Si è tenuta questa mattina l'iniziativa "Il Calcio è Scuola", organizzata dall'AIC Equipe Campania del Coordinatore Antonio Trovato in collaborazione con l'Istituto Tecnico e Alberghiero "Francesco Morano", sito al Parco Verde di Caivano, diretto dall'innovativa e brillante Preside Eugenia Carfora. L'incontro, moderato dal Responsabile della Comunicazione dell'Albanova, Nico Erbaggio, anticipa un ciclo di seminari che si terranno nei prossimi giorni presso la stessa aula magna dell'Istituto dove si è svolta la convention odierna.
Sono intervenuti, oltre a Trovato e Carfora, anche Carmine Zigarelli, Presidente della Figc Campania, il tecnico Nello Di Costanzo e Michele Affinito, componente del Comitato Nazionale AIA. Presenti diversi addetti ai lavori tra cui Antimo Di Lorenzo, Team Manager del Giugliano, Guglielmo Tudisco, trainer dek Pomigliano e Responsabile tecnico AIC Equipe Campania gruppo Mugnano, l'avvocato Umberto Ditella, Pasquale Iadaresta, bomber della Palmese, e l'ex attaccante Francesco Mortelliti.
In videoconferenza si è collegato il Presidente AIC, e vicepresidente FIGC, Umberto Calcagno. "È importante che la Federazione agisca in piena sinergia con le scuole - le sue parole - . E dico di più: lo Sport deve entrare in Costituzione. Anche il nostro mondo, come quello della scuola, vive purtroppo episodi di abbandono. Ciò credo dipenda non dalla mancanza di passione, ma dalla modalità con cui questa si interpreta. La passione va coltivata con divertimento e senza grosse aspettative, indipendentemente dal talento".
Dopo un intermezzo musicale curato da uno studente dell'Istituto, che ha interpretato il famoso brano di Francesco De Gregori, "La leva calcistica della classe '68", ha preso la parola Antonio Trovato, il quale ha illustrato le materie del seminario che vedrà ancora l'Istituto Superiore Morano come location. "Andremo a trattare le tematiche relative all'importanza dello spogliatoio e del rispetto delle regole verso le istituzioni, che siano gli arbitri come nel calcio o i professori come nella scuola - il suo esordio -. Vogliamo instillare il principio secondo cui si debba imparare a saper perdere. Ovviamente ognuno di noi si pone nella vita l'obiettivo di vincere e migliorarsi, ma è necessario comprendere che è dalle sconfitte che si preparano le vittorie. Invece, sotto questo aspetto, passa costantemente un messaggio sbagliato. Bisogna sempre ringraziare chi ti dice un no.... Io stesso, quando ero un calciatore, mi sono infortunato ad entrambe le ginocchia in tempi diversi. Per me non è stato un motivo di avvilimento, bensì un'occasione di riscatto e di ricerca di nuovi stimoli".
Parola poi a Carmine Zigarelli: "Come Comitato siamo sempre chiamati a curare molteplici fattori. Alle spalle di una partita ricordiamo che c'è un lavoro oscuro di tanti addetti e dirigenti che devono essere formati. Noi come Comitato lavoriamo proprio per questo e i corsi li organizziamo on line anche per abbattere le distanze, gli esami invece sono in presenza. Peraltro chi ha formazione è anche abituato a rispettare maggiormente le regole perché le conosce. La nostra formazione riguarda anche gli addetti stampa delle società. Ci tengo infine a sottolineare che abbiamo organizzato già molti progetti scolastici in collaborazione col settore giovanile".
Tocca quindi a Michele Affinito: "Per i greci vincere significava semplicemente partecipare alle Olimpiadi, non vincerle. Oggi purtroppo è cambiato tutto e si interpreta lo Sport sulla base di concetti distorti. Noi dobbiamo sostenere quell'antico principio e ci tocca insegnarlo a scuola. L'errore è umano, lo commette l'arbitro come il calciatore. Ma spesso è l'arbitro a trovarsi maggiormente nell'occhio del ciclone e questo segna una mancanza di cultura sportiva. Ecco perché occorre insegnare ai ragazzi che bisogna concentrarsi solo su se stessi e che è fondamentale allenarsi per migliorarsi piuttosto che cercare alibi. È un dogma che va assolutamente trasmesso".
Chiusura con Nello Di Costanzo: "La storia del Parco Verde è analoga a quella di Quarto Oggiaro, dove ho vissuto da ragazzino. Anche lì emergeva una corposa dispersione scolastica. Ho lasciato dopo la Prima Media - poi avrei ripreso fino a laurearmi - ma molti miei compagni sono andati al cimitero o in galera. Il calcio mi ha salvato, del resto è un mondo che richiede rispetto interpersonale, regole e disciplina. Il calcio fa evolvere perché stimola partecipazione e collaborazione. La diatriba tra i due mondi, quello dello Sport e della Scuola, non deve esistere perché non ha fondamento. Non ha senso il concetto secondo cui il calcio toglie tempo alla scuola. Il calcio invece favorisce apprendimento e facoltà cognitive e per questo i due mondi possono e devono convivere. Anzi, il calcio può favorire persino l'eliminazione della dispersione scolastica. Ho un fratello che è mediatore sociale a Roma. Mi dice sempre che tanti ragazzi, che in precedenza facevano calcio ma la mattina non andavano a scuola, con la giusta persuasione sono stati convinti a legare i due aspetti. E fare Sport è diventato per loro uno stimolo ulteriore per capire l'importanza della scuola".
Dopo l'incontro si è tenuto un buffet nelle sale accoglienza dell'Istituto, a coronamento della splendida organizzazione messa in piedi per l'evento dalla Preside Carfora. A breve saranno ufficializzate anche le date e gli orari dei quattro incontri tra protagonisti del mondo del calcio e gli alunni dell'Istituto.
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