L’Italia batte 2-1 il Venezuela. Spalletti trova il suo centravanti: è Retegui

22.03.2024 00:30 di Davide Guardabascio   vedi letture
L’Italia batte 2-1 il Venezuela. Spalletti trova il suo centravanti: è Retegui

Nella casa dell’Inter Miami di Lionel Messi e sotto gli occhi di Jannik Sinner - tifoso d’eccezione sugli spalti del ‘Chase Stadium’ di Fort Lauderdale – l'Italia batte 2-1 il Venezuela nella prima delle due amichevoli in terra americana e si gode Mateo Retegui, autore di una doppietta che ha il sapore di una forte candidatura per il ruolo di centravanti a EURO 2024.

Per settanta minuti Spalletti prova la difesa a tre, proponendo quel calcio moderno che non vede i calciatori imprigionati in un ruolo, ma alla ricerca costante di spazi tra le linee. Ne esce fuori una partita con qualche spunto interessante e diversi errori da una parte e dall’altra. Protagonisti Donnarumma, che in avvio para un rigore a Rondon, e l’attaccante del Genoa, che nel finale decide il match dopo che l’Italia era tornata ad indossare il consueto 4-3-3. A poco meno di tre mesi dall’inizio dell’Europeo non mancano gli spunti su cui riflettere.

Prove di difesa a tre per Luciano Spalletti, che per la prima delle due amichevoli americane sperimenta un 3-4-2-1 in cui Frattesi e Chiesa sono chiamati a muoversi alle spalle di Mateo Retegui. Davanti a Donnarumma spazio dal primo minuto a Scalvini, Buongiorno e Di Lorenzo, con Udogie e Cambiaso (all’esordio) esterni a tutta fascia e Bonaventura e Locatelli in mezzo al campo.

Pronti via e, dopo il minuto di raccoglimento per onorare la memoria di Joe Barone, il Venezuela ha subito la possibilità di sbloccare il risultato su calcio di rigore: Udogie si lascia anticipare e il pallone arriva sui piedi di Rondon, che viene cinturato in area da Buongiorno. Donnarumma para la conclusione di Rondon e Savarino spreca calciando alto sulla ribattuta. Scongiurato il pericolo gli Azzurri prendono campo, con Chiesa che svaria su tutto il fronte offensivo. Al 14’ l’attaccante azzurro sfiora il gol con un bel tiro a giro, ma è ancora Rondon cinque minuti più tardi ad andare ad un passo dall’1-0: Machis supera di Lorenzo e mette al centro, Buongiorno buca l’intervento e il bomber della Vinotinto calcia a lato da due passi.

Il Venezuela si conferma squadra forte fisicamente e con buone individualità, non è facile imporsi sul piano del ritmo. Sulle fasce sia Udogie che Cambiaso non riescono ad arrivare sul fondo, mentre Locatelli si abbassa tra i due centrali di difesa e Di Lorenzo o Scalvini cercano di farsi trovare sulla trequarti avversaria. Tanti movimenti, un calcio fluido, ma poche occasioni. Dal pressing alto dell’Italia nasce al 40’ il vantaggio firmato da Retegui, che approfitta del rinvio corto di Romo intercettato da Locatelli e con un preciso diagonale rasoterra firma l’1-0. Tre minuti più tardi però l’Italia restituisce il favore.

Donnarumma scarica su Bonaventura, che non si accorge della presenza di Machis e gli serve su un piatto d’argento il pallone del pareggio. Tre regali, due gol e un rigore sbagliato: nei primi 45’ sono più gli errori delle belle giocate.

La ripresa si apre con Barella al posto di Bonaventura e fasi di gioco confuse, complice il vento che soffia sempre più forte. Al 63’ il neo entrato Cadiz sfugge alla marcatura di Buongiorno e si presenta davanti a Donnarumma, che respinge salvando ancora una volta il risultato. Un minuto dopo triplo cambio per l’Italia: Jorginho prende il posto di Locatelli, mentre Zaccagni e Pellegrini rilevano Chiesa e Frattesi. Entra anche Zaniolo per Cambiaso, Udogie si abbassa e si torna al 4-3-3. L’ex romanista si rende subito pericoloso dalla distanza, Romo devia in angolo. E all’80 l’Italia torna avanti grazie ad uno spunto di Jorginho, che serve a Retegui un assist al bacio: tiro secco a mezza altezza e quarta rete in cinque presenze per l’attaccante del Genoa, che si candida per un posto da titolare all’Europeo. Esce tra gli applausi lasciando gli ultimi cinque minuti a Raspadori, che per poco non trova il gol dimostrando che non mancano a Spalletti le alternative.

Domenica alla Red Bull Arena, nell’area di New York, si torna in campo contro l’Ecuador. Un altro test con vista sull’Europeo, altri novanta minuti per provare qualcosa di nuovo e aggiungere al mazzo azzurro nuove carte da poter calare sul tavolo in Germania.