Un sonoro 3-0 subito in casa contro la Giana Erminio ha segnato il secondo passo falso consecutivo per la Pergolettese, una squadra che non riesce a trovare la vittoria da metà settembre. In un momento così delicato, l’amministratore delegato Mauro Duca ha preso la parola in conferenza stampa, ponendosi come unico interlocutore per la stampa e assumendosi la responsabilità dell'attuale crisi di risultati.
La società in prima linea per gestire il momento critico
L'assenza di altri esponenti della squadra o dello staff tecnico non è stata casuale, ma una scelta precisa del club, che ha voluto affrontare la situazione con estrema trasparenza e serietà. Duca ha spiegato le motivazioni di questa scelta, sottolineando la necessità di fare quadrato di fronte alle difficoltà.
"Abbiamo preferito così. In situazioni come questa vogliamo metterci la faccia in prima persona. Io rappresento la società, lo staff e tutta la squadra. È meglio gestirla in questo modo," ha affermato Duca, manifestando la volontà di ricondurre la discussione a un livello istituzionale e non personale.
La delusione non ammette scuse né deleghe
Il dirigente gialloblù ha poi analizzato la radice della profonda delusione, che non è circoscritta all'ultima partita ma si estende al periodo complessivo che la squadra sta attraversando. Pur ammettendo che il risultato finale, inatteso nelle sue proporzioni, è difficile da digerire, Duca ha respinto fermamente la tentazione di cercare capri espiatori.
Pur riconoscendo episodi arbitrali discutibili, come il mancato rigore in avvio di gara e una possibile sanzione meno severa in un'altra circostanza, l'amministratore delegato ha sottolineato che tali eventi non sono sufficienti a giustificare il netto risultato. "Non vogliamo cercare alibi. Abbiamo perso, non ce l’aspettavamo in questo modo. Potrei parlare di episodi – un rigore secondo me netto e secondo tutti quelli che erano al 'Voltini' o l’hanno visto in televisione – ma non avrebbe cambiato la partita," ha commentato Duca, aggiungendo che le decisioni del direttore di gara hanno però esasperato un clima già teso.
Il messaggio centrale lanciato dalla società è stato categorico: basta con le giustificazioni. "Ma siamo stanchi della cultura degli alibi. Dobbiamo andare dritti al punto: dobbiamo fare risultati e in questo momento non ci riusciamo."
Il futuro tecnico e la ricetta per uscire dalla crisi
La mancanza di vittorie, che si protrae dal 12 settembre, ha reso inevitabile affrontare il tema delle scelte future, in particolare quelle che riguardano la guida tecnica. Duca ha confermato che la dirigenza si prenderà il tempo necessario per valutare ogni scenario.
"Ci penseremo nelle prossime ore e nei prossimi giorni. È chiaro che siamo in una fase di carenza di risultati, dobbiamo invertire assolutamente la tendenza," ha ammesso Duca. Il momento, pur non essendo irreversibile, è delicato, poiché "crea un’atmosfera che non aiuta a lavorare sereni, staff compreso."
Riguardo ai possibili rimedi, l'unica soluzione individuata dal massimo dirigente è l'applicazione costante e quotidiana. "Se avessimo la bacchetta magica non saremmo qui a parlarne. Il campionato è ancora lungo, non è la fine di tutto. Ne usciamo solo con la consapevolezza di non avere alibi e concentrandoci sul nostro percorso. I rimedi sono lavorare, lavorare e lavorare. Lo facciamo ogni giorno."
L'analisi sulla prestazione e il caso Parker
Analizzando il campo, l'AD ha ammesso che la squadra è sembrata inizialmente timorosa e contratta, complice anche un assetto tattico inedito reso necessario da diverse assenze di "pedina che strutturalmente ci dà una grossa mano non c’era." Tuttavia, l’approccio è migliorato, portando a una chiara occasione da gol neutralizzata da un grande intervento del portiere avversario.
Il tecnico ha poi commentato il caso di Parker, espulso per la seconda volta. Duca ha riconosciuto che il giocatore, pur essendo "molto in palla" all'inizio, è stato sopraffatto dalla frustrazione: "Crea nervosismo, un’atmosfera che a volte diventa pesante." Nonostante l'episodio sfortunato, Duca ha voluto sottolineare l’impegno del calciatore fino all'ultimo istante. "Mi è piaciuto che sotto 3-0 rincorresse ancora la palla con quella voglia. È stato un momento bello, finito però con un fallo di frustrazione. Non qualificherei la sua partita per quell’episodio."
In conclusione, l’amministratore delegato ha voluto riservare un caloroso ringraziamento ai sostenitori, che non hanno mai fatto mancare il loro apporto: "Non hanno mollato un secondo la squadra, anche quando sarebbe stato facile andarsene. Ci danno una gran mano e ci devono far pensare che questo ambiente merita. Siamo concentrati su questo."
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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