Eccellenza sempre "congelata": lo stop causato dall'emergenza Coronavirus è partito a fine febbraio, e le tempistiche di una eventuale ripresa sono ancora tutte da decifrare. Ovviamente, si potrà tornare in campo solo in condizioni di assoluta sicurezza sanitaria: adesso è tuttavia impossibile stabilire una data precisa in tal senso, e addirittura non si sa nemmeno se il calcio dilettantistico potrà completare il programma della stagione 2019/2020.
"Di certo, non siamo seduti in poltrona a osservare gli eventi - sottolinea Francesco Tognetti, difensore della Folgore Rubiera San Fao - In queste settimane ciascuno di noi sta portando avanti un preciso programma di attività fisiche, da svolgere all'interno della propria abitazione: l'obiettivo è quello di mantenersi in forma, per non vanificare il grande lavoro svolto fino a febbraio. Senza dubbio gli allenamenti di gruppo sono ben altra cosa, ma ora serve una forte e ragionevole dose di pazienza: attualmente la priorità generale sta nel superare quanto prima questa emergenza Coronavirus, e tutti dobbiamo dare un preciso contributo in tal senso attenendoci scrupolosamente alle disposizioni delle autorità. Di calcio giocato torneremo a parlare appena possibile, quando sarà tornato un minimo di necessaria tranquillità".
Dal punto di vista strettamente sportivo, è aperto il dibattito in merito alle sorti di questa annata agonistica. All'interno della vasta gamma di pareri, non manca chi ipotizza di riprendere i campionati anche a maggio o a giugno per poi terminarli in piena estate. Qual è la tua opinione in merito?
"Di certo l'aspettativa generale sta nel riprendere l'attività agonistica nel tempo più rapido possibile, anche e soprattutto perchè ciò equivarrebbe a un deciso e definitivo miglioramento della situazione sanitaria: d'altronde i fatti mi sembrano evidenti, e dunque ho il fondato timore che l'annata 2019/2020 sia terminata qui.
Al momento, nessuno può individuare con sicurezza la data in cui l'allarme Coronavirus sarà concluso: di conseguenza, l'incertezza delle tempistiche rappresenta un ostacolo di grande rilievo nell'ipotizzare una ripresa dei campionati. Inoltre, prima di ricominciare con gli impegni ufficiali, sarebbe necessario prepararsi svolgendo almeno 15 giorni di allenamenti in gruppo: ciò sposterebbe il calendario ulteriormente in avanti, con tutti i problemi che ne conseguono.
E poi, non dobbiamo dimenticarci quella che sarebbe la conformazione dell'agenda: restano ancora 10 partite più gli spareggi, e ciò costringerebbe a giocare almeno 2 o 3 volte a settimana. Un'idea difficilmente realizzabile, specie considerando i problemi a cui andiamo incontro come collettività: con la situazione economica generale che va profilandosi, la prospettiva di giocare così tanti recuperi infrasettimanali sarebbe un sacrificio molto pesante per società, giocatori e allenatori".
Se effettivamente non si potrà più scendere in campo prima di settembre, resta poi il punto interrogativo sui provvedimenti da prendere in merito alle attuali classifiche. Osservando l'attuale graduatoria di Eccellenza, adesso la Folgore Rubiera San Fao sarebbe direttamente retrocessa: d'altro canto mancherebbero ancora 10 gare, e dunque a livello teorico ci sarebbe ancora tempo e spazio per conquistare la salvezza diretta. Tu cosa suggeriresti di fare?
"Di certo non vorrei essere nei panni del Comitato Regionale Figc. Qualora lo stop definitivo dei campionati dovesse concretizzarsi, la decisione che i dirigenti federali dovranno prendere sarà senza dubbio tra le più complesse: non esistono precedenti, e comunque vada ci sarà inevitabilmente qualche scontento.
A costo di sembrare troppo diplomatico, io non mi schiero apertamente per una soluzione o per l'altra: questo perchè ritengo che ora il calcio non debba essere in cima ai pensieri della collettività, ed è un concetto che vorrei ribadire con forza ancora una volta. Dopo il Covid-19 dovremo fare i conti con aziende che rischiano la chiusura, e con realtà imprenditoriali che comunque saranno chiamate a faticare parecchio per salvaguardare i posti di lavoro. Si tratta di scenari che stanno iniziando a materializzarsi già adesso, e che non mancheranno di interessare anche il calcio dilettanti: peraltro, sono concetti che anche il nostro ds Tagliavini ha avuto modo di ribadire in questi giorni.
Dunque ora bisogna pensare innanzitutto alla salute e al lavoro, e poi al futuro dell'universo che ruota attorno al calcio dilettanti: detto questo, il discorso legato a promozioni e retrocessioni passa inevitabilmente in secondo piano".
Osservando i risultati sul campo, la Folgore stava comunque portando avanti un cammino in ascesa: basti pensare al successo casalingo sul Felino, nell'ultima gara prima della sospensione...
"Quel successo ha avuto un'importanza specifica davvero notevole, non solo dal punto di vista numerico o statistico: superando il Felino, siamo finalmente riusciti a ottenere ciò che purtroppo ci era sfuggito nei turni precedenti. Bisogna infatti ricordare che provenivamo da ben 4 mesi senza vittorie, 4 mesi in cui abbiamo raccolto comunque meno rispetto a ciò che avremmo meritato.
Inoltre, al di là di questo, credo che sia da sottolineare la nostra reazione dopo le difficili settimane di dicembre. Come sapete, prima di Natale il nostro organico ha subìto una vera rivoluzione: si tratta di un passaggio che ha anche implicato momenti complessi e delicati. Ad ogni modo noi siamo comunque riusciti a ripartire con slancio, senza farci influenzare in modo negativo dagli eventi: al contrario siamo riusciti a trovare ulteriore linfa motivazionale, anche grazie all'entusiasmo dei nuovi arrivati. Purtroppo, l'eventualità di non poter conquistare la salvezza sul campo dispiace parecchio: d'altro canto ora l'obiettivo primario è quello di ritrovare la serenità generale, un traguardo da raggiungere che rappresenta anche il miglior augurio da rivolgere e rivolgerci".
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