Il debutto casalingo di mister Lucio Brando sulla panchina del Follonica Gavorrano, terminato con una sconfitta per 4-2 contro il Grosseto, non ha spento l’entusiasmo dell’allenatore. Nonostante il risultato negativo, Brando ha voluto subito dedicare un "grandissimo applauso ai ragazzi," riconoscendo loro il merito di aver onorato l'impegno con una dimostrazione di "abnegazione messa per i 95 minuti." L’atteggiamento, ha sottolineato il mister, era esattamente quello "che alla fine veniva richiesto loro."
Entrando nel merito della partita, l'analisi del tecnico si è fatta più amara, concentrandosi sull’occasione sprecata nel primo tempo. Brando ha infatti rilevato come il Follonica Gavorrano avrebbe dovuto chiudere la frazione in netto vantaggio: "dopo un primo tempo così insomma, al 42º, dovevamo essere sopra credo anche abbastanza abbondantemente tra gol, rigore, situazione a tu per tu col portiere."
Tuttavia, il calcio non ammette distrazioni, e il Follonica Gavorrano ha dovuto scontrarsi con la forza di un avversario di prim'ordine. Il Grosseto è una squadra che possiede "delle qualità che sui 95 minuti si fanno sentire" [01:15]. Il divario si è palesato soprattutto quando il Follonica Gavorrano ha esaurito le energie, un momento in cui l'avversario ha mostrato la sua "forza d'urto sia dall'inizio che a partita rotta." L’efficacia del Follonica Gavorrano è stata tangibile "fino a quando ci hanno sorpasso un pochettino le energie, poi qualcosina abbiamo abbiamo perso."
Uno degli elementi più significativi toccati dall'allenatore è stata la reazione tattica del Grosseto, che nel corso della gara ha modificato il suo schieramento. Brando ha rivendicato questo come un successo della sua squadra, respingendo l'idea che la sconfitta sia stata un problema tattico interno. "Far cambiare il modulo alla squadra avversaria così, credo che sia stato un merito nostro," ha spiegato, evidenziando che aver costretto gli avversari a rivedere i piani è "un segnale importante."
La difficoltà non è stata di natura tattica, ma è da ricondurre alla reazione avversaria: "non credo che sia stato un problema di modulo," quanto piuttosto alla "forza d'urto che ha questa squadra qua." Il Grosseto, infatti, doveva recuperare il risultato, e si è spinto in avanti con "dei numeri fotonici" e un baricentro più alto.
La priorità per Lucio Brando non è la classifica immediata, che il mister preferisce non guardare per non cadere nell'ipocrisia, ma la costruzione di una solida "identità." Il processo è appena iniziato: "Sono qui da 14 giorni," ha ricordato, usando la metafora per dire che, rispetto alle altre squadre, loro sono ancora al "15º giorno di lavoro" e hanno "un gap da recuperare."
La sfida è titanica, in quanto il tecnico ha voluto imprimere una svolta totale al metodo di lavoro: "Abbiamo cambiato radicalmente tutto dalla metodologia alla all'aspetto tecnico all'aspetto organico. Abbiamo cambiato completamente baricentro, tutto." Nonostante il brevissimo tempo a disposizione, è "cosa veramente molto poco scontata" che la squadra abbia già "cominciato a far vedere qualcosa di vero, qualcosa di importante."
Brando ha concluso ribadendo che la prestazione vista, ricca di impatto emotivo e determinazione, non è un evento isolato dovuto al blasone dell'avversario o al derby. La sua richiesta è che questa "impronta" diventi la normalità: "Questa è la squadra che io voglio vedere," ha ribadito, promettendo che questa mentalità verrà portata avanti "anche domenica prossima a Camaiore."
Il Follonica Gavorrano deve ragionare "di settimana in settimana, di partita in partita," cercando di "migliorare e aumentare la nostra la nostra identità." Il mister si è detto "altamente positivo," e convinto che, col tempo, l'identità della squadra "verrà fuori" e che "questa squadra diventerà probabilmente sempre più forte." Il lavoro è solo all'inizio, ma le basi per la crescita sono state gettate con convinzione.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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