Mantova, Di Molfetta: «Secondo me abbiamo il potenziale per arrivare tra le prime 10»

30.10.2020 17:45 di Redazione NotiziarioCalcio.com Twitter:    Vedi letture
Fonte: vocedimantova.it
Mantova, Di Molfetta: «Secondo me abbiamo il potenziale per arrivare tra le prime 10»

Veni, vidi, vici. È bastato davvero poco a Davide Di Molfetta per entrare nei cuori dei tifosi del Mantova: 45 minuti pimpanti a San Benedetto e due partite splendide con Perugia e Fano, coronate da altrettanti gol. Uno più bello dell’altro. Anche grazie al suo efficace inserimento  last minute (Di Molfetta è stato l’ultimo colpo di mercato dei biancorossi), il Mantova si ritrova con le ali ai piedi.

Ottavi a -2 dalla vetta. Davide, non ci dire che non guardi la classifica…
«No no, la guardo! Però penso anche che sia molto presto per tirare le somme. Sono passate solo 7 giornate, dobbiamo rimanere umili e pensare all’obiettivo».
 

Intendi la salvezza?
«Sì. Anche se…».
 

Anche se?
«Secondo me abbiamo il potenziale per arrivare tra le prime 10. O almeno provarci».
 

Cosa ti rende così ottimista?
«Stiamo facendo ottime prestazioni. Il Mantova è una squadra giovane e ben organizzata, mister Troise sa trasmetterci la grinta giusta. Io sono riuscito a inserirmi bene fin dal primo giorno».
 

Parliamo di te, appunto. Nella Top 10 dei tuoi gol più belli, dove inserisci quelli segnati al Matelica e al Fano?
«Direi ai primissimi posti. Il più difficile è stato quello col Fano, perchè avevo il difensore attaccato e non era facile coordinarsi. Quello col Matelica, invece, è stato istinto puro: mi sono sentito di tirare e l’ho fatto. Mi dispiace solo che la curva fosse vuota. Qualcuno dice che sarebbe venuta giù…».
 

Tra tutti i complimenti che avrai ricevuto, quale ti ha fatto più piacere?
«Quelli della mia famiglia innanzitutto: papà, mamma, sorella e ragazza mi seguono sempre e non mi fanno mai mancare il loro sostegno. Poi tanti compagni ed ex compagni di squadra. Compreso Davide Calabria, con cui sono cresciuto nel settore giovanile del Milan. Ma non posso dimenticare i ragazzi svincolati con i quali mi allenavo prima di arrivare a Mantova. Anzi devo solo ringraziarli».
 

Perchè?
«Perchè ho passato un periodo difficile, in seguito alla rescissione del contratto col Catania. Non si è rivelata una buona idea e io ne ho sofferto. Allo stesso tempo, però, grazie anche all’aiuto di questi ragazzi, ho reagito tirando fuori nuova grinta. Ed è arrivato il Mantova».
 

Beh, provvidenziale…
«Puoi ben dirlo. La società mi ha voluto fortemente ed io ho avvertito da subito la fiducia di tutti. Dal primo giorno mi ha fatto sentire uno del gruppo, come se fossi qui da tanti anni».
 

Quanto c’è di Troise in questo Mantova?
«Il mister si è rivelato una grandissima persona. È uno che ti dice le cose in faccia. Sul campo basa il suo lavoro su concetti chiari e precisi, e noi lo seguiamo».
 

Al Milan sei cresciuto con Donnarumma, Locatelli, Cutrone, lo stesso Calabria… Cosa ti hanno lasciato quegli anni?
«È stato un enorme privilegio frequentare quel settore giovanile. Sono cresciuto a livello umano, anche perchè lì se non rispetti le regole non vai avanti. E poi ovviamente a livello tecnico, con allenatori come Brocchi e Inzaghi dai quali ho imparato molto».
 

Non hai mai segnato tanti gol nella tua carriera. C’è un motivo?
«Questo è un aspetto importante che vorrei chiarire: sono stato presentato come un attaccante, ma io non sono mai stato un bomber puro. Sono un esterno, un rifinitore. E poi mi piace svariare. Pensa che a Piacenza ho fatto pure il terzino… Insomma non ho un’identità definita, sono un giocatore versatile».
 

Però a Mantova hai già segnato due volte…
«Perchè sto bene mentalmente e questo è fondamentale. Come dicevo prima, avevo bisogno di una scossa. Per “chiamarla” mi sono pure ossigenato i capelli… Beh, ora posso dire che, grazie al Mantova, questa scossa è arrivata».
 

Se arrivi in doppia cifra, potresti tingerti i capelli di bianco e rosso…
«Lo farò se… vinciamo il campionato! Se arrivassi a 10 gol, invece, dovrei solo ringraziare la mia famiglia e me stesso».
 

Torniamo al presente. Vi aspettano due partite in casa: è una bella opportunità, no?
«Certo. Ma conosco bene la C: tutte le partite sono difficili. L’Imolese è una squadra che gioca bene ed ha un organico competitivo, con elementi d’esperienza (come Stanco e Polidori) e bravi giovani».
 

Poi arriverà l’Arezzo…
«Ci penseremo a tempo debito. Intanto concentriamoci sull’Imolese».