Spadafora: "Lavoratori e società penalizzati dal D. Sostegni. Il Coni si esponga"

24.03.2021 07:35 di Stefano Sica   Vedi letture
Spadafora: "Lavoratori e società penalizzati dal D. Sostegni. Il Coni si esponga"

Modificare immediatamente il Decreto Sostegni in discussione al Senato. E farlo su almeno quattro punti fondamentali, relativi al mondo dello Sport. È il monito di Vincenzo Spadafora, ex Ministro per le politiche giovanili e lo Sport, intervenuto in una diretta Facebook che non ha risparmiato critiche alle scelte operate in materia dall'esecutivo Draghi. 

"Comincio col ringraziare tutti voi per il sostegno e i suggerimenti. Come sapete, ho chiesto di far parte della Commissione Cultura della Camera che si occupa di Sport. È una materia di cui continuerò ad occuparmi fino al termine della legislatura. Lo dico con sincerità: avevamo aspettative diverse dal Decreto Sostegni. In passato abbiamo approvato tanti Decreti e ci dicevano che era troppo poco. Probabilmente è vero e si poteva fare di più. Ma adesso siamo tornati molto indietro. Sono rimasti solo i bonus per i lavoratori sportivi ma con caratteristiche molto diverse. Intanto mancano i fondi per ASD e SSD. Noi i soldi li avevamo trovati, adesso non arrivano proprio. Questo è un problema visto che abbiamo sempre detto che le società devono arrivare vive alla riapertura. Noi avevamo previsto due meccanismi, il Credito d'imposta e il prestito a tasso zero dal Credito sportivo. I club riuniti nel Comitato 4.0 hanno fatto non a caso un comunicato duro in tal senso. Fatto sta che il Decreto Sostegni andrà prima al Senato e noi dovremo premere assolutamente sui colleghi senatori per migliorarlo. Si dice che adesso, relativamente ai bonus, sia stato adottato un meccanismo più equo, che è quello delle fasce di reddito. Ma come si fa a sostenere ciò? Ci si basa sui redditi del 2019 quando c'è chi non ha lavorato per tutto l'anno di cui si parla. Noi abbiamo dato la stessa cifra a tutti, è vero, ma sfido chiunque a dire di essersi "arricchito" con questa somma, peraltro in un momento di emergenza collettiva. Non esiste una formula perfetta quando si tratta di tutelare un mondo di 500mila persone alle quali finalmente stiamo riconoscendo l'importanza del loro lavoro. Ora dobbiamo premere sul Senato per apportare delle modifiche. Abbiamo poco tempo e serve l'aiuto della Sottosegretaria Vezzali la quale, devo dire, sta lavorando duro, anche se non è facile. Essere stata una campionessa riconosciuta è un conto, amministrare è un altro e mi auguro che la lascino lavorare. Tuttavia se c'è una cosa che devo rimproverare al M5S, è quello di non aver insistito nel rivendicare la titolarità di un percorso avviato nel mondo dello Sport. E non lo dico per rivendicare un privilegio personale. Col bonus elargito per scaglioni, Sport e Salute rischierà di bloccarsi perché arriverà una serie di richieste e chiarimenti che questa struttura non è attrezzata a soddisfare. Si rischia di arrivare all'estate per accontentare tutti e di portare sulla coscienza migliaia di persone. Siete in molti a scrivermi che non si può più perdere tempo. Sono drammi che solo chi li vive da vicino può capirli. Io vengo da una famiglia umile e, quando leggo le vostre mail, mi compenetro molto nelle vostre sofferenze. Ribadisco, restano quattro problemi sul tappeto da risolvere in Senato: bonus, fondo perduto per ASD e SSD, Credito d'imposta e prestito presso l'Istituto del Credito sportivo. Ora si vorrebbero utilizzare per il fondo perduto i 50 milioni stanziati dal nostro governo per altri obiettivi: bonus alle famiglie, incentivi alla ripartenza. A parte che 50 milioni sono pochi per il fondo perduto, ma poi si toglierebbero risorse per le riaperture. Quando tutto questo sarà finito, anche le società sopravvissute avranno bisogno di aiuto dopo oltre un anno di fatturato perso".

Riforma dello Sport. "È legge, ma sento nel dibattito alla Camera che molti deputati esprimono preoccupazione per il riconoscimento di diritti ai lavoratori sportivi. Un paradosso. È ovvio che, con la crisi che c'è stata, far pesare immediatamente questi cambiamenti sulle società sarebbe stato un disastro. È una riforma che non a caso sarebbe dovuta entrare in vigore fra un anno. E non è un caso che avevamo stanziato 100 milioni di euro per sostenere le società nei contributi che avrebbero dovuto versare allo Stato e ai lavoratori sportivi. Nessuna delle due parti, lavoratori e società, pagherà contributi per i primi due anni. Perciò nessuno si inventi scuse per dire che non ce la fa. Se qualcuno pensa di modificare questa legge, significa che non c'è la volontà di risolvere una volta per tutte il problema delle tutele che meritano i lavoratori sportivi, ai quali dico di essere vigili e fare attenzione. Qualcuno vuole modificare degli aspetti basilari, anche relativi all'entrata in vigore della riforma, che si vorrebbe posticipare a 10 anni. Anche il Coni faccia il Coni e, dopo aver fatto decine di comunicati per esprimere felicità per la nomina di Valentina Vezzali, batta finalmente i pugni per i diritti di società e lavoratori sportivi, e non pensi solo a tutelare se stesso. Altra scommessa di questa legislatura deve essere l'approvazione del DDL 992, che riguarda l'introduzione dell'insegnante di Scienze Motorie nella scuola primaria. Sarebbe un successo di tutti, non è una questione di colore politico visto che il governo attuale comprende quasi tutte le forze politiche. Anche qua siamo fermi al Senato e bisogna completare l'iter. Poi c'è il miliardo di euro del Recovery Plan riguardante la riqualificazione degli impianti sportivi. Mi auguro che la Vezzali sia in grado anche di migliorare questa parte".