Il Monastir si è aggiudicato il sentito derby contro l'Olbia, ma la soddisfazione per i tre punti ottenuti al "Bruno Nespoli" è stata temperata da un'amara riflessione. Marcello Angheleddu, tecnico della squadra vincitrice, ha offerto ai giornalisti un'analisi che è andata oltre il mero risultato sportivo, concentrandosi sulla tensione palpabile che circonda gli avversari.
Nel commentare la vittoria, Angheleddu ha subito espresso il suo rammarico per l'atmosfera che ha dominato l'evento, sottolineando come l'attuale congiuntura in casa Olbia abbia oscurato il confronto agonistico.
“Difficile parlare di calcio, per la situazione surreale che si è creata e per il clima che c’è attorno all’Olbia. È una cosa che mi dispiace, perché sarebbe bello confrontarsi e parlare di calcio e di quello che succede in campo. Ci dispiace per quello che sta succedendo.”
Il desiderio dell'allenatore era quello di vivere un derby incentrato unicamente sulla competizione sportiva, libero dalle preoccupazioni esterne.
“Sì, certo sono contento del risultato. Ripeto: mi sarebbe piaciuto vivere un derby di calcio vero, perché poi ci sono troppe componenti che hanno per forza spostato l’attenzione su altri aspetti. Sarebbe bello ogni volta venire, confrontarsi sul calcio e viverlo così ogni volta.”
La speranza, non celata, è che la normalità possa tornare a regnare: “Speriamo di poterlo fare a Olbia in futuro e in tutti i campi dove andremo a giocare. Il derby di ritorno? Ce lo auguriamo tanto, vorrebbe dire che le cose si sistemano e sarebbe un vantaggio per tutto il movimento calcistico”.
Tornando al gioco, Angheleddu ha riconosciuto la capacità della sua squadra di capitalizzare le occasioni nella prima frazione di gara.
“Sì, siamo stati bravi a chiudere due situazioni. Abbiamo chiuso una con l’interno di centrocampo che in una ha segnato e nell’altra ha calciato con il gol sulla ribattuta.”
Tuttavia, ha anche evidenziato una pecca nella gestione della partita successiva ai gol, che ha definito una forma di "immaturità".
“Poi abbiamo avuto un po’ di immaturità nella gestione di certe situazioni.”
I tre punti conquistati in trasferta, specialmente in una stracittadina, acquistano un peso notevole in prospettiva, come ha ribadito il mister del Monastir.
“Se andiamo a guardare lato classifica è una situazione che ci agevola, perché ci permette di agganciare altre squadre a 17 punti e preparare con più tranquillità le prossime partite. Tre punti in trasferta, in un derby, pesano a fine campionato.”
Per quanto riguarda il percorso generale nel torneo, l'attenzione non è rivolta solo ai risultati di squadra, ma soprattutto alla crescita dei singoli elementi.
“Dobbiamo sistemare un pochino delle situazioni delicate. Di seguito, se andiamo sul lato campo, punteremo oltre che al risultato di campo ai risultati individuali di ogni ragazzo, che deve pretendere da se stesso una crescita e usare quest’anno come trampolino di lancio.”
Nonostante la vittoria, Angheleddu ha tenuto a precisare che le difficoltà del Monastir non sono comparabili a quelle attraversate dall'Olbia. Ha espresso piena consapevolezza delle problematiche che hanno colpito gli avversari, riconoscendo al contempo il loro valore tecnico.
“Per onestà bisogna dire che la nostra situazione non è paragonabile a quella dell’Olbia, per quanto molto difficile. L’Olbia era rimaneggiata e ha perso pezzi, però allo stesso tempo l’allenatore è molto bravo e in campo ha grandissime individualità, ragazzi che oltretutto in questo momento stanno subendo quello che gli orbita intorno. Questo li ha penalizzati, bisogna mettere sul campo queste componenti.”
L'allenatore ha quindi riconosciuto come le dinamiche ambientali stiano influenzando negativamente le prestazioni di giocatori altrimenti di alto livello.
L'attenzione si sposta ora sulla prossima partita contro l'Anzio, che rappresenta per il Monastir un ulteriore banco di prova sulla via del progresso continuo.
“L’obiettivo sarà superare un ulteriore gradino, dare continuità alle prestazioni e continuare la struttura, le prestazioni e la crescita dei giovani. È quello che abbiamo maggiormente a cuore.”
L'imperativo è dunque proseguire nel percorso di miglioramento sia dal punto di vista della performance di squadra che dello sviluppo dei talenti emergenti.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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