Un pareggio senza reti, quello tra Paganese e Ferrandina, che ha lasciato l'amaro in bocca alla formazione campana nonostante una prova di grande carattere e dominio territoriale. Dalla sala stampa, Mister Raffaele Novelli ha offerto una disamina dettagliata e schietta, lodando l'impegno difensivo dei suoi e la costante gestione del gioco, ma puntando il dito contro le difficoltà intrinseche nel superare un avversario ossessivamente chiuso.
"La squadra non ha subito niente, l'avversario praticamente zero," ha esordito il tecnico, confermando l'ottima fase di non possesso e l'approccio propositivo tenuto per l'intera durata dell'incontro. La Paganese ha imposto il proprio gioco, consapevole di incontrare una squadra che si sarebbe rintanata: "Sapevamo che inquadravamo una squadra che sotto l'aspetto difensivo non si alzava, rimaneva bassa." Il Ferrandina, ad eccezione dei primi cinque minuti della ripresa, ha schierato un vero e proprio catenaccio, un "5 + 3 con otto a difendersi," rendendo la creazione di spazi quasi impossibile.
Il rammarico principale del Mister risiede nel non aver trovato il guizzo vincente, una carenza che in altre occasioni non si era manifestata: "Forse qualche altra partita alla mezza occasione abbiamo fatto gol, questo no." Nonostante ciò, l'idea di squadra di provare a scardinare il fortino "fino all'ultimo," cercando incessantemente lo spazio, è l'aspetto che lo ha reso più soddisfatto. Trovare soluzioni contro squadre che adottano "una sola fase di gioco e bassi" è notoriamente arduo, ma Novelli ha già avvertito il gruppo: "Dobbiamo entrare in mentalità che già nelle prossime partite potremmo trovare le stesse situazioni, ci dobbiamo allenare." Il tecnico ha citato un esempio lampante, quello del Ferrandina che, in una precedente gara, ha trovato il gol al ventesimo e si è difeso con successo per i restanti settantacinque minuti.
In questo contesto, il Mister ha voluto alzare l'asticella del discorso, respingendo con forza l'idea di classificare gli avversari in base alla loro forza intrinseca. Interrogato sulla ricorrente sofferenza contro le "squadre piccole," Novelli ha tagliato corto: "Non esiste il calcio squadre piccole. Questo è, oggi come oggi, il calcio che si gioca di organizzazione, mentalità e intensità." A suo avviso, è il rettangolo di gioco a decretare il valore, non l'etichetta, e le squadre che eccellono nella fase di non possesso possono creare enormi vantaggi a prescindere dal nome.
La forza della Paganese, secondo Novelli, risiede nella sua coesione. Nonostante l'assenza degli spazi, la formazione "non si è mai disunita, non si è mai innervosita," mantenendo sempre "la lucidità e la tranquillità." Questo è un segnale di una squadra che sta costruendo non solo risultati, ma anche "la personalità, il carattere di squadra che sta crescendo."
A livello tattico, il tecnico ha riflettuto sull'importanza di trovare nuove soluzioni, pur non volendo stravolgere la sua idea di gioco basata su una punta e due esterni, supportati da tre centrocampisti che permettono di "attaccare tra le linee e creare superiorità numerica." Un elemento chiave, in questo senso, è venuto meno: l'infortunio a Pierdomenico ha privato la squadra di un attaccante esterno con la capacità specifica di "entrare tra le linee," essenziale per "rompere l’armonia all'avversario" contro difese chiuse.
Novelli ha anche sottolineato la necessità di velocizzare la manovra, correggendo qualche "tocco in meno" e migliorando la scelta del calciatore per avvolgere la difesa. Inoltre, ha riconosciuto che soluzioni come i "palli inattivo e tira lontano sono situazioni che poi ti possono sbloccare le partite," ammettendo che, pur avendole cercate, in alcune occasioni le opposizioni avversarie non hanno consentito la conclusione.
La filosofia del Mister si riflette anche nella gestione del gruppo, dove si sottolinea l'importanza di chi parte dalla panchina, in quanto "la forza [della squadra] è proprio chi subentra." Novelli ha elogiato il giovane difensore Isufi (classe 2006), definendolo un profilo che ha fatto "benissimo fino adesso," così come Roger Figueras, un giocatore di "grande qualità" che ha saputo attendere il suo momento.
Sulla situazione infortuni, Pierdomenico ha subito "una distorsione" alla caviglia in un'azione di gioco, e lo staff punta a recuperarlo il più rapidamente possibile.
Interrogato sulle aspettative iniziali, Novelli è rimasto cauto: "Io onestamente non mi faccio mai illusione," ma ha sempre creduto nel "potenziale" della squadra. Per lui, la classifica è un fattore secondario; ciò che conta è l'idea di gioco e la coerenza: "Noi se siamo bravi a non esaltare ci né deprimerci e dare continuità a quello che stiamo facendo, avremo meno difficoltà."
La visione del Mister va oltre il campo e coinvolge l'intero ambiente, lodando la serietà della società che, anche nelle sconfitte, "non hanno creato assolutamente nessuna difficoltà." Il sogno è ambizioso ma possibile: "Sono sempre convinto che a Pagani calcio si può fare, ne sono convinto perché hanno dimostrato avere cultura" e passione. Per realizzare pienamente il potenziale, serve un'unione di intenti: "Se c'è unità di intenti da parte società, squadra, tifoseria, giornalisti, politica, un po' tutti insieme." La chiave per il successo finale, conclude, sarà l'applicazione costante dei valori fondamentali: "Organizzazione, mentalità, intensità, fame... e appartenenza."
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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