Prosegue l'ottimo momento del Pineto, che ha raggiunto il sesto risultato utile consecutivo in campionato e, con la seconda vittoria di fila ottenuta contro il Carpi, si è insediato al quinto posto in classifica. Numeri di assoluto spessore per la formazione abruzzese, che sta dimostrando una notevole solidità e coesione.
Il tecnico Ivan Tisci ha analizzato il periodo positivo in sala stampa, riconoscendo come la svolta sia arrivata già da qualche settimana, ma senza mai dimenticare l'equilibrio.
«La classifica si era già aperta, a mio avviso, dopo le due affermazioni ottenute in casa. E come ho sempre sostenuto – e oggi potrebbe apparire ovvio ribadirlo – non provavo alcuna inquietudine quando, sfortunatamente, sono sopraggiunte quelle sconfitte, anche perché in questo torneo le battute d’arresto possono verificarsi in qualunque momento. Perciò oggi siamo qui a discutere di questa posizione in graduatoria, specialmente di questi punti conquistati – e mancano ancora diverse giornate al termine del girone d’andata – abbiamo superato la metà del traguardo che ci condurrebbe ai noti 42 punti».
Tisci si è dichiarato felice per il rendimento dei suoi ragazzi, lodandone l'approccio alla gara sin dal fischio d'inizio.
«Sono indubbiamente soddisfatto, ma ritengo che oggi i ragazzi abbiano offerto un’altra prestazione di spessore, fin dal primo minuto, nell’atteggiamento, nel modo in cui intendevano mettere in difficoltà una squadra che proveniva da un periodo di forma significativo. E credo che il merito di ciò che si è visto oggi sul campo sia sicuramente da attribuire anche e soprattutto ai miei ragazzi. Dunque, sono contento. La realtà è questa: dobbiamo proseguire sulla strada intrapresa. Spero di recuperare al più presto tutti gli effettivi per poter gestire al meglio la sostituzione di qualcuno. Però in questo momento ho ben poco da rimproverare ai miei giocatori: stiamo spingendo forte, quindi bravi loro».
Il Carpi, secondo l'allenatore, rappresentava un ostacolo di rilievo, e la vittoria assume un valore ancora maggiore proprio per la caratura dell'avversario.
«La prova è stata importante perché eravamo consapevoli che per ottenere un risultato – e io intendo un risultato che può essere la vittoria, che chiaramente ricompensa appieno lo sforzo, ma anche un pareggio, per dare continuità, perché anche i punti raccolti nel lungo periodo sono utili – era necessario sfoderare un’altra performance di livello. Affrontavamo una squadra guidata bene, che presidia il campo in modo eccellente: se le concedi spazio, ti crea grattacapi con calciatori di pregio. E ciò è stato evidente anche con i cambi nel secondo tempo, poiché hanno inserito ulteriori elementi capaci di metterci in apprensione là davanti. Di conseguenza, abbiamo compiuto il nostro dovere e la prestazione è stata notevole. Ora ci godiamo questa vittoria, e questa classifica».
Tisci ha poi confermato la veemenza mostrata soprattutto nella prima frazione di gioco.
«È un aspetto su cui lavoriamo con costanza. Conosco questi ragazzi dall’anno scorso: per il modo in cui si allenano, ero certo che la performance sarebbe stata all’altezza».
Riguardo un episodio chiave della gara, il rigore concesso, ha commentato:
«Se Cortesi avesse mantenuto il suo standard abituale, forse staremmo parlando di un pareggio. Ma il campo ha stabilito diversamente».
L'allenatore ha poi evidenziato la crescita complessiva del gruppo, preferendo sottolineare i progressi collettivi rispetto ai singoli.
«Non mi piace focalizzarmi sui singoli, ma quando è opportuno farlo, perché no? Pippo (D'Andrea) ha messo da parte la sua qualità per sacrificarsi, Nebuloso cresce in personalità. Potrei menzionarli tutti. Vedo un avanzamento anche in coloro che giocano meno. La panchina vive la squadra, lo spogliatoio è compatto: questo è il segnale più significativo».
Infine, un pensiero al breve periodo di crisi di qualche settimana fa, superato grazie alla fiducia reciproca.
«C’è stata una vera e propria tempesta in soli quindici giorni: disattenzioni, errori imputabili a noi. Ma i ragazzi ne sono usciti egregiamente. Non ero preoccupato: li vedo lavorare tutti i giorni, li conosco. I nuovi arrivati si sono integrati con una rapidità impressionante».
Un ultimo ringraziamento è stato riservato alla dirigenza.
«Il direttore mi ha costantemente supportato, e il presidente mi ha sempre tranquillizzato. Oggi raccogliamo i frutti di un lavoro avviato l'anno scorso, costruito sull'investimento nei giovani».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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