Dopo un periodo di silenzio stampa, l'allenatore del Taranto, Ciro Danucci, ha scelto di parlare apertamente a seguito del pareggio per 1-1 ottenuto contro l’Atletico Racale.
Un risultato agrodolce che, a suo dire, nasconde una miriade di difficoltà, dal terreno di gioco impraticabile a una direzione arbitrale decisamente sfavorevole. Le sue dichiarazioni sono state un fiume in piena, analizzando senza filtri la prestazione della squadra e il contesto della gara.
L'analisi della partita inizia proprio dalla sua cornice, un campo che il mister non esita a definire in condizioni pietose. Danucci ha sottolineato come la complessità del match sia tutta racchiusa in quel fattore ambientale: «Abbiamo fatto la nostra partita su un campo dove è difficile anche solo giocare». L'andamento della gara ha visto i rossoblù in svantaggio, costretti subito a far fronte a due infortuni che ne hanno minato l'assetto. Nonostante ciò, la squadra ha saputo reagire, neutralizzando un rigore grazie a De Simone e creando sul finale le premesse per la vittoria. L'episodio più discusso arriva proprio negli istanti conclusivi: «Mi dicono che negli ultimi cinque minuti la palla fosse entrata di parecchio», una circostanza che, se confermata, avrebbe cambiato il risultato.
Il terreno di gioco, di fatto, è stato un avversario in più. «Non so se siete entrati in campo, era completamente sconnesso, pieno di buche, rattoppato», ha spiegato Danucci, evidenziando come una superficie del genere renda quasi impossibile la pratica del calcio giocato. Data l'irregolarità, la strategia tattica è stata necessariamente condizionata: «Con un terreno così impostare dal basso è controproducente, abbiamo fatto quello che potevamo».
Un altro elemento che ha pesato sul risultato, secondo il tecnico, è stata la performance del fischietto. Danucci non ha usato mezzi termini nel giudicare l'operato del direttore di gara: «Oggi l’arbitro è stato in pessima giornata». L’elenco delle decisioni contestate è lungo: «All’inizio c’è un rigore netto su Konate: lui è a due passi e non lo dà». A ciò si aggiunge la presunta irregolarità sull'azione del gol subito: «Sul loro gol c’è un fallo nettissimo dell’attaccante sullo stesso Konate». Questi, e altri tre o quattro episodi sbilanciati a sfavore, hanno di fatto "indirizzato la partita" in modo negativo per il Taranto.
Sul fronte degli infortuni, la sorte non ha certo assistito i pugliesi, costretti a operare ben tre sostituzioni forzate. «Non siamo stati fortunati. Monetti è uscito per un problema alla spalla, Hadziosmanovic per una distorsione alla caviglia e nel secondo tempo anche Souare ha avuto un infortunio muscolare». Questi cambi forzati hanno messo in luce lo sforzo a cui è sottoposto il gruppo, formato da un numero ridotto di giocatori chiamati a scendere in campo ogni tre giorni: «Questi ragazzi stanno giocando ogni tre giorni. Siamo praticamente sempre gli stessi dall’inizio, a parte Aguilera e Losavio che sono arrivati da poco».
Nonostante tutte le problematiche, Danucci ha espresso soddisfazione per il punto conquistato: «Siamo venuti qui per vincere come sempre, ma su un campo del genere e con tutto quello che è successo mi tengo stretto il punto». Ritiene che si tratti di un risultato fondamentale, ottenuto su un campo dove molti faranno fatica. Il vero motivo di orgoglio, tuttavia, risiede nell’atteggiamento della squadra: «L’atteggiamento dei ragazzi è la cosa che salvo di più: non mollano mai, restano sempre dentro la partita, anche quando si complica». Nonostante la consapevolezza che con maggiore fortuna la vittoria sarebbe stata possibile, il tecnico si è detto «molto contento di loro».
Per quanto riguarda la classifica, pur ammettendo un leggero distacco dalla vetta, Danucci si mantiene pragmatico. Considerando il punto di partenza, l’attuale posizione è ritenuta pienamente accettabile: «Per dove siamo partiti avremmo messo la firma per essere in questa posizione oggi». Il cammino in Coppa Italia, con i successi contro Brindisi e Acquaviva, conferma la bontà del lavoro svolto, con la squadra «in piena linea con quanto previsto».
L'intervista si è conclusa con un focus sul mercato e sulla necessità di rinforzare la rosa. L'allenatore è in costante dialogo con la dirigenza: «Con la società parliamo spesso di mercato. Sanno quali sono le caselle da riempire, quelle che possono farci fare un salto di qualità». Pur concentrandosi sul suo ruolo tecnico, Danucci ha confermato l'esigenza di potenziare l’organico: «Io faccio il mio lavoro, ma è chiaro che la squadra va migliorata, come anche voi dite spesso». L’imperativo del momento è capitalizzare il punto ottenuto e non abbassare la guardia: «Oggi prendiamoci questo punto e continuiamo a lavorare». La stagione è ancora lunga, e la squadra dovrà migliorare il rendimento nelle trasferte, pur essendo sulla «strada giusta».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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