SPAL, mister Di Carlo: «Vogliamo dimostrare di non essere così brutti...»

12.02.2024 19:15 di Redazione NotiziarioCalcio.com Twitter:    vedi letture
SPAL, mister Di Carlo: «Vogliamo dimostrare di non essere così brutti...»

Domani la SPAL scende in ca,èo per affrontare il Pescara nel turno infrasettimanale. Mister Mimmo Di Carlo ha così presentato il match: “In questi giorni abbiamo lavorato molto sulla fiducia della squadra dopo la prestazione contro la Recanatese. Aver vinto in 10 contro 11 non era semplice e questo ha dimostrato che quando si è compatti e si crede in qualcosa di importante, come vincere le partite, arriva anche il risultato. Abbiamo lavorato su quello e sul gioco, che dobbiamo migliorare: nella partita di venerdì abbiamo fatto bene, ma possiamo fare meglio. Voglio una crescita della squadra contro una squadra difficile: il Pescara ha grande velocità e pressa molto in avanti, quindi dobbiamo essere ancora più bravi a giocare in verticale”.

Ancora: “Mi è piaciuta la voglia di giocare e di fare la prestazione. Al fischio finale sono stato molto contento per i giocatori, per la società e per i tifosi. So quanto la gente tiene alla SPAL, perché me l’hanno dimostrato all’inizio e anche venerdì, sia prima sia dopo la partita. Questo è stato un bene: siamo la SPAL, abbiamo una squadra di qualità e dobbiamo cercare di imprimerle questa mentalità. Oggi abbiamo gli esterni di qualità e bravi nell’uno contro uno, oltre che degli attaccanti importanti per la categoria. Dobbiamo insistere sul giocare bene: palla avanti, palla indietro o palla al terzo, cercare la profondità tramite giocate corte per attirare l’avversario su di noi e poi attaccarlo alle spalle”

Continua “Se vediamo una squadra chiusa dobbiamo essere bravi a giocare in ampiezza per poi tornare dentro. Insomma, tutte cose che questa squadra può fare grazie alle sue qualità. La crescita è proprio quella: poter lavorare sul campo e vedere gli spezzoni delle cose fatte bene e non fatte bene. Quest’ultime sono state poche nella partita contro la Recanatese: la squadra è rimasta compatta in tutti i reparti e ha cercato di andare in avanti piuttosto che stare indietro. Se rimaniamo a centrocampo possiamo dare qualche palla in avanti per far male all’avversario senza concedere troppa profondità”

“Tutti quanti abbiamo voglia di dimostrare quella forza che la squadra ha nei singoli giocatori, come gruppo squadra e anche l’allenatore. Io devo cercare di rimanere sempre sul pezzo e di mantenere sempre la corda tirata, perché non abbiamo fatto ancora niente. La partita è andata bene, siamo stati bravi e abbiamo recuperato sia la prestazione sia l’atteggiamento giusto, ma dobbiamo dare continuità a tutto ciò. La classifica ci dice che le nostre avversarie stanno correndo, quindi dobbiamo correre ancora più forte. Voglio vedere la stessa determinazione, lo stesso coraggio e spirito di squadra proprio perché anche noi abbiamo voglia di dare soddisfazioni alla società e ai tifosi per far capire che la squadra non era così brutta come sembrava all’inizio”.

“Ci sono scelte tecniche da fare: ora la squadra è più completa, quindi posso scegliere di togliere due giocatori e metterne altri due. Ci sono qualità, forza e struttura. La classifica della SPAL non dobbiamo guardarla. L’ho detto ai ragazzi: dobbiamo guardare noi, il nostro atteggiamento e quello che abbiamo dato nella partita contro la Recanatese. Dobbiamo lavorare su questo, perché per trascinare i tifosi serve fare una buona prestazione sia in casa sia fuori casa. Inoltre se vogliamo andare a Pescara e giocarci la nostra partita dobbiamo avere la capacità di saper ribaltare l’azione e anche saper soffrire i loro attacchi, ma con la convinzione che la SPAL andrà lì per fare il risultato. Andremo a giocare in uno stadio bello, in cui mi aspetto una prestazione di spessore”.

Sul Pescara: “Zeman non lo scopriamo di certo oggi. È un maestro che ha saputo rendere felici tanti presidenti e tanti attaccanti con la sua filosofia. Di certo non ha fatto felici molti difensori (ride, ndr.). La sua vocazione è essere offensivo: attacca con tanti giocatori e possiede una preparazione specifica per stare in campo con determinati elementi, perché non tutti riescono a fare un gioco cosi. Questa è una forza di un allenatore che con le sue idee riesce a indirizzare una squadra verso dei principi. Anche a Pescara sta facendo un buon campionato, sebbene poi le sconfitte cancellino tutto quello che ha fatto prima. Contro Zeman si gioca a viso aperto, uno contro uno: bisogna vincere più duelli possibili ed essere convinti delle qualità della SPAL. Abbiamo studiato il Pescara, ma dobbiamo insistere su di noi. Dobbiamo dare un sostegno in più alla squadra, fare una giocata più coraggiosa e trovare quella determinazione che abbiamo visto nella partita con la Recanatese. Queste idee devono essere supportate con gli allenamenti per dare una forza in più ad una squadra che ha tanta qualità”.

Questione portiere: “Quando sono arrivato ho visto quattro portieri che stanno benissimo. Questo è una cosa positiva. Alfonso è un giocatore che ha dato molto per la SPAL, giocando partite anche in condizioni non idonee e stringendo i denti. È un professionista e un uomo spogliatoio. In settimana ho valutato chi stava meglio e la mia decisione è ricaduta su Galeotti. Ho potuto vederlo in ritiro e devo dire che ha fatto benissimo con noi. L’abbiamo andato in prestito perché appena l’ho visto ho pensato che un portiere come lui meritasse di giocare. Ho scelto Galeotti, ma non per questo sminuisco Alfonso. Enrico c’è sempre nel momento del bisogno e di questo gli va dato merito”.

Chiusura su Antenucci: “Se Mirco fa queste cose qui (il gol alla Recanatese, ndr) mi mette in seria difficoltà. Mi dà degli assist: è un giocatore fuori categoria, che se messo nei binari giusti può fare molto bene. Come tutta la squadra, Mirco aveva voglia di voler dare un segnale e l’ha fatto. Giocando ogni quattro giorni è un problema di scelta: se giocassimo una volta a settimana si riuscirebbe a valutarlo meglio, invece con questi tempi è troppo poco. Però posso dirlo? Lui ha dimostrato di voler esserci e ora spetta solo a me dargli la possibilità di giocare dall’inizio o se inserirlo negli ultimi 30′. La cosa più importante è che la squadra si metta a disposizione sia con le loro qualità sia con le loro personalità. Spetta a me condurli e portarli al livello mentale giusto per vincere le partite”.