una vittoria per i tuoi 18 anni, ma non ti preoccupare, abbiamo tempo per festeggiare, ti aspetto allo stadio." Con queste parole Passeri ha introdotto il concetto di crescita e maturità che lega la giovane età della sua amica alla fase di sviluppo del progetto Ascoli. "Alice è una mia amica, lei è giovane come la nostra squadra, entrambi siamo appena maggiorenni, ma sono sicuro che queste esperienze ci serviranno."
Il presidente ha ribadito la fiducia nel progetto tecnico, ma ha espresso un’indignazione netta verso un aspetto specifico emerso in campo: l'atteggiamento rinunciatario in Coppa. "Proprio come dice il nostro Mister, siamo forti, ma dobbiamo crescere, la strada è lunga ed è tutta dalla nostra parte che siamo nati da poco."
Il nervo scoperto sono i venti minuti di black out visti nella recente gara di Coppa Italia. "Giochiamo insieme da tre mesi, a sei non faremo mai quei venti minuti di mercoledì scorso," ha promesso il numero uno bianconero. L'obiettivo della Coppa non era prioritario, ma la resa mostrata in quei frangenti è inaccettabile. "Non accetterò mai che un avversario possa fare risultato contro di noi solo con la cattiveria agonistica, quella non si compra, non si eredita dal DNA, ma si crea dentro di noi."
Passeri ha attaccato duramente i luoghi comuni del "vecchio calcio", le giustificazioni che minano la mentalità vincente. "Tutti belli i luoghi comuni inventati dal vecchio mondo del calcio: 'non ha giocato da tanto', 'ha pochi minuti nelle gambe', ecc., tutti slogan dei perdenti, chi gioca nell’Ascoli e mi rappresenta non deve nemmeno pensarle queste cose, le vivo come una offesa personale, molto peggio della sconfitta di domenica." Per il presidente, la mancanza di garra è più grave di qualsiasi insuccesso.
Analizzando la sconfitta in campionato, Passeri ha ammesso che il risultato è maturato per errori di inesperienza. "Domenica abbiamo perso sugli episodi, perché dobbiamo ancora crescere e ci sta." Tuttavia, l'analisi successiva ha riportato l'attenzione sulla forza del tifo ascolano.
"A freddo ho analizzato l’evento vissuto, dire che mi rode è un eufemismo, ma siamo andati nella tana del Ravenna con solo seicento tifosi al seguito, seicento che potevano essere migliaia, con i biglietti bruciati in meno di quindici minuti per una trasferta di centinaia di chilometri, questo popolo non merita i venti minuti di mercoledì." Il Presidente ha quindi identificato la causa della flessione: "I nostri ragazzi, consapevoli che il derby vero lo avevamo vinto, hanno allentato la tensione, ma non succederà mai più."
Una nota positiva è stata riservata alla società avversaria. "Il Ravenna, invece, è stata una bella scoperta, una società professionale, con noi sono stati gentili, accoglienti, estremamente sportivi, la dirigenza ha fatto tutto il necessario per metterci a nostro agio, questa è la parte bella del nuovo calcio." Nonostante la sconfitta, Passeri ha trovato elementi incoraggianti: "Siamo usciti dal campo sconfitti, ma consapevoli che nulla ci è precluso, perché comandare il gioco in campo esterno con una parigrado, e uscire sconfitti per un nulla, è tanta roba."
Il messaggio finale è un appello all'unità e al lavoro. "Adesso giù la testa e pedalare, anche questa battuta d’arresto ci ha fatto crescere, ma siamo ancora più forti e più uniti di prima." La chiosa è un ringraziamento e una dichiarazione d'amore: "Alla prossima. Lunga Vita alla Regina."
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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