Il ragazzo si farà. In realtà, un po’ si è già fatto. Anche se l’asticella si è alzata, Tommaso Corsi ha continuato a fare quello che gli riesce meglio: prendere in velocità gli avversari e tirare in porta. Con ottimi risultati, perché alla terza partita ha fatto centro. Un momento speciale, anche se i piedi restano ben piantati in terra. Lui continua a guardare alla squadra, in attesa di crescere definitivamente e spiccare il volo.
Tommaso, vi allenate senza giocare. Ora si vede qualche spiraglio. Da calciatore che momento è?
«Sicuramente difficile. Noi non ci siamo mai fermati però non è semplice preparare qualcosa senza poi metterlo in pratica. La speranza è che le voci di una ripartenza siano vere e che si possa finalmente giocare».
Voi giovani avete accusato di più questo stop?
«In questo situazione non credo che conti l’età. Penso però che il Badesse possa uscire più forte da questa pausa. C’è stato un cambio di allenatore e quindi un po’ di tempo in più per assimilare la sua idea di calcio è un grosso aiuto per tutti noi».
Siete calciatori, ma non supereroi. Avete paura?
«Sappiamo che corriamo dei rischi e come persone è normale avere paura. Però, cerchiamo anche di adottare tutti gli accorgimenti necessari per limitare tutte quelle situazioni che non ci vedono coinvolti direttamente in campo».
Parlando di calcio giocato, con Bonuccelli il Badesse avrà un altro modulo. Per te cosa cambia?
«Io mi sono sempre trovato bene a fare l’esterno alto, ma per quanto ho visto finora, anche alle spalle delle punte mi sento a mio agio. Anzi, mi darà modo di curare altri aspetti del gioco».
Guarducci credeva molto nei giovani. Bonuccelli sotto questo punto di vista?
«Lo devo conoscere ancora bene, però è uno che ama il confronto con i giocatori. Capita spesso che ci prenda singolarmente per spiegarci cosa vuole da noi. Lo vedo attento».
Per un attaccante avere come allenatore un ex professionista e come compagno Musetti, quanto conta?
«Sono entrambi due esempi da seguire e la carriera parla per loro. Il mister, quando ci alleniamo a reparti, segue sempre l’attacco e il centrocampo. Per i movimenti e le situazioni di gioco credo che sia un grande aiuto».
I suoi allenamenti sono molto guidati. Si sente questa presenza?
«Sì, ma credo anche che sia normale. Ci deve insegnare la sua idea di gioco ed è quindi è logico che curi ogni aspetto. In più, vuole la ripartenza dal basso ed è un meccanismo che va imparato bene per rischiare il meno possibile».
Il rischio però fa parte del calcio di Bonuccelli. Ti piace questa mentalità?
«E’ la mentalità che aveva anche Guarducci. Semmai la differenza sta nell’impostazione dell’azione. Forse l’uscita bassa ci può consentire di trovare più spazi e andare in gol più facilmente».
Già il gol. Cosa non ha funzionato finora in attacco?
«Diciamo che ci è mancata la giusta cattiveria. Siamo stati invece bravi ad aiutare la squadra, perché i pochi gol subiti sono anche merito nostro».
Hai sentito il passaggio dall’Eccellenza alla serie D?
«Senza presunzione posso dire che quest’anno mi trovo meglio. Per il mio gioco nei Dilettanti gli spazi sono maggiori e i campi più larghi. Le circostanze per far bene ci sono tutte».
Qualcuna l’hai già sfruttata, come a Montevarchi. Che sapore ha quel gol?
«E’ l’unica gioia di una giornata storta. Per me resta un momento da ricordare, ma quello che conta di più sono i risultati della squadra».
Un aiuto lo dai spesso entrando a partita in corso. Questo ruolo ti si addice?
«Se posso dare una mano così, lo faccio più che volentieri. Ho un’opportunità importante e me la devo giocare al meglio. Poco importa se è dal primo minuto o dopo».
A proposito di obiettivi. Quelli di Tommaso Corsi quali sono?
«Io guardo al collettivo e quindi se il Badesse farà bene, qualcosa di mio ci sarà. Personalmente so che devo crescere sia nel gioco che fisicamente. Dipende tutto da me».
Ai professionisti ci pensi?
«Certo, perché mi piacerebbe un giorno calcare campi ancora più prestigiosi. Però ora sono concentrato sul presente. Quindi, prima devo fare bene in serie D».
Invece il Badesse come lo vedi?
«In crescita. Sono convinto che quando ripartiremo, riusciremo finalmente a dimostrare il nostro lavoro. Ora sfruttiamo al meglio le ultime settimane di pausa e poi cerchiamo da subito marcia».
E’ anche una squadra diversa. La “rivoluzione” cosa ha portato?
«Entusiasmo, perché comunque quando inizia qualcosa, il morale è a mille. Poi sono arrivati nuovi giocatori che hanno alzato la qualità, anche se sono convinto che pure prima la rosa fosse di livello. La società si è impegnata. Ora sta a noi».
Chiudiamo con una sfida personale. Che scommessa fai con te stesso?
«Di arrivare almeno a cinque gol e segnarne anche uno di testa. L’ho fatto in amichevole e anche se non si direbbe, posso volare».
Autore: Redazione NotiziarioCalcio.com / Twitter: @NotiziarioC
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