Maceratese, Marinelli sull'esonero: "La società ha fatto i capricci..."

Promozione Marche
15.01.2020 00:00 di Redazione NotiziarioCalcio.com   Vedi letture
Fonte: tribunastadio
Maceratese, Marinelli sull'esonero: "La società ha fatto i capricci..."

Essere esonerati quando si è secondi in classifica, con la capolista Atletico Ascoli che sta davvero facendo un cammino esaltante, e con un bottino di punti che in qualsiasi altro campionato garantirebbe la vetta fa sicuramente male. Così Daniele Marinelli, non più allenatore della Maceratese sulla cui panchina, come noto, è arrivato Francesco Nocera, è davvero un fiume in piena.

Mister si aspettava questa decisione?

"Assolutamente no visti i numeri importanti fatti fino ad oggi, soprattutto se confrontati con quelli della scorsa stagione dove la Maceratese ha arrancato per gran parte del campionato. Quest'anno abbiamo 12 punti in più, con un attivo di 6 punti in più, sempre riferiti alla passata stagione, rispetto a quelli che avevano le due protagoniste Valdichienti Ponte e Atletico Ascoli, siamo secondi in classifica con l'obiettivo stagionale che è ancora alla portata".

La squadra la sentiva ancora sua?

"Certamente sì, anche se bisognava lavorare perchè nel mercato invernale l'organico è stato stravolto rispetto a quelli che erano i principi cardine, anche riguardo al gioco. Noi giocavamo con gli esterni invertiti che venivano a fare i trequartisti e i terzini che si alzavano per essere i propulsori della manovra. Adesso, invece, eravamo stati costretti, dopo il mercato, a rivoluzionare il sistema di gioco per cui occorreva lavorare molto sul campo per trovare i nuovi equilibri. Purtroppo non ne abbiamo avuto il tempo".

Lei ha avuto voce in capitolo sulle operazioni di mercato?

"Ho dato la mia linea, ma il mio errore è stato quello di essermi fidato del presidente che, tra l'altro, mi aveva dato rassicurazioni soprattutto riguardo al fatto che avrebbe tenuto Jachetta che, al contrario, è stato ceduto al Valdichienti Ponte nel primo giorno di mercato. L'unico rimpianto, ripeto, è stato quello di affidarmi alla dirigenza e questo è stato un errore".

Perchè, allora, la cessione di Jachetta?

"Jachetta è stato ceduto per delle incomprensioni con la società, visto che non c'era nessun principio tecnico-tattico che ne potesse determinare la cessione. Un giocatore che era il cardine dello spogliatoio, che ha realizzato 3 gol con 9 assist e che per noi era importantissimo. La società, purtroppo, ha preso questa decisione. Se nel calcio si vuol fare bene non servono i capricci, ma bisogna seguire un filo logico per ottenere il risultato finale".

Spesso si è parlato dei suoi rapporti con Proculo. Com'erano realmente?

"Sono stati normali rapporti di lavoro tra direttore sportivo e allenatore, ognuno per le proprie competenze. Insieme ai miei collaboratori ho sempre pensato di ottenere il massimo con i giocatori che ringrazio perchè hanno sempre dato il massimo, e forse anche di più, delle proprie possibilità. In un campionato difficilissimo, dove l'Atletico Ascoli fa davvero cammino a sè arrivare secondi equivale ad una vittoria. Noi avremo sicuramente centrato la promozione in Eccellenza".

Lei spesso è stato messo in discussione. Quanto hanno pesato le pressioni esterne di stampa e tifosi?

"Siamo stati messi sotto pressione dal punto di vista tecnico dopo le vittorie di Monterubbiano e Montecosaro perchè il gioco non era soddisfacente. Peccato che in quel frangente avevamo, dalla Serie D alla Terza Categoria, il miglior attacco delle Marche e vantavamo la seconda miglior difesa. Quando si critica il gioco bisognerebbe essere molto precisi e dettagliati, considerando che i numeri parlavano nettamente a favore della squadra. Per quanto riguarda la stampa non ci ha mai pesato particolarmente. Alla squadra pesava la mancanza di serenità perchè ogni domenica ci sentivamo sotto esame non sotto il profilo sportivo, ma sotto quello umano e alla lunga la squadra, come nel secondo tempo di domencia, ha pagato".

Cosa non rifarebbe di questa esperienza?

"Rifarei tutto perchè Macerata è una piazza che ho nel cuore e non posso dimenticare l'entusiasmo per la vittoria nel derby contro la Civitanovese. L'unica cosa che non rifarei quella di fidarmi delle rassicurazioni di alcuni dirigenti che, per capricci personali, hanno minato l'alchimia che avevamo costruito in questa squadra"